Calabria, la siccità cinge d'assedio l'agricoltura regionale

Nel bacino di Sant'Anna, nel crotonese, l'acqua per irrigare è ormai finita. Intanto Regione Calabria incrementa il carburante agricolo agevolato per favorire i pompaggi da pozzo e le lavorazioni utili per contrastare il fenomeno

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il Lago di Sant'Anna nel crotonese con poca acqua, mentre tanta altra sta finendo in mare
Fonte foto: Consorzio di bonifica Ionio crotonese

La carenza idrica continua a tenere banco in Calabria, tra bacini irrigui quasi all'asciutto e maggiori pompaggi da effettuare dai pozzi, per evitare danni irrimediabili alle colture. E mentre continua la lotta per ottenere più acqua dai bacini idroelettrici della Sila, il dipartimento Agricoltura ha disposto di aumentare la disponibilità di carburante agricolo agevolato.
 

Bacino di Sant'Anna, appena 7,41 milioni di metri cubi

La siccità colpisce questa regione dove si presenta una situazione deficitaria del bacino Sant'Anna, nel crotonese, che, trattenendo solo 7,41 milioni di metri cubi, segna la peggiore performance dal 2011, secondo il dato diffuso ieri dall'Osservatorio sulle risorse idriche di Anbi.

E poco fa in una affollata conferenza stampa tenutasi oggi a Crotone dal presidente del Consorzio di bonifica Ionio crotonese, Roberto Torchia, è emerso l'allarme per il mancato riconoscimento da parte della società elettrica A2A dei 4 milioni di metri cubi d'acqua - proveniente dai laghi della Sila - che servono per portare a termine le colture estive e così pure degli ulteriori nove milioni necessari per quella invernale che comprende i finocchi, una vera risorsa per il territorio crotonese. "Due emergenze - una attuale e l'altra che si prospetta sul prossimo inverno - che incombono sulla situazione generale che vede sconvolgere i principi di priorità dell'idropotabile e dell'agricolo, che devono così sottostare a quello dell'uso industriale che è ad appannaggio solo di un privato" riferiscono dal consorzio di bonifica.

Peraltro, già il 25 giugno il presidente Torchia aveva allertato la Regione Calabria e le organizzazioni agricole sullo stato di penuria idrica determinatosi - all'epoca il bacino riteneva poco più di 8 milioni di metri cubi d'acqua - visto che per poter rispettare il calendario irriguo se ne doveva poter disporre in quantità ancora maggiore, cosa non facile, considerato che l'acqua deve essere rilasciata dai bacini della Sila, gestiti dalla A2A. Non solo, il bacino Sant'Anna è ad uso plurimo, e solo una parte dell'acqua è destinata ad uso irriguo. Qui, almeno 100 milioni di metri cubi d'acqua all'anno sono derivati a scopo idropotabile.

Il presidente Torchia il 2 luglio aveva poi richiesto un rilascio ulteriore rispetto a quello già anticipato dalla società elettrica di 500mila metri cubi. Diversamente "L'emergenza è dietro l'angolo - aveva affermato il presidente Torchia in una nota - non possiamo fare altro che ribadire che l'urgenza di rilasciare altri volumi, prima che precipiti completamente la situazione, è di vitale importanza". Evento che purtroppo non si è verificato.

Oggi, in conferenza stampa, è emerso anche che al danno però si aggiunge anche la beffa: secondo un documento corposo prodotto dal consorzio di bonifica la A2A sta scaricando in mare l'acqua che sarebbe potuta affluire nei bacini Sant'Anna e Calusia. Andrebbero persi, utilizzati per soli fini di prozione elettrica, circa 226 milioni di metri cubi d'acqua all'anno. Il presidente Torchia chiede "Scelte strategiche non più rinviabili. E a farle deve essere la Regione Calabria, nessun altro!".

Questo perché fu la Regione Calabria, nel 2010, a sancire il subentro di A2A ad Enel nella anacronistica convenzione del 1969 che riconosce all'ente elettrico anche il pagamento di un ristoro per l'elettricità non prodotta in due dei tre salti idroelettrici, quando invia l'acqua dai laghi della Sila verso i bacini di valle, adibiti al rifornimento degli acquedotti irrigui e potabili.
 

Assegnazione suppletiva di carburante agevolato

Ma la situazione non è meno grave nelle zone non raggiunte dal servizio irriguo, o per le colture che sono state sottoposte dall'irrigazione di soccorso: in tali casi per lo più l'acqua è presa dai pozzi con la forza dei motori. Pertanto, la Regione Calabria ha appena disposto l'assegnazione suppletiva di carburante ad accise agevolate per gli agricoltori. La decisione, anticipata nei giorni scorsi dall'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, nel corso di incontri con alcune organizzazioni di categoria, è stata assunta il 12 luglio al tavolo partenariale, ed è stata già formalizzata con nota del direttore generale del dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo.

"Il protrarsi della siccità che interessa il territorio calabrese, ormai da svariate settimane - spiega l'assessore Gallo -, ha portato negli ultimi giorni al moltiplicarsi delle richieste di intervento da parte delle organizzazioni di categoria: in particolare Cia, Coldiretti, Copagri e Confagricoltura hanno evidenziato le conseguenze negative derivanti dal diradarsi delle piogge, causa di gravi ripercussioni per l'intero comparto agricolo".

Da qui la scelta - è scritto in una nota del dipartimento Agricoltura - di attivarsi a sostegno della redditività delle imprese agricole, attraverso la concessione di un ulteriore aumento del quantitativo di carburante, da richiedere entro il 30 ottobre, come supplemento per le attività lavorative agricole per le quali, a seguito della siccità, si è dovuto ripetutamente intervenire, ovvero su colture quali agrumi e fruttiferi in genere, ulivo e vite, ortaggi in pieno campo, foraggere e prati pascoli con irrigazioni di soccorso, ulteriori cicli di trattamenti fitosanitari, operazioni meccaniche al terreno e, non ultimo, gli allevamenti zootecnici.

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