Prosecco: un prodotto made in Italy che continua a crescere

Docg, territorialità, qualità e sostenibilità. Se ne è parlato a Expo il 14 ottobre, con Gianluca Bisol nello spazio The Waterstone by Intesa San Paolo

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Gianluca Bisol, presidente e Ceo di Bisol

Il 14 ottobre scorso a Expo, un momento di dialogo e condivisione con protagonista il Prosecco raccontato da Gianluca Bisol, presidente e Ceo della Bisol, vitivinicoltori in Valdobbiadene. Bisol ha ripercorso le tappe del processo attraverso un’analisi puntuale, ricordando in apertura quanto sia stato importante nel 2009 il riconoscimento della Docg per le due zone storiche di Conegliano-Valdobbiadene e della Doc Prosecco per 650 comuni del Veneto e del Friuli, un riconoscimento che ha consentito una blindatura del territorio e una certificazione della qualità.

Il mercato Bisol è di gran lunga cresciuto negli ultimi 10 anni, passando da un’esportazione in 23 Paesi, nel 2005, a una vendita in ben 69 Paesi, collocandosi in una nicchia di mercato per decenni occupata dallo champagne. Tra i top del mercato troviamo Paesi quali Gran Bretagna, Italia, Usa, Svizzera, Norvegia, Canada, Germania, Cina, Giappone e Belgio.
I numeri parlano non solo di una grande crescita del Prosecco ma anche di un sorpasso in volume dello Champagne, una previsione che Gianluca Bisol già aveva chiara nel 2006 e che si è anzi avverata ancor prima del 2020 come allora indicato.
Un successo annunciato ma decisamente straordinario se si pensa che nel novembre 2011 Gianluca Bisol è stato, insieme ad Angelo Gaja, uno dei due soli italiani presenti a Hong Kong, all’edizione di Wine Future.

La sostenibilità ambientale è stata al centro del'incontro. I vigneti Bisol sono dislocati su 20 poderi immersi tra le ripide colline del Prosecco e le aree più vocate alla Denominazione. Desiderio Bisol, direttore tecnico dell’azienda ed enologo ha dichiarato “Bisol pone la massima attenzione alle sostanze utilizzate nei trattamenti, prestando così attenzione alla tutela della vitalità del vigneto. Inoltre, in vigna, si pone l’obiettivo di non realizzare più il diserbo, tutelando così la preziosa biodiversità di piante e insetti in vigneto. Il nostro obiettivo è quello di creare all’interno del terreni produttivi polmoni veri che favoriscano la vitalità degli insetti. Per questo collaboriamo strettamente con naturalisti ed esperti di settore qualificati”.

Desiderio Bisol è altresì capofila del progetto Residuo 0 che propone l’utilizzo dell’ozono e dell’acqua ozonizzata ed elettrolizzata in viticoltura come tecniche alternative all’utilizzo di sostanze chimiche tradizionali nella difesa da patogeni e nella sanificazione delle cantine. Più sostenibilità e meno chimica. Sembra essere proprio questa la viticoltura del futuro, che è pronta a scommettere sull’innovazione e su nuovi vitigni resistenti alle malattie.

Un altro progetto importante è “WineZer0”, un progetto che mira a ridurre l’impronta carbonica nel Prosecco. La valutazione oggettiva dell’impronta carbonica aziendale (emissioni) e del bilancio degli scambi gassosi con il metodo della "Eddy Covariance", consente infatti di quantificare la Co2 che un vigneto riesce a catturare sottraendola all’ambiente. Più carbonio viene rimosso dall’atmosfera per essere bloccato permanentemente nel suolo sotto forma di sostanza organica, meno ne rimane in atmosfera sotto forma dei due principali gas ad effetto serra.

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