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Idroponica: la coltivazione del futuro

Proposta da Irritec in ambito orticolo e florovivaistico, offre un'alternativa alla coltivazione su suolo e permette di avere il controllo totale su acqua, fertilizzanti e prodotti fitosanitari con notevoli vantaggi economici e ambientali

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Gocciolatore iDrop di Irritec, ideale per colture in ambiente protetto
Fonte foto: Irritec

Mantra di questi primi decenni del ventunesimo secolo sono i dati secondo cui la popolazione mondiale nel 2050 arriverà a contare 9 miliardi di individui tutti da sfamare. E su una cosa tutti concordano: sarà necessario aumentare le produzioni.
Il nodo da sbrogliare riguarda le modalità ma, e anche qui tutti concordano, ciò che serve sono nuove strategie di coltivazione.

La proposta di Irritec per le coltivazioni orticole ma anche florovivaistche è il ricorso ad una coltivazione idroponica fuori suolo - o senza suolo - che sappia sfruttare la sola risorsa idrica quale veicolo di sostanze nutritive per le piante.

Questo approccio altamente rivoluzionario e specializzato nel comparto ortoflorovivaistico, come suggerito dal brand, crea un'ambiente completamente artificiale per portare le colture alla loro massima espressione produttiva.

L'interesse nei confronti di questa tecnica di coltivazione (sia in Italia che all'estero) è in forte crescita proprio per la possibilità di ottenere buone produzioni sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo agendo, allo stesso tempo, in modo significativo sull'impatto ambientale.

Certo, l'investimento iniziale può spaventare, ma va tenuto ben presente che la tecnologia di coltivazione oggi disponibile garantisce poi una gestione molto più semplice se paragonata ai tradizionali sistemi.
"Il miglior ancoraggio delle piantine in fase di germinazione riduce sensibilmente i problemi nella successiva fase di produzione - spiega Salvatore Scicchitano, agronomo e progettista senior di Irritec - e in un anno con solo un metro quadrato di spazio possiamo produrre fino a 95 chilogrammi di lattuga".
 

Controllo totale in serra: non uno, ma tanti vantaggi!

La riduzione del consumo idrico insieme all'uso efficiente dei fertilizzanti, sono tra i principali benefici apportati dalla tecnica fuori suolo soprattutto in caso di utilizzo di sistemi a ciclo chiuso in cui la soluzione nutritiva non utilizzata dalle piante viene recuperata per poi essere riutilizzata.

"Disporre di un ambiente protetto quale quello della coltivazione idroponica, ci permette di gestire con estrema precisione l'acqua, i nutrienti, la temperatura, la luce e il pH di tutte le colture, con riflessi positivi su quantità e qualità delle produzioni" prosegue l'agronomo.

L'acqua composta da macro e microelementi viene distribuita a livello dell'apparato radicale e la quota non assorbita (acqua rilasciata) viene recuperata all'interno di una vasca di raccolta da cui, con l'ausilio di una pompa, viene prelevata e disinfettata con lampade ultraviolette.

"L'acqua deve essere disinfettata per evitare, in caso di presenza di contaminazione da patogeni, che sia fonte di propagazione" chiarisce Scicchitano.
A questo punto, l'acqua viene ripristinata con l'aggiunta dei necessari elementi nutritivi per poi essere rimessa in circolazione.

L'idroponica permette inoltre di non dover seguire la stagionalità del prodotto e, altro fattore di estrema importanza, di sfruttare le acque saline che nella coltivazione di agrumi, viti e olivi darebbero, con il passare del tempo, problemi di fertilità. Nel nostro caso, i fertirrigatori permettono la gestione e regolazione della soluzione anche in presenza di elevata salinità.

Ulteriori vantaggi sono rappresentati dall'elevata meccanizzazione e automatizzazione delle produzioni (anche da remoto) e dall'assenza di infestanti, parassiti e malattie "che - spiega l'agronomo - minimizza il ricorso agli agrofarmaci con notevoli vantaggi sia ambientali, economici ma anche qualitativi".
 

Diverse soluzioni per soddisfare le esigenze degli agricoltori

Tra le componenti chiave di un impianto per la coltivazione idroponica, il fertirrigatore che assolve al compito di dosare i nutrienti, correggere il pH e la conducibilità elettrica (EC) e regolare l'apertura da remoto delle elettrovalvole.

"La scelta del fertirrigatore è importante. Deve essere preciso e affidabile per il suo ruolo chiave nella realizzazione di una soluzione circolante che sia bilanciata rispetto a tutti gli elementi nutritivi indispensabili per le colture" sottolinea Scicchitano.

All'interno dell'ampio catalogo Irritec, Shaker Set - capace di gestire fino a 216 valvole e iniettare da 2 a 4 fertilizzanti - è una soluzione Top.
Le modalità operative sono due: proporzionale in cui il fertilizzante viene aggiunto in modo costante in relazione ai metri cubi di acqua erogati o a SET in cui sensori posti a valle dell'impianto fanno un'analisi in tempo reale della soluzione che, in base a valori preimpostati di pH, EC e singoli concimi in percentuale, viene mantenuta stabile.
 

Shaker Set, sistema di iniezione delle soluzioni nutritive
Shaker Set, sistema di iniezione delle soluzioni nutritive


Shaker Set può distribuire fino a 8 ricette abbinabili ai vari settori irrigui ed è possibile impostare il tempo di irrigazione in minuti. Una funzione molto utile in idroponica dove i turni irrigui sono brevi e ripetuti.

Per quanto riguarda la distribuzione della soluzione nutritiva Irritec propone Capillar System, il sistema capillare di irrigazione con flusso laminare costituito da un tubo in polietilene da 16, 20 o 25 millimetri di diametro (forato alla spaziatura richiesta) e da un microtubo (capillare) flessibile in polietilene da 3,2 millimetri di diametro esterno, con un foro interno di 0,8 - 1 - 1,2 - 1,5 millimetri. Il capillare, posto all'interno del tubo, presenta all'estremità un'astina che va a collocarsi nel terreno in prossimità della pianta e rappresenta l'elemento di distribuzione della soluzione.
 

 Sistema di irrigazione localizzata Capillar System 
Sistema di irrigazione localizzata Capillar System


L'impianto richiede massima accuratezza durante la progettazione poiché l'acqua, per pressione, entra nel microtubo e per effetto dei diametri molto ridotti si struttura in un flusso laminare. Questo fenomeno, permette di mantenere la portata di ogni singolo capillare costante e direttamente proporzionale alla pressione di esercizio, alla lunghezza del capillare (più è lungo e minore è la portata) e al diametro interno (più è piccolo e meno acqua esce).

"Irritec offre una vasta gamma di capillari che differiscono per lunghezza, diametro dei fori interni, spaziatura tra essi e pressione di esercizio - segnala Scicchitano - Il microtubo è disponibile in colore nero, mentre il tubo è fornito in bianco per riflettere i raggi solari".

In alternativa, per la distribuzione della soluzione nutritiva è possibile ricorrere all'uso di un gocciolatore di tipo on-line (iDrop) con portate orarie di 1-2-4-6-8 litri in grado di generare, a differenza del sistema capillare, un flusso turbolento.
Oltre ad essere autocompensante (la quantità d'acqua distribuita a monte e a valle del sistema è sempre costante), iDrop dispone della funzione drop stop che evita il drenaggio di acqua e soluzione nutritiva verso le piante poste più a valle.
 

Gocciolatore on-line iDrop di Irritec
Gocciolatore on-line iDrop di Irritec


Infine, grazie agli appositi manifold a 1-2-4 uscite (posizionati ad incastro sul gocciolatore) la soluzione nutritiva può essere distribuita fino a quattro vasi (o piante vicine) tramite un microtubo dotato all'estremità di astina. Per facilitare l'installazione, Irritec offre kit premontati con manifold, microtubo e specifica astina.

Dove ci fosse l'esigenza di minore portata e alta precisione, la casa costruttrice ha sviluppato mini gocciolatori iDrop autocompensanti con uscita multifunzione e drop stop con portata oraria di 1,1 e 2,1 litri all'ora.
"Il gocciolatore viene fornito preassemblato con astina e microtubo di diversa lunghezza di colore bianco per ridurre la temperatura dell'acqua che rimane al suo interno tra un turno irriguo e l'altro" conclude Scicchitano.