Prodotti tipici, una battaglia quotidiana per difenderli

Imitazioni del marchio e frodi sono sempre in agguato, è il caso della guerra del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria agli agropirati. Ma la prevenzione inizia con la lotta a chiunque non rispetti le norme sulla tracciabilità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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I marchi attirano i contraffattori, che spesso vedono il business prima ancora che il mercato decreti il successo dei prodotti tipici
Fonte foto: © Sarka - Fotolia

In Italia, ad ogni nuova Dop o Igp concessa dall'Unione europea a qualche specialità dell'agroalimentare nazionale, segue un ormai collaudato rituale: annuncio da parte del Mipaaf, assessori regionali che si compiacciono, produttori che esultano. Ma per le indicazioni geografiche non ci sono solo le gioie. L'Italia ha da ieri 311 denominazioni di origine, alcune note o molto note, altre meno.

E al Sud cominciano a fare notizia Dop e Igp che stanno subendo quello che nel gergo degli addetti ai lavori è chiamato "effetto Mozzarella di bufala campana": ovvero il moltiplicarsi dei tentativi di imitazione dovuti alla capacità della criminalità che opera nella contraffazione agroalimentare di fiutarne le potenziali capacità di penetrazione dei mercati.

E giusto ieri, proprio mentre Mipaaf e Regione Puglia erano giustamente intente ad annunciare la nuova Dop per la Mozzarella di Gioia del Colle, giungevano due notizie che la dicono lunga sulla battaglia quotidiana condotta da Consorzi di tutela, Istituto centrale per la qualità e repressione frodi, servizi fitosanitari e veterinari e forze dell'ordine contro chi ha fatto della contraffazione degli alimenti e dei vini, meglio se Dop o Igp, il proprio "business". E di quanto sia importante la prevenzione del fenomeno.
 

Puglia, il Consorzio del Primitivo di Manduria ha vinto 35 cause

Il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria Dop ha annunciato ieri che "continua senza sosta la battaglia per la tutela del consumatore contro inganni e frodi". "Nel 2020 sono stati bloccati tre marchi ingannevoli in Italia, uno in Svizzera e uno in Sud Africa. Quest'anno, inoltre, è stata sospesa la commercializzazione in Europa di cinque marchi depositati presso l'Euipo: l'invalidity division dell'Ufficio dell'Unione europea per la Proprietà intellettualecontinua la nota.

Il Consorzio di tutela del noto vino rosso pugliese dal 2016 ha ingaggiato ben cinquanta azioni di contrasto contro tentativi di frode e risultano già "35 battaglie vinte", mentre le altre sono ancora in corso. Un vero bollettino di guerra.

"Gli interventi che abbiamo messo in atto - spiega il presidente del Consorzio, Mauro di Maggio - rientrano nell'attività di tutela e vigilanza, ruoli che ci spettano con il riconoscimento Erga Omnes. I marchi contraffatti costituiscono un grave pregiudizio all'incremento delle nostre esportazioni e, conseguentemente, un danno palese anche per i nostri produttori".

È sicuramente faticoso rincorrere le frodi ai marchi una volta che sono avvenute. Ed una buona forma di prevenzione è il controllo pedissequo sul territorio di tutto l'agroalimentare che si presta ad essere contraffatto.
 

Sicilia, sequestrata 22mila kg di limoni spagnoli

Ecco un esempi, forse, di mancata contraffazione, grazie ad una più ordinaria azione di repressione di violazioni alle norme sulla tracciabilità dei prodotti. Sono stati sequestrati, ieri pomeriggio, ad Avola (Siracusa), circa 22mila chilogrammi di limoni di provenienza spagnola: "Rinvenuti in un magazzino fatiscente, dopo attività di appostamento, operata dagli ispettori dell'Icqrf Sicilia, congiuntamente agli ispettori del Servizio fitosanitario dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Siciliana e al personale del Corpo forestale della Regione Sicilianarecita una nota dell'assessorato Agricoltura di ieri sera.

Due le squadre in campo operanti, rispettivamente, in un magazzino di lavorazione e in un centro di stoccaggio abusivo, che hanno poi provveduto a completare gli atti di sequestro, presso il commissariato della Polizia di Stato di Avola.

L'assessore regionale per l'Agricoltura, Edy Bandiera, commenta: "Quotidianamente non abbassiamo la guardia. Consapevoli del fatto che, per decenni, si è attentato alla salute dei siciliani ed alla economia della Sicilia, abbiamo messo in campo, fin dai primi momenti dell'insediamento del Governo Musumeci, un forte potenziamento del meccanismo dei controlli".

"I limoni non erano spacciati per Igp - precisa l'assessore Bandiera ad AgroNotizie, atteso che Avola è zona di produzione e confezionamento del Limone di Siracusa Igp - ma il motivo del sequestro è che gli esperidi erano senza alcun documento di provenienza e tracciabilità e quant'altro inteso a qualificarli". I limoni - in pratica -si preparavano dunque ad entrare in "zona grigia" e da lì avrebbero potuto, a ben vedere, essere successivamente utilizzati in qualsiasi tipologia di frode in commercio, anche fuori dal territorio siciliano.

"In tre anni di attività - sottolinea l'assessore - abbiamo operato circa 5.500 controlli sui prodotti agroalimentari, 30mila analisi di laboratorio e 250 intercettazioni di prodotti difformi dagli standard previsti dalle vigenti normative. Tutto ciò fa della Sicilia la prima regione in Italia per numero di controlli effettuati sui prodotti agroalimentari in import ed export, presso tutti i punti di accesso".

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