In tutto il Bacino del Mediterraneo l'olivo (Olea europaea) è una specie che ha trovato ampissima diffusione, riuscendo ad adattarsi anche ai climi più caldi e secchi, come ad esempio quelli del Nord Africa. In passato si riteneva che l'olivo fosse una specie che non avesse bisogno dell'irrigazione per produrre. Oggi sappiamo che, nonostante la pianta riesca a gestire bene gli stress idrici, fornire un corretto quantitativo di acqua in momenti chiave dello sviluppo della pianta, come ad esempio la fioritura, l'allegagione e il pre raccolta, è essenziale per ottenere produzioni di olive abbondanti e di qualità.


Molte aziende agricole che hanno accesso alla risorsa idrica hanno installato degli impianti di irrigazione a goccia per soccorrere le piante nel momento del bisogno; momenti sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Chi si trova ad operare in contesti in cui l'acqua è scarsa, se non assente, può utilizzare altri strumenti per gestire i periodi siccitosi. Le polveri di roccia, ad esempio, sono un valido aiuto per ridurre la traspirazione di acqua dalle foglie e hanno anche il grande pregio di proteggere le drupe dagli attacchi della mosca dell'olivo. Inoltre, anche la potatura può giocare un ruolo importante nella gestione degli stress idrici.

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La potatura dell'olivo a sostegno della resilienza idrica

Bisogna infatti partire dal presupposto che lo stock di acqua presente nel terreno (costituito grazie alla pioggia) può essere dissipato attraverso due strade: l'evaporazione dalla superficie del terreno e la traspirazione delle foglie. Per evitare l'evaporazione gli olivicoltori sanno bene che uno strumento efficace è una lavorazione superficiale del terreno che, interrompendo la risalita capillare dell'acqua, preserva gli stock della parte profonda del suolo, dove affondano le radici degli ulivi. Inoltre, l'eliminazione della flora spontanea elimina una fonte di consumo idrico, visto che anche le erbacce, per crescere, assorbono acqua dal terreno.

 

Resta però il fatto che dagli stomi posti sotto le foglie dell'olivo l'acqua evapora disperdendosi nell'ambiente. L'olivo, di per sé, mette in atto delle strategie per gestire i periodi di carenza idrica, come ad esempio la chiusura degli stomi che, tuttavia, causa un rallentamento del metabolismo delle piante, con ripercussioni negative sulla quantità e sulla qualità di olive prodotte. L'uso del caolino, come delle altre polveri di roccia, ricoprendo le foglie di bianco, permette di riflettere la luce del sole e quindi di diminuire la frazione incidente che causa un aumento della temperatura della chioma e quindi una maggiore traspirazione.

 

Per quanto riguarda invece la potatura dell'olivo bisogna fare due considerazioni. Primo, maggiore è il volume della chioma, maggiore saranno le necessità idriche della pianta. Secondo, tanto più aumenta la superficie fogliare esposta al sole, tanto più aumenterà il consumo di acqua.

 

Si tratta dunque di trovare un corretto equilibrio tra gli obiettivi produttivi e le risorse idriche disponibili. Sappiamo infatti che una chioma espansa e irraggiata abbondantemente dal sole, come quella garantita da una potatura a vaso policonico, consente di avere un'ampia superficie esposta alla luce. E sappiamo anche che tanto più la chioma è illuminata, tanto più produrrà olive.

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Tuttavia, è anche vero che tali chiome hanno un consumo idrico maggiore (anche se molto dipende dalla varietà). Se l'ambiente non è in grado di fornire alla pianta l'acqua necessaria a sostenere la produzione potenziale degli olivi, il rischio concreto è di avere una riduzione della produzione effettiva, dovuta ad esempio ad una cascola naturale, e una diminuzione della qualità dell'olio, che al frantoio potrebbe presentarsi difettato.

 

Nella fase di potatura occorre dunque tenere presente questi fattori e prevedere potature più energiche nel caso in cui si voglia mettere al riparo le piante da stress idrici, avendo l'accortezza però di ritardare l'intervento, in quanto tagli precoci spingono la pianta ad una ripresa vegetativa anticipata e più vigorosa.

 

Infine, oltre a privilegiare chiome di dimensioni ridotte, può essere conveniente anche adottare forme di allevamento compatte, che riducano l'esposizione della chioma al sole. Ad esempio, la potatura dell'olivo a cespuglio (o a globo o a monocaule) ha il duplice pregio di difendere il tronco dalle scottature e al contempo di contenere il volume fogliare irraggiato.

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