Mais, è labirinto mania. Ma meglio se è 'di precisione'

Nel Nord Italia si moltiplicano i labirinti di mais, un modo creativo per fare reddito. Ma nel tracciare i sentieri è meglio affidarsi ai principi dell'agricoltura di precisione

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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La realizzazione di dedali con le piante di granturco è stata importata dagli Stati Uniti
Fonte foto: © Rich Koele - Fotolia

Il labirinto ha qualcosa di affascinante e mistico. Un luogo, ma sarebbe bene dire un'opera d'arte, in cui perdersi è bello e ritrovare se stessi ancora di più. Già all'epoca dei greci si costruivano labirinti, il più famoso dei quali è certamente quello di Minosse. Ma in ogni epoca storica c'è chi si è dilettato nel tracciare labirinti, come i nobili del Rinascimento che li realizzavano con siepi o i monaci medioevali che decoravano con dedali i pavimenti delle loro abbazie. Anche oggi si realizzano labirinti, ma di mais.

Sta esplodendo una vera moda, importata dagli Stati Uniti: realizzare dedali con le piante di granturco. E nel Centro-Nord Italia sono molte le aziende agricole e le pro-loco che si cimentano in questa forma d'arte e di intrattenimento. "Noi abbiamo iniziato per primi, dieci anni fa, un po' per gioco. Volevo fare in modo che le mie figlie passeggiassero tra le piante come facevo io da piccolo. Da qui l'idea di creare dei sentieri che poi hanno dato vita ad un vero labirinto", spiega ad AgroNotizie Carlo Galassi, titolare dell'omonima azienda di Alfonsine, in provincia di Ravenna.
 
Un labirinto di mais
Il labirinto realizzato da Carlo Galassi

Realizzare un labirinto è divertente, oltre che faticoso, ma soprattutto è remunerativo. E Carlo non fa giri di parole: "L'agricoltura nostrana è in crisi e per arrivare a fine mese uno se le inventa tutte". E così il labirinto di mais diventa una attrazione turistica, con centinaia di famiglie che la sera o nel weekend passeggiano tra le piante alla ricerca della via d'uscita. Solitamente viene fornita una mappa del labirinto per ragioni di sicurezza e un numero da chiamare in caso di necessità.

Con un mercato che per trinciato e granella corrisponde sempre meno, il labirinto diventa così una fonte di reddito molto interessante. Certo, serve avere una autorizzazione e munirsi di una assicurazione, ma lo sforzo viene ripagato a fine anno.

Ma come si realizza un labirinto di mais? A fine marzo si pianta l'intero campo, che nel caso di Carlo è di sette ettari, si fa passare circa un mese, lasciando che le piantine emergano dal terreno per una ventina di centimetri. Poi armati di pali, metro e motozappa si creano i sentieri. Il disegno, naturalmente, deve essere pensato prima. "A Natale le mie figlie decidono su cosa puntare, poi per la realizzazione mi affido a Luigi Berardi, un artista della zona che trasforma le nostre idee in opere d'arte".

Il lavoro non è semplice, ci vogliono circa tre settimane e le braccia di due-tre persone per realizzare i sentieri del labirinto. E bisogna stare attenti a non sbagliare, perché basta poco per mandare all'aria tutto il lavoro di una stagione.

E qui sta la differenza tra noi e gli americani. Se in Italia ci si affida a corde e paletti, negli States si usano i principi dell'agricoltura di precisione per avere labirinti chiavi in mano. Il disegno si realizza al computer. Poi si genera una mappa di prescrizione che caricata a bordo di un trattore a guida Gps (e con seminatrice a rateo variabile) permette di tracciare il labirinto seminando solo i 'muri' dell'opera, evitando di sprecare seme nei vialetti. In questo modo non solo si risparmia tempo, ma si evita anche di piantare inutilmente migliaia di piante. Basta aspettare e le piante crescendo formano sentieri, biforcazioni e slarghi, esattamente dove devono essere.

"Eppure io non seguirei mai questo metodo", confida Carlo. "Fare un labirinto è una forma d'arte e utilizzando seminatrici di precisione si rischia di perdere l'anima del dedalo".

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