Avviso ai naviganti n° 39. Mancato rinnovo Ue per propiconazolo, quinoxifen e flurtamone

Normativa europea: motivazioni e tempistiche

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La sede dell'Efsa FSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è stata decisiva per il mancato rinnovo dell'erbicida Flurtamone e dei fungicidi Quinoxifen e Propiconazolo.
Fonte foto: © Lucio Rossi for Efsa - Studio Valle Progettazioni

Come preannunciato nel Bollettino di guerra del 31 ottobre scorso, il mancato rinnovo di propiconazolo, quinoxifen e flurtamone è stato ufficializzato mediante pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dei rispettivi regolamenti di esecuzione.
Si tratta della decima revoca del 2018 (9 mancati rinnovi e un diniego di approvazione) di sostanze attive ad attività fitosanitaria, cui va aggiunto il respingimento della domanda di inserimento del catrame di pino nelle sostanze di base, compensati da due sole nuove approvazioni, entrambi di fungicidi: Fenpicoxamid e il microrganismo Metschnikowia fructicola.
 

Flurtamone

Nonostante la Repubblica Ceca, Stato relatore del rinnovo, sia stata favorevole al mantenimento del flurtamone nell’Unione Europea, le criticità emerse durante la discussione coordinata dall’Efsa sono state fatali al prodotto. In particolare l’autorità di Parma ha evidenziato criticità sulla possibile mutagenicità della sostanza attiva, la contaminazione delle acque sotterranee da parte del metabolita acido trifluoroacetico e la mancanza di informazioni per escludere possibili effetti quale perturbatore endocrino. Le autorità nazionali dovranno revocare le autorizzazioni di prodotti fitosanitari entro il 27 giugno 2019, con uno smaltimento scorte sino al 27 marzo 2020.
 

Quinoxifen

In questo caso la sostanza attiva è rimasta vittima dei cosiddetti criteri di “cut-off” introdotti dal nuovo regolamento, che non consentono l’approvazione di sostanze con proprietà intrinseche considerate di particolare criticità, indipendentemente dal risultato della valutazione del rischio condotto nelle condizioni di utilizzo proposte. Nel caso specifico, la valutazione ha evidenziato che la sostanza è sia PBT (persistente, bioaccumulabile e tossica) che vPvB (molto persistente e molto bioaccumulabile), caratteristiche ambientali molto sfavorevoli (trovate maggiori dettagli nell’allegato II del regolamento 1107/2009). Le tempistiche di revoca sono le stesse: revoca dei formulati 27 giugno 2019 e smaltimento scorte sino al 27 marzo 2020.
 

Propiconazolo

La classificazione della sostanza come tossico per la riproduzione di categoria 1B ne avrebbe consentito il rinnovo solamente per utilizzi che comportassero esposizione trascurabile per l’uomo (operatori agricoli durante l’applicazione del prodotto e accedendo ai campi trattati e consumatori esposti al prodotto attraverso la dieta), ma problemi nella definizione dei residui del triazolo e dei suoi metaboliti nelle derrate alimentari, sforamenti della soglia massima di contaminazione delle acque sotterranee da parte dei metaboliti e la tossicità sugli organi endocrini sono stati fatali al prodotto. La revoca dei relativi formulati scatterà entro il 19 giugno 2019, con smaltimento scorte entro il 19 marzo 2020.

Per tutti e tre i principi attivi si raccomanda di seguire il comunicato del ministero della Salute che preciserà le tempistiche per la vendita e l’impiego dei prodotti revocati.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

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