Pomodoro, nuove norme anti ToBRFV e controlli su tutte le sementi dalla Cina

La nuova normativa europea prevede nuove modalità di eradicazione e analisi fitosanitarie obbligatorie su tutto il materiale di propagazione cinese, su metà di quello in arrivo da Israele e su parte di quello proveniente da altri paesi

Matteo Giusti di Matteo Giusti

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ToBRFV, l'Unione Europea vara nuove norme contro la diffusione del virus
Fonte foto: Menzel et al. 2017 in Regione Lazio e Crea

L'Unione Europea alza la guardia contro il ToBRFV, il Tomato brown rugose fruit virus, che attacca principalmente pomodori e peperoni, causando danni a frutti e a parti vegetative dalle piante.

Con il nuovo regolamento di esecuzione 2021/1809 vengono infatti fissate delle nuove regole per ridurre il rischio di diffusione del virus, regole che riguardano le modalità di eradicazione in caso di presenza della malattia e i controlli fitosanitari sul materiale di propagazione in entrata dai paesi extracomunitari.

Nel caso venga rilevata la presenza di piante infette, in qualsiasi stato dell'Unione Europea, devono essere attivate le procedure di eradicazione.

Nel dettaglio viene individuata un'area delimitata che comprende solo il sito di produzione, nel caso siano presenti barriere fisiche come ad esempio in una serra, o il sito di produzione e una fascia cuscinetto di 30 metri, nel caso non siano presenti barriere.

Nei vivai orticoli devono poi essere distrutti tutti i lotti infestati, comprese le sementi, e devono essere sanificati le attrezzature, gli operatori e i substrati di coltivazione.

Nelle coltivazioni destinate alla produzione dei frutti invece devono essere distrutte tutte le piante del sito infetto e sanificate le attrezzature, i mezzi di trasporto e il materiale di imballaggio e i substrati di coltivazione.

Oltre questo vengono intensificati i controlli sulle sementi di origine extra Ue, che prevedono analisi obbligatorie su il 100% delle partite di sementi in arrivo dalla Cina, sul 50% di quelle in arrivo da Israele, mentre su quelle in arrivo da altri paesi resta l'obbligo di analisi su almeno 20% dei lotti.

Il virus infatti si trasmette per contatto tra piante infette, ma soprattutto da seme. Nelle piante infette si hanno clorosi e maculature sulle foglie, spot necrotici sui peduncoli delle foglie e dei frutti, e mosaicature decolorate e deformità sui frutti rendendoli non commerciabili.

Identificato per la prima volta tra la Giordania e Israele, oggi il virus è presente in vari paesi del Medio Oriente oltre che in Cina, negli Stati Uniti e Messico e praticamente in tutti paesi dell'Europa occidentale, eccetto l'Irlanda, la Danimarca, la Svezia e la Finlandia.

Un problema che quindi coinvolge anche l'Italia, dove è stato segnalato ed eradicato in Piemonte e in Toscana, mentre è ormai presente e sta causando danni importanti alle coltivazioni in Sicilia.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: difesa normativa europea fitopatie

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