Le enteriti del vitello

Per prevenire queste patologie, Nutreco consiglia di fare attenzione all'alimentazione della madre, somministrare al vitello colostro di buona qualità e curare la pulizia della stalla

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I vitelli nascono senza copertura immunitaria: la somministrazione del colostro è cruciale per la sopravvivenza del vitello

Il segno che ci fa parlare di enterite nel vitello è la diarrea. La diarrea neonatale è l’evento clinico più frequente nell’allevamento della bovina da latte, anche se non mancano stagionalmente casi di rilievo in animali sopra il mese di vita. La diarrea è però la punta di un iceberg.

L’enterite, spiega Nutreco, per definizione è una patologia polifattoriale. L’agente eziologico (virus, battere o parassita) è soltanto uno dei tre fattori su cui ragionare e agire. Se la problematica è endemica serve concentrarsi sull’ambiente e sull’animale. Le patologie dell’apparato gastroenterico infatti pur riconoscendo, quasi sempre, un’eziologia microbica si devono considerare condizionate: la presenza di fattori favorenti influenza il comportamento biologico dell’agente infettivo. In altri termini la patogenicità del virus, del battere o del parassita può assumere diversi gradi di gravità a seconda delle condizioni di stalla.

La prevenzione di ogni forma di enterite passa attraverso una serie di azioni in stalla volte al controllo/riduzione dell’incidenza dei fattori condizionanti il rischio di malattia.

Punti critici su cui investire tempo:
  • pulizia della sala parto e della vitellaia;
  • gestione degli spazi (il sovraffollamento è critico anche per i vitelli);
  • cure perinatali (è bene ricordare che il vitello frisone nasce anemico e ipoglicemico, perciò sensibile all’ambiente di stalla che pullula di germi);
  • tempestiva e corretta somministrazione di un colostro di buona qualità*;
  • adeguata alimentazione delle madri durante la fase di transizione (Ricorda la qualità del colostro è correlata alle condizioni di salute e benessere della madre).
*Ricorda: la placenta della bovina non consente agli anticorpi materni di passare al feto. I vitelli nascono senza copertura immunitaria, per questo la somministrazione del colostro è cruciale per la sopravvivenza del vitello nei primi mesi. E’ necessario valutarne le caratteristiche (utilizzando ad esempio un rifrattometro), perché è frequente imbattersi in colostri di scarsa qualità.

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