Corpo 8, alla guerra del grano

Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 7 al 13 marzo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Lo stop di Mosca ai suini europei era già scattato qualche settimana fa, quando in Lituania erano stati segnalati alcuni episodi di peste suina. Con la crisi dell'Ucraina quello che sembrava soltanto un problema di carattere sanitario, presto risolvibile, è divenuto motivo di contendere in questa riedizione di guerra fredda a colpi di agroalimentare. Il blocco delle frontiere russe all'importazione di prosciutti è commentato sulle pagine di “Libero” del 9 marzo che parla di una vera e propria guerra dei prosciutti e nello stesso giorno l'argomento rimbalza sulle pagine del “Messaggero”. Le conseguenze di queste tensioni internazionali non si fermano ai prosciutti. Il mercato mondiale del grano ha reagito con un aumento dei prezzi, confermando l'importanza geopolitica, come la definisce “L'Unità” del 9 marzo, di questa materia prima. Il giorno seguente è il “Secolo XIX” che si sofferma sugli intrecci fra crisi Ucraina e mercato del grano.

Il grano e la Pac
Le tensioni sui mercati internazionali delle materie prime riaprono il dibattito sulle scelte della riforma Pac. Il 9 marzo “Libero” si interroga sull'opportunità, prevista dalla nuova Pac, di riservare parte dei terreni alla non coltivazione. Una sorta di nuova formula del passato “set aside” che sottrae terreni alla produttività. Già il giorno precedente sulle pagine de “Il Sole 24 Ore” si poteva leggere che ci si attende un aumento del 20% dei terreni non coltivati, tanto che “La Padania” dell'11 marzo punta il dito contro Bruxelles, accusato di “toglierci il pane di bocca”. Le conseguenze delle scelte di Bruxelles non si fermano al grano, ma coinvolgono anche altre produzioni. È il caso del settore avicolo che per rispettare le nuove norme in tema di benessere animale è stato costretto a ridurre le produzioni. Così gli acquisti dall'estero di uova sono saliti del 108%, come si può leggere sulle pagine de “Il Sole 24 Ore” dell'8 marzo. Le critiche alla nuova Pac continuano il 12 marzo sulle pagine di “Italia Oggi” che commenta le complicazioni burocratiche che affliggono le norme comunitarie.

Agroalimentare è bello
A dispetto di questi problemi, la maggior parte degli italiani guarda all'agroalimentare come ad una risorsa capace di farci uscire più celermente dalla crisi. Lo dice un sondaggio realizzato in funzione della prossima Expo 2015 e riportato da “Il Giorno” dell'11 marzo. Che questo settore offra molte opportunità lo conferma la notizia pubblicata sul “Corriere della Sera” del 7 marzo con alcune anticipazioni sul numero di assunti che potranno trovare impiego nel nuovo Eataly in progetto a Bologna nel 2015. Ancora sul “Corriere della Sera” del 9 marzo il patron di Eataly, Oscar Farinetti, torna a parlare della sua idea di un unico marchio per tutto il Made in Italy.

Terra dei fuochi, la svolta
In tema di qualità delle produzioni c'è da registrare la decisione di bloccare la commercializzazione dei prodotti provenienti dalla terra dei fuochi, produzione che riguarda una minima parte dell'agricoltura campana, come viene sottolineato su numerosi quotidiani del 12 marzo e fra questi “Il Sole 24 Ore” e “L'Unità”. Il giorno seguente è “Il Mattino” ad offrire una fotografia della situazione in queste aree attraverso un reportage con gli operatori che più da vicino ne sono coinvolti. Ancora il 13 marzo e sempre sulle pagine de “Il Mattino”, troviamo un'intervista con il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, che conferma la distruzione di tutti i prodotti vietati.

I record del vino
Mentre il mondo del vino è in attesa della prossima edizione del Vinitaly, che si prepara a nuovi record, come scrive “Il Sole 24 Ore” del 7 marzo, l'Italia vince un'altra battaglia nella mai conclusa competizione con la Francia nella vendita di vini con le bollicine. La notizia è riportata sulle pagine di “QN” dell'8 marzo con il dettaglio delle bottiglie vendute nel mondo. Una vittoria che trova conferma su“Italia Oggi” del 12 marzo che registra l'aumento della presenza dei nostri vini anche nelle catene di distribuzione francesi. Merito in particolare del successo del prosecco, ma c'è un risvolto della medaglia. Lo scrive “La tribuna di Treviso” del 13 marzo spiegando che nelle aree a prosecco i prezzi dei terreni a vigneto stanno volando alle stelle. Per il vino si prepara poi una presenza in grande stile nella prossima Expo 2015. Lo si apprende da “Il Sole 24 Ore” dell'11 marzo.

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