Internet e innovazione in agricoltura: il parere delle organizzazioni agricole

Parlano Dino Scanavino, Rocco Tiso e Franco Verrascina: AgroNotizie ha raccolto le opinioni dei presidenti di Cia, Confeuro e Copagri

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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C'è sempre più bisogno di agricoltura 2.0
Fonte foto: © Ivonne Wierink - Fotolia

Due domande per fare il punto sul ruolo delle nuove tecnologie nel mondo dell'agricoltura e sui cambiamenti che stanno portando nel settore: AgroNotizie ha messo a confronto i pareri di Dino Scanavino (Cia), Rocco Tiso (Confeuro) e Franco Verrascina (Copagri).

1) Come viene vissuta l'agricoltura 2.0? 
Scanavino: "A livello concettuale sposiamo fortemente l'agricoltura 2.0, mentre stiamo scontando qualche difficoltà sotto il profilo applicativo. internet in agricoltura è fondamentale, ma la necessità di utilizzare le reti si scontra con la scarsa copertura Wifi nelle aree rurali. I centri di assistenza tecnica devono diventare dei punti di riferimento fondamentali per quanto riguarda la digitalizzazione in agricoltura. Occorre fare un cambio di marcia, perché l'informatica in agricoltura sarà sempre più importante".

Tiso: "Al momento non vedo ancora internet in campagna, purtroppo. Conosco tanti agricoltori che tirano avanti, tra mille difficoltà, ma che non sono supportati. Il futuro sta nell'innovazione, nella tecnologia e nell'informatica? Bene, allora bisogna creare le condizioni perché tutti gli agricoltori, in campagna, possano accedere a internet".

Verrascina: "Siamo ancora molto indietro ed è necessario un forte cambio di passo. Il tasso di informatizzazione dell’agricoltura in Italia è al di sotto della sufficienza, e presenta un forte squilibrio tra il Centro Nord e il Sud e Isole, con queste ultime aree fortemente più arretrate. Per innovare l’agricoltura bisogna puntare sempre di più su divulgazione e comunicazione, e internet è uno strumento fondamentale. In Francia l’81% degli agricoltori utilizza internet quotidianamente, noi siamo molto più indietro. Accrescere l’informatizzazione facilità i processi burocratici e implementa il marketing grazie all’utilizzo dei social media. L’obiettivo è creare una comunità di agricoltori in rete, che possa valorizzare un brand territoriale, e condivida risorsa e informazioni"

2) Cosa vuol dire, per voi, innovazione in agricoltura?
Scanavino: "L'innovazione in agricoltura è costituita da una serie di aspetti: il lato economico, sociale e ambientale. La vera innovazione, oggi, è cercare di produrre prodotti di qualità spendendo meno e inquinando di meno. Negli ultimi trent'anni, in termini di innovazione, è stato fatto tanto. Pensiamo per esempio all'irrigazione a goccia, che ha portato a un miglioramento della produzione e a un minor consumo di acqua. Ora l'agricoltura si sta indirizzando sempre di più su un uso sostenibile dei prodotti, sempre più a basso impatto ambientale, fino all'utilizzo dei droni per favorire l'agricoltura di precisione. L'innovazione è quindi accrescere produttività, in maniera sostenibile, producendo beni di consumo che abbiano garanzia di salubrità".

Tiso: "Per noi l'innovazione in agricoltura per il futuro è la comunicazione. Gli agricoltori italiani producono qualità ed eccellenza, ma il comparto non sa comunicare questo grande potenziale. E' necessaria una comunicazione e un marketing diverso indirizzato ai consumatori: facciamogli capire le eccellenze che i nostri imprenditori sanno produrre".

Verrascina: "Parlare di innovazione in agricoltura è un discorso talmente ampio che bisogna declinarlo per ogni settore presente in agricoltura. Per noi l’innovazione può andare dalla crescita dell’informatica e dalla sburocratizzazione dei processi alla progettazione di droni per l’agricoltura, per poi passare per tutto la questione legata ai programmi di sviluppo rurale indirizzati ai giovani. Il tema del ricambio generazionale in campagna è fondamentale per far si che l’agricoltura punti sempre di più sull’innovazione".

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