Varroa, cinque tecniche per il blocco di covata

Alcuni suggerimenti per effettuare correttamente i trattamenti estivi con i farmaci a base di acido ossalico con la massima efficacia

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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Una gabbietta per blocco di covata usata soprattutto all'estero (Foto di archivio)
Fonte foto: © Shannon - Adobe Stock

Con l'arrivo dell'estate si entra nel tempo dei trattamenti estivi contro la varroa. Per utilizzare i farmaci a base di acido ossalico però è necessario che nell'alveare non ci sia covata opercolata, cioè come si dice in gergo è necessario che gli alveari siano in blocco di covata.

La varroa infatti si riproduce sulle larve delle api operaie e dei fuchi, entrando nelle celle di cova poco prima dell'opercolatura. E all'interno delle celle opercolate la varroa non è attaccabile dai farmaci a base di acido ossalico, che agiscono solo se vengono in diretto contatto con gli acari.

Vediamo allora cinque modi per fare un blocco di covata e garantire le condizioni per un trattamento acaricida in grado di abbattere più del 90% degli acari presenti.


Ingabbiamento della regina

Uno dei metodi più diffusi è sicuramente l'ingabbiamento della regina. Consinste nel chiudere la regina in una gabbietta che abbia le sbarre a passo di escludi regina (circa 4,2 millimetri). Di queste gabbiette ne esistono molte in commercio, da quelle più economiche praticamente usa e getta a quelle più robuste riutilizzabili ogni anno. In questo modo la regina non può uscire, ma le api operaie possono entrare per accudirla.

Chiusa nella gabbia la regina non può andare sui favi e quindi non può deporre le uova. Siccome il periodo di sviluppo di un'ape operaia, dalla deposizione dell'uovo allo sfarfallamento, è di 21 giorni e quello dei fuchi di 24 giorni, dopo 24 giorni dall'ingabbiamento tutta la covata presente (comprese le uova) sarà nata e nell'alveare non ci sarà più covata. Si può quindi liberare la regina e fare il trattamento.


Confinamento della regina

Per evitare che la regina vada in giro per i favi a deporre le uova, invece che ingabbiarla, si può confinarla su un favo, in modo che sia libera e possa covare ma solo su un telaino. Per farlo si mette la regina su un favo accanto a una parete laterale dell'arnia e tra questo telaino e gli altri si mette un escludi regina verticale, che è un sorta di telaino provvisto di una griglia escludiregina sulla facciata e con i lati che devono combaciare con le pareti, il fondo e il coprifavo dell'arnia.

E' molto importante verificare che l'escludi regina verticale combaci perfettamente con le pareti, il fondo e il coprifavo (non tutte le arnie sono perfettamente uguali all'interno), altrimenti, se si creano dei passaggi, la regina può uscire.

Oltre all'escludi regina verticale esistono delle gabbie in grado di chiudere tutto il telaino dove è la regina o dei dispositivi per mettere in orizzontale il telaino con la regina tra l'arnia e il melario. In ogni caso la tecnica è sempre la stessa: permettere alla regina di covare solo su un favo. Dopo 24 giorni, in tutti gli altri telaini dell'alveare non ci sarà più covata. Si dovrà allora liberare la regina, rimuovere il favo dove era la regina che sarà pieno di covata e trattare l'alveare.

Con i favi pieni di covata che abbiamo rimosso, lasciandoci anche le api sopra, si potranno fare degli sciami artificiali da portare in un altri apiario per evitare reinfestazioni di varroa e da trattatare come vedremo sotto, quando si parlerà della sciamatura artificiale. Se però il livello di infestazione è alto e la covata è irregolare o ci sono sintomi di virosi, è bene distruggere questi telaini (dopo aver scosso le api) mettendoli nella sceratrice solare o bruciandoli in un braciere o in un forno a legna.


Orfanizzazione

Questa tecnica può essere utile se si vuole cambiare la regina. Si orfanizza la colonia, eliminando la regina presente e si lascia che le api ne allevino una nuova. Dopo i 24 giorni canonici, ci sarà una nuova regina, probabilemte già feconda e che ha già iniziato a deporre le uova, ma non ci sarà ancora covata opercolata. Quindi si può trattare.

Il rischio è che la fecondazione non vada a buon fine o la regina muoia nel volo nuziale, in questo caso sarà necessario fornire una nuova regina alla colonia. Oppure se si vuole dare una regina già feconda, magari selezionata da noi o da un allevatore di api regine, otto o dieci giorni dopo l'orfanizzazione si dovranno rimuovere tutte le celle reali presenti nell'alveare e poi dare la regina sette giorni prima del 24° giorno, quando effettueremo il trattamento, oppure uno o due giorni dopo il trattamento.


Sciamatura artificiale

Questa tecnica e utile per fare due lavori insieme: produrre sciami artificiali e fare il blocco di covata. Si procede facendo degli sciami artificiali, cioè mettendo in delle arniette porta sciami cinque o sei telaini di covata e api, tolti da altri alveari, ma senza regina. Questi nuovo sciami devono esser portati in un altro apiario ad almeno 3 chilometri di distanza per evitere che le bottinatrici tornino nelle colnie di origine. Lascieremo poi che i nuovi sciami nella nuova postazione si allevino la loro regina o gliela forniremo nei tempi descritti sopra.

Nelle colonie da cui si sono tolti alcuni telaini per fare gli sciami, si procederà a fare un blocco di covata usando l'ingabbiamento o l'orfanizzazione. Dopo 24 giorni sarà possibile fare i trattamenti sia sui nuovi sciami che sulle colonie di partenza.
 

Asportazione di covata

E' un caso particolare di sciamatura artificiale. Si procede togliendo dagli alveari tutti i telaini che hanno covata opercolata (anche poca), con le api sopra, usandoli per fare sciami artificiali, da gestire come descritto sopra, cioè portandoli ad almeno 3 chilometri di distanza e trattandoli dopo 24 giorni. Negli alveari di partenza resteranno solo i telaini con il miele o con al covata non ancora opercolata e la regina, qui sarà possibile trattare subito.

Si ricorda che i farmaci a base di acido ossalico disponibili per fare questi trattamenti sono Apibioxal, della ditta ChemicalLaif, Oxuvar prodotto da BioVet e Oxybee di Alveis e sono tutti ammessi per l'agricoltura biologica.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: api apicoltura salute animale varroa

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