Conaf, riprogettare paesaggio e territorio dopo il sisma

Tra i temi discussi al Congresso nazionale di Perugia anche il ruolo dei professionisti nel realizzare una pianificazione per valutare i rischi di catastrofi e gestirne gli effetti, ponendo l'azienda agricola come base del presidio territoriale

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Pianificazione territoriale e aziende agricole come base del presidio del territorio, tra le proposte del Conaf per la gestione degli eventi straordinari
Fonte foto: © Matteo Giusti - AgroNotizie

La programmazione agricola e forestale e il controllo del territorio da parte delle aziende agricole e dei professionisti potrà essere uno strumento strategico per la gestione degli eventi straordinari come terremoti, alluvioni, valanghe, soprattutto in zone come quelle dell'Appenino centrale.

Anche questo è un tema che viene discusso in questi giorni al XVI congresso nazionale del Conaf, il Consiglio nazionale dei dottori agronomie forestali, a Perugia, di fronte ai sindaci di molti comuni delle zone colpite dal terremoto, alla presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, al rettore dell'Università degli studi di Perugia Franco Moriconi e al ministro Maurizio Martina.

L'obiettivo è quello di ridurre il rischio provocato dalle catastrofi incrementando le azioni di manutenzione territoriale e di pianificazione sia per le fasi di prevenzione che di emergenza partendo dall’azienda agricola come cellula fondamentale di presidio e gestione del territorio.

Una delle idee avanzate dai professionisti del Conaf è quella della costruzione di banche dati certe e aggiornabili, condivise fra tutti i soggetti competenti e accessibili da parte dei soggetti economici e della popolazione, che portino a carte della vulnerabilità dei territori, utili per valutare le situazioni prima e dopo l’evento, e che possano prevedere ipotesi alternative di ricostruzione e sviluppo formulate dalla comunità locale, in modo da progettare riducendo rischi esistenti e futuri.

Tra gli strumenti per proposti per questa pianificazione integrata c'è il monitoraggio dei fenomeni naturali attraverso il catasto dei fabbricati, dei boschi, dei suoli e delle aree sondabili al fine di prevenire il rischio sismico attraverso una conoscenza approfondita della stabilità dei fabbricati, rendendo obbligatorio il fascicolo del fabbricato, e del contesto nel quale l’edificio viene inserito, attraverso strumenti per il monitoraggio dei fenomeni naturali.

La richiesta che arriva alla politica è quella di un approccio integrato alla gestione del rischio di catastrofi, che colleghi le attività di prevenzione dei rischi, pianificazione territoriale e capacità professionale.

Per questo il Conaf, insieme alla Rete tecniche professionali, ha intrapreso varie iniziative concrete per definire delle regole comuni per tutti i territori colpiti che siano in grado di individuare i contenuti minimi delle prestazioni professionali e classificare la tipologia degli interventi di ripristino ricostruzione e recupero di opere private e pubbliche.

E ovviamente il Consiglio dell'ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali ha manifestato pieno appoggio all’impegno assunto dal Governo di avviare subito un piano di prevenzione del rischio sismico che interessa l’intero paese.

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