Un boost per l'erba medica

Già strategica per la zootecnia italiana, la nuova Pac e le crescenti quotazioni di mercato rendono questa pianta sempre più interessante per gli agricoltori

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Dal 2010 al 2017 le superfici coltivate sono calate dell'8,6% e le produzioni del 24,5%
Fonte foto: © Emer1940-IStockPhoto

L'erba medica è sicuramente una pianta importante per la zootecnia italiana, grazie alla sua capacità di valorizzare rese e qualità dei prodotti finali derivati. Per alcuni anni però ha vissuto nascosta da un cono d'ombra, che ha portato ad un calo dell'8,6% di ettari coltivati (dai 749.485 del 2010 ai 684.983 del 2017) e del 24,5% dei quintali prodotti (dai 219.287 del 2010 ai 167.773 del 2017) (Fonti dati Istat).

Oggi nuovi scenari produttivi, economici e politici possono farle vivere un nuovo rinascimento. La dimostrazione è anche data dal crescente entusiasmo con cui è iniziata la stagione agraria 2018, dopo anni non certo scoppiettanti. Le motivazioni di questo trend positivo sono dovute principalmente agli obblighi imposti dalla Pac e dall'applicazione del greening, ed alle migliori quotazioni di mercato.
 

La nuova Pac

Negli scorsi anni per ricevere i pagamenti diretti bastava svolgere l’attività agricola mentre da oggi sino al 2020 sarà necessario svolgere anche attività per rispettare l’ambiente (suolo, aria ed acqua), implementare l’innovazione tecnologica in azienda,
aggregarsi e collegarsi con il mercato e con l’industria di trasformazione. Tutti elementi che portano ad un taglio stimato del 35% circa degli attuali pagamenti ma che contribuiranno ad aumentare le rese ad ettaro e razionalizzare i costi di produzione. 
 

ERBA MEDICA

 
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Cosa cambia per l’agricoltore?

I nuovi impegni ambientali introdotti nella Pac permettono di migliorare la fertilità dei suoli, diminuire l'uso e la dispersione di agrofarmaci e di fertilizzanti, usare in maniera più razionale l’acqua di irrigazione. E l'erba medica può qui svolgere un ruolo molto importante. Per questo motivo si prospetta un incremento delle superfici coltivate.

Ma quali sono questi vantaggi? Per prima cosa introdurre l'erba medica tra le coltivazioni delle propria azienda agricola facilita il soddisfacimento degli obblighi imposti al greening, che prevede il rispetto di tre pratiche benefiche per il clima e l’ambiente: diversificazione delle colture, mantenimento dei prati permanenti e presenza di un’area d'interesse ecologico. A fronte di queste attività l'agricoltore riceverà il pagamento verde (una delle componenti del nuovo sistema dei pagamenti diretti). 
Questa mini-riforma è entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Si basa su due filoni normativi: il Reg. 2017/1155 del 15 febbraio 2017 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno 2017 e che modifica il Reg. 639/2014) che è stato applicato in Italia con il decreto ministeriale n. 5604 del 2 ottobre 2017 ed il Reg. 2017/2393 del 13 dicembre 2017 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2017).
 

Nuova Pac = Meno agrofarmaci

Un'altra interessante novità è il divieto di usare prodotti fitosanitari su superfici dichiarate ai fini Efa-Ecological Focus Area, tra cui rientrano le azotofissatrici (l'erba medica è una di queste). In questo modo l'Unione europea riconosce un ruolo ambientale maggiore alle suddette colture e limita gli effetti negativi derivanti dal divieto di utilizzo dei prodotti fitosanitari, riducendo le perdite economiche per gli agricoltori.
 
Alcune piante di erba medica in piena fioritura
L'erba medica diventa pianta cardine della nuova Pac 2015-2020
(Fonte foto: © WikimediaImages-Pixabay)
 

Nuovo fattore di ponderazione

Altro aspetto è la modifica dei fattori di ponderazione per il calcolo delle aree d'interesse ecologico. In particolare, tale fattore, per le Efa produttive con colture azotofissatrici viene innalzato dall’attuale 0,70 a 1,00. Questa modifica rende più semplice l’assolvimento dell’impegno. Ad esempio, dal 2018, per soddisfare 10 ettari di Efa sono sufficienti 10 ettari di colture azotofissatrici (coefficiente di ponderazione 1), mentre fino al 2017 erano necessari 14,3 ettari di colture azotofissatrici (coefficiente di ponderazione 0,7).
 

La diversificazione

Riguardo alla diversificazione le novità più importanti riguardano le deroghe. In primis è stato modificato il paragrafo 2 dell’articolo 44 del Reg. (ue) n. 1307/2013 che consentirà anche alle aziende con più del 75% della superficie a seminativo occupata da riso, la possibilità di lasciare invariata tale superficie, purché sui seminativi restanti la coltura principale non occupi più del 75% di tali seminativi.
Altra modifica fondamentale è l’inserimento delle leguminose alla lettera a) del paragrafo 3 dell’articolo 44 del Reg. UE 1307/2013. Questo equipara quanto previsto nelle deroghe Efa e consentirà di considerare di nuovo l’erba medica tra le colture utilizzabili per l’esenzione dall’obbligo. Ma soprattutto la modifica consentirà alle imprese un margine di manovra molto più ampio nella gestione delle proprie superfici rispetto a quanto previsto in precedenza, giacché non saranno solo le leguminose da foraggio a poter essere utilizzate per la deroga, bensì tutte le leguminose, anche quelle da granella.
 
Un bel campo di erba medica in fiore, pronto per essere raccolto
I prezzi dei fieni di erba medica sono cresciuti: oggi superano i 140 euro/tonnellata
(© Ysuel - IStockPhoto)
 

Non solo Pac

Le modifiche apportate alla Pac sono sicuramente elementi molto positivi per l'erba medica. Ma non sono i soli elementi che permetteranno un rinnovato interesse verso questa tradizionale coltura made in Italy. Anche il mercato e le sue tendenze fanno la loro parte. E' in atto oggi un trend positivo verso il biologico e i prodotti considerati più naturali (vedi ad esempio i formaggi senza aggiunta di lisozima, un conservante spesso usato e che nelle etichette si trova indicato con la sigla E1105). Questi aspetti porteranno a spostare l'alimentazione delle bovine da latte verso foraggi affienati e non insilati. E l'erba medica si presta perfettamente a questo modello di alimentazione zootecnica. 
Più domanda porta a più offerta e più offerta porta a prezzi più alti e migliori prospettive di reddito. Negli ultimi anni infatti i prezzi sono in crescita, più alti rispetto alla maggior parte dei cereali. Guardiamo come si sono evoluti: a partire dalla metà del 2014 sono rimasti stabili su valori al di sotto dei 120 euro/tonnellate, mentre nel 2012 e nel 2013 hanno superato la soglia dei 160 euro/tonnellate (Fonte Ismea). Questo trend negativo è stato causato anche dalla crisi zootecnica italiana che ha pesato sulle quotazioni del fieno. Da metà del 2017 il trend è cambiato e le quotazioni si sono stabilite oltre i 140 euro/tonnellata, trascinate da un miglioramento della situazione zootecnica e da una produzione piuttosto contenuta.

L'erba medica inoltre è una pianta molto rustica che si adatta molto bene alle condizioni di stress idrico: un fattore importante viste le condizioni che si sono manifestate nel 2017 e che probabilmente si verificheranno nei prossimi anni, visto i cambiamenti climatici in corso in tutto il globo.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento pac mercati alimentazione animale cambiamenti climatici erba medica

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