Uva da vino: il punto sulla difesa fitosanitaria

I giovedì dell'Aipp - A Pescara il bilancio fitosanitario della vite nelle regioni del Centro Sud

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L'andamento climatico ha provocato difficoltà nella gestione della peronospora nel corso del 2018
Fonte foto: © felinda - Fotolia

Nelle ultime due annate la difesa fitosanitaria dell'uva da vino nelle regioni del Centro Sud Italia è stata complessivamente soddisfacente.

Nella norma la difesa dalle crittogame, mentre tra i fitofagi continuano a rimanere nella norma le problematiche legate a tignoletta e tripidi, variabili, ma sempre da seguire con attenzione le cocciniglie, mentre si segnalano come nuove criticità emergenti la tignola rigata e, specie nel 2018, la fillossera. Variabile nelle varie regioni l'evoluzione dello scafoideo.

Questo in grande sintesi quanto emerso dall'incontro, organizzato da Aipp, Giornate fitopatologiche e Regione Abruzzo, sul bilancio fitosanitario della vite nelle regioni del Centro Sud che si è tenuto a Pescara lo scorso 7 novembre ed a cui hanno assistito oltre cento partecipanti. Sono stati presentati i bilanci delle regioni Marche (a cura di Sandro Nardi e Angela Sanchioni), Abruzzo (a cura di Domenico D'Ascenzo), Molise (a cura di Pardo Tarasca e Giacomo Picone) e Puglia (a cura di Agostino Santomauro).

Da un punto di vista climatico le due annate sono state caratterizzate da primavere piovose, con precipitazioni intense nei mesi di maggio, mentre abbastanza diversa la situazione nel mese di giungo con precipitazioni diffuse fino all'ultima decade nel 2018 e limitate all'inizio del mese di giugno nel 2019.

Tra le crittogame non si sono evidenziate criticità, ma globalmente le ultime due annate confermano come anche nell'Italia centrale le principali criticità si registrano nella difesa della peronospora, mentre sia botrite che oidio non hanno evidenziato particolari difficoltà.

In particolare, l'andamento climatico ha provocato difficoltà nella gestione della peronospora nel corso del 2018. In ogni caso le strategie adottate e i prodotti fitosanitari disponibili hanno consentito di contenere l'avversità senza particolari difficoltà.

Da evidenziare come negli ultimi anni sia sempre non risolto e sostanzialmente in crescita la presenza di impianti colpiti dal complesso del mal dell'esca. Nel 2019 non sono da sottovalutare la presenza di Black rot, Puglia e Abruzzo, e di Grapevine virus.

Tra i fitofagi occorre evidenziare come, specie nella Regione Abruzzo, si sia ormai consolidata la diffusione della tignola rigata che presenta ordinariamente quattro generazioni, che si vanno sostanzialmente a sovrapporre con le generazioni della tignoletta. Ne consegue che una difesa della tignoletta, ormai incentrata su trattamenti in seconda generazione e completati con un ulteriore intervento in terza generazione, consentono di contenere adeguatamente anche la tignola rigata.

Più problematica la costante recrudescenza della fillossera che sta creando problemi crescenti; in questo contesto andrebbe quindi rimodulata la strategia di difesa che dovrebbe prevedere interventi mirati nella fase in cui la fillossera migra dalle radici alla parte aerea della vite.

Molto varia la situazione della flavescenza e dello scafoideo nelle quattro regioni:
  • Nelle Marche accertata la presenza della flavescenza dorata, mentre poco presente lo scafoideo che viene costantemente monitorato dal Servizio fitosanitario.
  • In Abruzzo e Molise non accertata la presenza della flavescenza dorata, mentre è diffuso in maniera consistente lo scafoideo; al momento l'analisi biomolecolare condotta sugli scafoidei ha evidenziato che non sono potatori di flavescenza.
  • In Puglia la flavescenza non è al momento presente, mentre la presenza dello scafoideo non palesa particolari criticità.

Scarica le relazioni del convegno

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Redazione Agronotizie

Tag: viticoltura difesa peronospora mal dell'esca

Temi caldi: Bilanci fitosanitari 2019

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