Dal legno all'energia

Il progetto della Società Cooperativa Agricola Livenza, in provincia di Treviso, per l'utilizzo energetico del legno

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Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

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Un raccoglitore mentre lavora in un ceduo

Il legno è la più antica fonte di energia rinnovabile utilizzata dall'uomo. Da qualche tempo il suo utilizzo è tornato di attualità a causa di diversi fattori: elevato prezzo delle fonti energetiche fossili, lotta al cambiamento climatico, evoluzione delle tecniche di produzione e di utilizzo del legno a fini energetici, ricerca di nuove fonti di reddito per le aziende agricole. È proprio partendo da quest'ultimo punto che la Società cooperativa agricola Livenza (Coal) ha iniziato ad interessarsi al legno e ha maturato l'importante decisione di occuparsi direttamente di energia. Da un lato la Coal incentiva il recupero degli scarti legnosi (sarmenti di vite) e la realizzazione di nuove piantagioni di specie a rapido accrescimento per la produzione di biomassa legnosa; dall'altro ha attivato una nuova attività di "servizio calore", attraverso l'installazione presso i propri clienti di caldaie ad alta efficienza.

 

Cedui a turno breve
Da qualche anno si parla di piantagioni di alberi nei terreni agricoli di qualità per produrre energia. Molte parole sono nuove: la coltura viene chiamata ceduo a turno breve oppure ceduo a corta rotazione. In inglese la coltura viene chiamata Short rotation forestry e da qui deriva l'acronimo Srf utilizzato anche in Italia. Gli Srf si presentano come piantagioni ad elevata densità (da 1.000 a 10.000 piante per ettaro) dove gli alberi vengono tagliati ogni 2-5 anni per più cicli (da 5 a 10).
Le specie utilizzate sono diverse e dipendono dalla tessitura del suolo e dalla disponibilità idrica (pioppi, salici, platano, olmi per i terreni più freschi; robinia, paulonia per i terreni più secchi ed a falda profonda).
La coltivazione degli Srf è fortemente meccanizzata in tutte le sue fasi. Oggi esistono ditte di contoterzismo che si sono già ben attrezzate per effettuare tutte le operazioni colturali e pertanto la coltivazione degli Srf non è un problema.
Le piantagioni sono sostenute da misure legislative regionali e dai fondi dell'attuale Piano di sviluppo rurale 2007-2013. Esse in genere si limitano a coprire i costi di impianto e di primo avvio della coltura.
Gli Srf vengono parificati alle tradizionali colture agrarie per quanto riguarda il pagamento del contributo unico ad ettaro e possono anche essere coltivati sui terreni in set-aside. Infine possono godere dell'ulteriore contributo di 45 €/ha erogato alle colture energetiche.
Il prodotto legno-cippato ha oggi un tranquillo mercato locale (contrariamente a pochi anni fa) costituito dalla domanda delle centrali a biomassa.
 
I sarmenti
Nell'area del basso corso del fiume Livenza, dove opera la Coal, abbondano i vigneti; essi forniscono un'importante risorsa legnosa utilizzabile a fini energetici: i sarmenti.
Mediamente ogni anno un ettaro di vigneto produce 1,5-2,5 t di sarmenti.
Tradizionalmente i sarmenti erano raccolti, legati in fascine ed utilizzati nei forni per la cottura del pane. Oggi essi sono a tutti gli effetti dei residui colturali che devono essere smaltiti sostenendo dei costi. Lo smaltimento avviene o attraverso la combustione sul campo o la trinciatura.
Entrambi i sistemi, oltre ad essere costosi, presentano dei problemi: la combustione sul campo è vietata perché ritenuta responsabile dell'inquinamento dell'aria, la trinciatura lascia sul terreno residui legnosi che possono essere responsabili vettori di pericolose patologie.
L'uso energetico risolve sia i problemi tecnici che quelli economici legati allo smaltimento dei sarmenti. Oggi esiste una vasta gamma di macchine specializzate nella raccolta dei sarmenti; questa può essere effettuata seguendo due strade: la prima prevede la cippatura sul campo; la seconda l'imballaggio e la cippatura successiva.
Il valore del legno prodotto ripaga il costo di raccolta e pertanto per il proprietario del vigneto il costo è pari a zero.
Il legno dei sarmenti di vite ha un buon valore energetico e può essere utilizzato in modo conveniente per alimentare moderne caldaie a legno cippato o per la produzione di pellet.
 
Per informazioni: Società Cooperativa Agricola Livenza - COAL - Via delle Medune, 2/A - 31045 Motta di Livenza (Tv) - 0422-860571 - 0422-764956

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