Un labirinto in un campo di mais

C'è chi dice che per uscire si debba sempre girare a sinistra, altri consigliano invece di appoggiare una mano sulla parete esterna per trovare la via d'uscita. Per provare il brivido di perdersi anche in Italia spuntano diversi dedali tra i campi

Ilenia Caleca di Ilenia Caleca

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I labirinti di mais stanno diventando molto famosi in Italia
Fonte foto: © Galassi Carlo

Perdersi, girare a destra poi a sinistra e ritornare allo stesso punto, quindi cambiare strada. E' il labirinto.
Tra i più leggendari c'è sicuramente quello di Cnosso che, secondo la mitologia greca, fu fatto costruire sull'isola di Creta per rinchiudervi il mostruoso Minotauro
Ma se un tempo solo l'eroico Teseo si offrì di entrare per uccidere il mostro aiutato dal famoso filo di Arianna, ora tutti lo possono affrontare.
E se è fatto in un campo di mais è ancora più divertente.

Così sta prendendo piede anche in Italia la moda dei labirinti effimeri, campi con una vita legata al ciclo naturale della pianta

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L'azienda agricola Galassi Carlo

Per tutta l'estate, fino a metà settembre, ad Alfonsine (Ra), sarà possibile visitare un'opera assolutamente unica a livello nazionale e internazionale.
Si tratta di uno dei più grandi d'Europa con i suoi 70mila metri quadrati di superficie e 3 chilometri di sentieri, che da qualche anno a questa parte ha acquisito anche la connotazione di 'dinamico', in quanto all'interno del labirinto sono presenti delle porte che possono essere chiuse da chi le attraversa, 'costringendo' in tal modo a far cambiare percorso a chi li segue. 
Il titolo di questa edizione 2018 è "Meridia".

"Essere tempo con la propria ombra. Ombra che detta legge nell'inesorabile trascorrere della vita, nei meandri di questo labirinto. Così le replicanti ombre di Meridiane, che incontreremo, saranno insolute nella determinazione di spazio-tempo. Nell'impari lotta con il tempo, scandito dal sole e dai culti agrari dimenticati dell'uomo, meridiane e antichi aratri in questo luogo si tramutano in unici strumenti di archeoastronomia". Queste le parole del costruttore di labirinti Luigi Berardi che introduce l'edizione 2018.

Berardi dal 2010 contribuisce a creare l'opera assieme a Carlo Galassi dell'omonima azienda agricola. Fu proprio Galassi che nel 2007 realizzò il primo piccolo labirinto effimero nel campo di mais. Labirinto che già nel 2008 e 2009 era cresciuto superando i 40mila metri quadrati e potendosi vantare del titolo di primo labirinto effimero d'Italia.
 
Il labirinto versione 2017
Il labirinto nel 2017
(fonte foto: © Azienda agricola Galassi Carlo)
 
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Dedalo, un campo di pop corn

Spostandosi di qualche chilometro verso la riviera romagnola, precisamente a Savio (Ra) si trova Dedalo, il progetto innovativo del giovane architetto cervese Mattia Missiroli. Con i suoi 100mila metri quadrati di superficie è considerato il più grande labirinto di mais d'Europa.

Come nasce questo progetto?
"Il progetto nasce dalla volontà di costruire qualcosa di diverso legato alla terra e all'agricoltura. Con questo presupposto abbiamo unito il know how agricolo dell'azienda agricola della Lunarda con terreni prossimi alle spiagge, con la ricerca di un'idea tutta da costruire, a partire dal progetto del labirinto da mettere in campo per finire con la ricerca continua di una proposta allargata di uso dello spazio rurale
Per realizzarlo
- spiega Missiroli - è necessario partire da un progetto ben definito a computer, che tenga conto sulla planimetria degli ostacoli naturali presenti sul campo quali fossi e pali elettrici". 

Chi lo frequenta?
"Il nostro target di clientela è maggiormente costituito da famiglie con bambini, essendo una proposta costruita sul tema della natura e della tranquillità. In ogni caso stiamo sviluppando sempre più eventi rivolti principalmente ai giovani come le serate country, notti zombie, Cosplay, Disney e concerti dal vivo. Dedalo questa estate diviene infatti 'parco eventi 2018' con un susseguirsi di iniziative che si completeranno con la chiusura prevista per il 10 di settembre". 

Come si lega alla attività turistica?
"Il labirinto va ad integrare l'offerta turistica della riviera romagnola con un gioco semplice quanto avvincente. I turisti possono trovare un luogo di relax e divertimento ecosostenibile vicino al proprio luogo di villeggiatura; un'esperienza adatta a tutte le età e a tutte le tasche". 

Chi ci lavora?
"Labirinto dedalo è oramai un progetto consolidato attorno a cui gravitano a vario titolo una decina di operatori.
Già dall'inverno è necessario progettare il labirinto (ogni anno si cambia il percorso), per poi passare alla fase della campagna promozionale e della grafica, alla costruzione del cartello di eventi, fino poi arrivare alla fase delle migliorie infrastrutturali e all'apertura, che come ogni anno avviene il 15 giugno
".

Quanto si paga per entrarci e come se ne esce?
"Il labirinto è suddiviso in più parti, così che ciascuno possa scegliere il grado di difficoltà in cui cimentarsi. Questo anno è previsto per i più esperti un percorso denominato "estremo", per rendere ancora più avvincente la sfida. Non manca come ogni anno un percorso baby per gli under 5 accompagnati, che consente loro di cimentarsi con il tema dell'orientamento unito a una sana passeggiata all'aperto.
L'ingresso intero ha un costo di 8 euro, quello ridotto di 6 euro; gratis l'ingresso per gli under 5, i disabili e i loro accompagnatori
". 

Qualche cenno sulle esperienze passate?
"Il labirinto giunge alla sua quarta edizione. I numeri in termini di presenze ci inseriscono in un trend di forte crescita avendo triplicato il numero di ingressi da 5mila del 2015 fino ai 15mila del 2017. Lavoriamo ogni giorno per costruire attorno al progetto labirinto, un'offerta di evasione dalla contemporaneità spesso fatta di inutili frenesie".
 
Comparazione 2016 e 2017 del percorso del labirinto Dedalo
A sinistra come si presentava dall'alto il labirinto nel 2016 mentre a destra il percorso nel 2017
(fonte foto: © Mattia Missiroli)

Scopri tutti gli eventi del labirinto Dedalo


Castello di Piovera, un labirinto biologico

Il labirinto 'Mano d'Artista' si trova nel parco biologico del Castello di Piovera, situato in provincia di Alessandria, ai confini col Monferrato. Il percorso è lungo circa 3 chilometri e sono stati piantati circa 165.865 chicchi per realizzarlo.

Il progetto, che quest'anno si chiama 'Il labirinto - tra arte e magia', è stato realizzato dalla laureanda in Ingegneria per l'ambiente e il territorio Giorgia Bernardi dell'Università degli Studi di Pavia ed è stato interamente tagliato a mano da lei e dal figlio del proprietario Alessandro Calvi di Bergolo.

Riproponete il labirinto anche nel 2018? 
"Sì, lo riproporremo dall'8 luglio al 9 settembre, solo il weekend".

Perché avete deciso di intraprendere questa strada? Quali sono i pro e i contro? 
"Ci piaceva l'idea di fare qualcosa di unico e in Piemonte non era ancora stato fatto. I pro: è un attrazione ecosostenibile, adatta a tutti e permette di immergersi nella natura. I contro? La burocrazia per aprire al pubblico. Molti rimangono spiazzati quando si creano queste iniziative nuove per cui non è presente una normativa e la realizzazione non è così immediata.
Dopo aver piantato il mais quando raggiunge l'altezza di 30-40 centimetri, bisogna tagliare le piantine in eccesso per creare i sentieri completamente a mano con una falce
".

Quali costi comporta un labirinto di mais?
"Il costo del seme e la mano d'opera per piantarlo, il costo dell'irrigazione e il costo per il taglio dei sentieri che viene fatto interamente a mano e prevede un paio di giorni di lavoro. La manutenzione dei sentieri e il trattamento antizanzare".

Che target di persone partecipa più attivamente? Proponete eventi all'interno del labirinto? 
"Il target è giovane, da 20 ai 40 anni, e spesso anche le famiglie vengono a trovarci. Il labirinto in sé non incuriosisce a sufficienza quindi è d'obbligo proporre eventi che attirino più pubblico.
Ad esempio il famoso torneo Tremaghi ispirato alla saga di Harry Potter, Fluo maze run, Pathfider esperience, ecc
".
 
Castello di Piovera
Il parco biologico del Castello di Piovera (Al) 
(fonte foto: © Castello di Piovera)

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Hort, un labirinto nelle Marche

La società cooperativa Hort, spin off dell'Università politecnica delle Marche, fornisce servizi in ambito agronomico e in ambiente naturale con finalità tecniche, ricreative e didattiche coniugando le diverse competenze dei propri soci e collaboratori. 
Anche loro propongono un labirinto, a Senigallia, dove il turismo diventa esperienziale tra natura, cultura e digitale. e il presidente della società, ha risposto così ad alcune domande.

Perché avete deciso di intraprendere questa strada? 
"L'idea di realizzare un labirinto di mais è nata dalla curiosità di sperimentare nel nostro territorio un'esperienza di gioco e divertimento ampiamente diffusa nei paesi anglosassoni ma ancora poco conosciuta in Italia - dice Luca Kogoj, presidente della società - Abbiamo quindi deciso di intraprendere quest'avventura che, fin da subito, si è rivelata per noi un'esperienza professionale estremamente stimolante sia per quanto riguarda l'aspetto tecnico, sia per quanto riguarda l'organizzazione di eventi ludici e iniziative didattiche".

Quali sono i pro e i contro? 
"Per noi che siamo una società che offre servizi educativi e ricreativi a contatto con la natura è una grande opportunità di sviluppo per la nostra creatività e per la nostra sostenibilità. Inoltre, abbiamo la possibilità di far conoscere la nostra società a tante persone.
I contro sono l'incertezza legata all'andamento climatico stagionale e il grande impegno organizzativo richiesto soprattutto durante i mesi di apertura
".

Quali costi comporta un labirinto di mais?
"Comporta costi per l'uso della superficie agricola e il mancato reddito delle aree che non porteranno a raccolta il mais e poi tutti i costi di realizzazione vera e propria, che comprendono lavoro concettuale e operativo. Il progetto annuale inizia almeno 6-7 mesi prima dell'apertura, con la scelta del tema da rappresentare nel percorso e il successivo progetto tecnico grafico; una volta presenti le piante di mais, è necessaria la fase operativa di tracciamento e creazione del percorso.
Si aggiungono i costi di allestimento per la cartellonistica informativa e di sicurezza, la promozione, la realizzazione delle mappe che forniamo ai visitatori, il personale per l'apertura al pubblico, la sorveglianza e la costante manutenzione e pulizia dei percorsi. Oltre a queste fasi indispensabili, nel nostro caso si aggiungono tutti i costi necessari alla programmazione e realizzazione di attività ricreative particolari, eventi e animazioni
".

Che target di persone partecipa più attivamente? Proponete eventi all'interno del labirinto?
"Il labirinto è un luogo di divertimento per tutte le età, fruibile da tardo pomeriggio a notte e il target cambia in base alle fasce orarie: nel pomeriggio partecipano principalmente famiglie con bambini, dopo cena soprattutto gruppi di giovani.
Il nostro labirinto è nato come grande campo di gioco ma nel corso degli anni si è anche arricchito di numerosi eventi dedicati ai diversi gruppi di utenti: animazioni ispirate a fiabe e leggende per bambini, caccia al tesoro, serate musicali e rievocazioni storiche per tutti, animazioni horror per grandi. Esperienze che all'interno del labirinto assumono una dimensione tutta nuova
".
 
Labirinto Hort
Foto aerea del labirinto a Senigallia 
(fonte foto: © Hort)

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Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura architettura, arte e design

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