Anche le città sono ecosistemi, che a differenza di quelli naturali consumano molto di più di quello che producono e riciclano ancora poco. Tuttavia in alcuni casi gli ambienti urbani riservano sorprese, tant'è che in un documento di lavoro della Commissione Europea (Eu Guidance on integrating ecosystems and their services into decision-making - SWD(2019) 305 final - parte seconda) si dice che "Le aree urbane possono fornire un rifugio per la natura preziosa e vulnerabile e talvolta per una biodiversità sorprendentemente elevata. Circa 11mila siti Natura 2000 attraversano i confini urbani; specie rare e protette sono presenti in molti giardini e parchi e gli impollinatori a volte prosperano meglio nelle città ricche di natura che nelle campagne a gestione intensiva. Tali aree possono beneficiare di una pianificazione volta a valorizzarle e riconnetterle con gli habitat periurbani".

 

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Al fine di salvaguardare la biodiversità, nella gestione del verde urbano dobbiamo quindi valutare e gestire correttamente alberi, arbusti, tappeti erbosi e fauna. La differenza tra fauna "utile" e fauna "dannosa" comporta ovviamente una differenza di comportamenti da parte nostra, ma sia che si tratti favorire, sia che si voglia allontanare una determinata specie, occorre comunque tener conto delle acquisizioni tecnico scientifiche, evitando di agire con mezzi che momentaneamente e apparentemente risolvono un problema, mentre invece pongono le basi per il suo peggioramento. In ecologia sono ben conosciuti casi un in cui, con la pretesa di sterminare animali "dannosi", si sono creati altri pericoli e danni per l'ambiente, l'economia e la salute umana.

 

Fortunatamente ci sono strumenti normativi che aiutano il gestore del verde ad adottare corretti comportamenti, come il Pan, Piano di Azione nazionale per l'uso Sostenibile dei Prodotti Fitosanitari, che prevede il divieto di effettuare trattamenti con insetticidi e acaricidi sulle alberate stradali durante la fase fenologica della fioritura, per salvaguardare gli insetti impollinatori. Peraltro varie specie di insetti, nelle diverse fasi dei loro cicli vitali, sono predatori di altri insetti dannosi per le coltivazioni o parassiti di alberi e arbusti.

 

Altre precauzioni sono necessarie per salvaguardare l'avifauna che popola le città, non soltanto perché contribuiscono al nostro benessere psichico, ma anche perché molte specie si alimentano di insetti, ratti e altri animali indesiderati, bilanciando le catene alimentari dell'ecosistema urbano. Ad esempio, occorre evitare la potatura delle siepi nel periodo riproduttivo (da marzo a giugno-luglio) per non distruggere i nidi e con essi i pulli che devono ancora involarsi.

 

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Passero solitario maschio (Foto di archivio)

(Fonte foto: © maurosanna - Adobe Stock)

 

In ambito urbano, in particolare nelle aree verdi, si trovano anche specie della "piccola fauna", che in alcune regioni sono salvaguardate da norme specifiche, mammiferi inurbati (scoiattoli, pipistrelli, eccetera) e animali d'affezione tutelati da norme speciali come ad esempio le colonie feline. Occorre quindi, prima di intervenire con tagli vari e potature, verificare la loro presenza per non danneggiarli. Inoltre, in caso di trattamenti contro specie problematiche, bisogna evitare l'utilizzo di biocidi; se comunque ciò non fosse possibile per ragioni di salute pubblica, è opportuno scegliere sempre il meno impattante e più specifico per la specie problematica, sia per meccanismo d'azione, sia per modalità di somministrazione.

 

Oltre a salvaguardare la fauna inurbata con accorgimenti specifici, attraverso la scelta delle specie vegetali e in generale nella progettazione del verde, è possibile favorire la presenza di determinate specie animali, ad esempio mettendo a dimora alberi sempreverdi e arbusti con frutti eduli che, soprattutto nella stagione invernale, possono offrire loro rifugio e alimentazione.


Il verde è certamente tra gli elementi più qualificanti dell'ecosistema urbano, ma se si vuole che funzioni al meglio, la sua struttura deve essere per quanto possibile diversificata e ricca di componenti, altrimenti i benefici che potrà  fornire a tutti i cittadini, i cosiddetti "Servizi Ecosistemici", saranno sempre inferiori alle sue potenzialità.

 

A cura di Fulvio Tosi, Associazione Pubblici Giardini, Delegazione Regione Marche


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