Le sfide della Bruna

Gli eccellenti risultati nella selezione commentati nell'assemblea dell'associazione di razza che ha confermato alla presidenza Pietro Laterza. Ora le nuove mete devono mettere d'accordo ristrettezze economiche e bontà dei risultati

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Il presidente di Anarb, Pietro Laterza

Anno impegnativo il 2013 per la razza Bruna. Lo si è visto in occasione della recedente assemblea dell'associazione di questa razza di bovine da (Anarb), occasione per fare il punto su risultati, progetti per il futuro, problemi risolti e sfide da affrontare. Partiamo dai risultati, esposti dal presidente Pietro Laterza nella relazione del comitato direttivo, che nell'occasione è stato riconfermato per altri 12 mesi. Un dato, fra i molti, colpisce per la sua importanza ed è il rapporto fra esportazioni e importazioni di seme di tori Bruni. Se anni fa il miglioramento genetico dei nostri bovini era al traino delle selezioni straniere, oggi è vero il contrario. Per ogni paillette di seme congelato che entra in Italia ne escono cinque destinate ai mercati internazionali. Così il 2013 si è chiuso con l'esportazione di quasi 130mila dosi di riproduttori italiani, mentre le dosi importate si sono fermate appena sopra le 24mila unità. Merito del buon lavoro di selezione che ha portato i tori italiani a primeggiare nelle classifiche mondiali. Risultati raggiunti anche grazie all'introduzione della valutazione genomica dei riproduttori che consente una pressione selettiva tale da ridurre al minimo la possibilità che venga distribuito materiale seminale di riproduttori di scarso pregio.

Spazio alla ricerca
Questo dell'apertura all'innovazione è uno dei punti di forza del lavoro di Anarb, fulcro dei buoni risultati di oggi. E nel 2013 si è continuato lungo questa strada con la partecipazione al progetto Quantomics, che ha fra i suoi obiettivi il pieno utilizzo delle informazioni genomiche avendo particolare attenzione ai caratteri funzionali e al benessere animale. Non meno importante il progetto Gene2farm che riunisce in consorzio chi si occupa di miglioramento genetico per creare un sistema zootecnico europeo sostenibile nel futuro. A questo si aggiunge Innovagen, programma sostenuto dal nostro ministero per le Politiche agricole, per lo studio delle innovazioni nel miglioramento genetico. Da innovagen, nel 2013, è giunto il sequenziamento completo del genoma di alcuni importanti riproduttori della razza Bruna. Nel 2013 è poi continuato il lavoro sui punti cardine della selezione di questa razza, come fertilità, longevità, resistenza alle mastiti, per citarne alcuni.

Gli ostacoli
I buoni risultati sin qui ottenuti devono però fare i conti con le difficoltà economiche che già da tempo assillano il mondo degli allevatori, dopo la “stretta” ai sostegni pubblici alle attività di miglioramento genetico e di gestione dei registri anagrafici, compito che lo Stato ha da sempre affidato alle associazioni degli allevatori. Il 2014 si è aperto con un ulteriore, importante taglio dei sostegni. Tanto da coinvolgere lo stesso personale dell'associazione per il quale è stato necessario in alcuni casi il ricorso agli ammortizzatori sociali. Motivo in più per continuare nell'ottimizzazione di ogni risorsa a disposizione nel difficile tentativo di ridurre i costi senza incidere sulla bontà dei risultati. Così, per la prima volta, si è deciso di istituire un gruppo di esperti multirazza, abilitati alla valutazione delle razze Bruna, Frisona e Pezzata Rossa. Anche questa una decisione che va nella direzione del contenimento dei costi, che sarà un'altra delle impegnative sfide che Anarb dovrà affrontare per il 2014.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento latte genomica bovini mipaaf genetica animale

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