Cso, bilanci e prospettive per l'ortofrutta europea

Cso, Areflh e Freshfel uniscono le forze per affrontare le nuove sfide dei mercati globali

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

Cso-congresso-Rabboni-Bruni-Piraccini.jpg

Da sinistra: Tiberio Rabboni (assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna), Paolo Bruni (presidente del Cso), Renzo Piraccini (Consigliere delegato del Cso)

 

In occasione dei 10 anni del Cso, il 26 giugno si è tenuto a Ferrara un incontro riservato alla stampa da cui sono emerse importanti novità per favorire la commercializzazione e l'export dell'ortofrutta europea.

Gli elementi chiave in discussione sono legati alla tematica dell'armonizzazione dei residui di fitofarmaci massimi ammessi. Si tratta di un tema che negli ultimi anni ha creato grosse difficoltà in quanto, per varie ragioni, nei diversi Paesi dell'Unione europea non esistevano indicazioni univoche sui fitofarmaci ammessi e soprattutto sui loro residui.

Dal 1° settembre l'armonizzazione sarà effettiva e molti degli ostacoli allo scambio dovrebbero essere superati; un ulteriore progresso si avrà se si giungerà al riconoscimento reciproco della registrazione delle sostanze attive tra i diversi Stati membri. Il Cso ha da sempre giocato un ruolo molto attivo in queste problematiche, ottenendo importanti risultati attraverso le procedure bilaterali di armonizzazione con la Germania prima e con l'Austria poi. Ed è proprio della settimana scorsa la conclusione positiva della procedura con l'Austria che facilita l'esportazione di frutta estiva – pesche e nettarine, susine e mele – con gli stessi limiti di residui ammessi in Italia.

Il Cso, che in questi 10 anni è sempre stato vicino alle esigenze delle imprese e dei produttori, oltre alle tematiche fitosantarie sostiene il mantenimento degli standard di qualità a difesa delle eccellenze produttive nazionali ed europee. Il crescente bisogno di sicurezza alimentare e di salvaguardia dell'ambiente hanno spinto tra l'altro l'Areflh (Associazione delle Regioni Ortofrutticole Europee che associa 27 regioni europee di Italia, Francia, Spagna e Portogallo) a proporre un progetto pilota europeo sulla produzione integrata di frutta e ortaggi, con l'esigenza di definire un sistema di regole uniche a livello europeo, a garanzia della filiera ortofrutticola. Questo progetto trae spunto dalle esperienze di alcune regioni leader, come l'Emilia-Romagna e la Catalogna, dove la produzione integrata è pratica ormai abituale per quanto concerne la produzione, la manipolazione, il confezionamento e l'immissione del prodotto sul mercato. Queste regole dovranno essere messe in atto attraverso l'applicazione di specifici disciplinari di produzione integrata redatti per regione o meglio per aree omogenee di produzione verificate attraverso un sistema di controllo e certificazione validato in un quadro europeo.

Si tratta di un'alleanza strategica tra Areflh e Freshfel, che darà l'opportunità di continuare nell'azione già intrapresa per sostenere, difendere, promuovere il settore ortofrutticolo europeo oggi sempre più sotto pressione per gli effetti del calo dei consumi e dell'aumento delle importazioni di frutta ed ortaggi.

L'incontro tenutosi il 26 giugno vuole anche essere l'occasione per lanciare un appuntamento ad ottobre organizzato da Cso insieme a Freshfel ed Areflh per approfondire i nuovi temi e, attraverso uno sforzo sinergico, trovare le soluzioni necessarie per mantenere ed incrementare la competitività delle imprese europee.

 

 

 

 

 

 

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 209.800 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner