La fertirrigazione del frutteto viaggia verso la digitalizzazione

Un processo che sembra incontrovertibile, l'irrigazione "di precisione" appare la miglior via per diminuire gli sprechi e abbattere spese e tempi morti

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Il giusto impianto irriguo è un fattore alla base della produttività
Fonte foto: © zoomteam - Fotolia

È una tecnica irrigua che ha compiuto cinquanta anni nel 2015 quella dell'irrigazione localizzata a goccia ed è tuttavia quella che oggigiorno dimostra di essere la più aggiornata, completa, efficace e versatile.

Il settore della produzione agricola primaria in cui storicamente se ne è fatto maggior uso è indubbiamente quello della frutticoltura, dove i sistemi per la distribuzione irrigua e le tecnologie impiegate si sono evoluti di pari passo con le tecniche agronomiche e gestionali.
 

L'evoluzione storica degli impianti irrigui

Ad una prima fase di titubanza, che ha visto prevalere negli impianti realizzati fino agli anni '70 i classici sistemi per aspersione, ne sono seguiti altri che negli anni hanno visto un crescente avvicinamento e fidelizzazione delle aziende frutticole verso l'irrigazione localizzata. Una scelta oggi scontata, proprio per i notevoli vantaggi di localizzazione della risorsa idrica in prossimità dell'apparato radicale che, in aggiunta, offre l'opzione della fertirrigazione.

La quasi totalità degli impianti sfrutta sistemi per irrigazione e fertirrigazione localizzata in subirrigazione sempre più automatizzati e con monitoraggio in tempo reale. Questo scongiura sprechi o perdite per drenaggio pur a fronte di risultati migliori in termini produttivi, ridotto quantitativo di millimetri erogati e una Wue (Water use efficiency) più elevata.
 

Nuovo impianto nocciolo
L'impianto di subirrigazione su noccioleto sembra uniformare l'attecchimento e la crescita accelerando l'entrata in produzione

 

La situazione attuale

Negli impianti moderni i principali limiti per l'irrigazione a goccia sono da individuare nel rispetto dei parametri idraulici che devono soddisfare caratteristiche di uniformità di distribuzione dell'acqua e adattarsi al meglio alle diverse configurazioni topografiche ed altimetriche. Per questo, i produttori propongono oggi impianti auto-compensanti, in grado di erogare una portata costante all'interno di un campo di pressione definito. Caratteristica fondamentale soprattutto nel caso di terreni poco regolari o in pendenza.

Le ali gocciolanti dei modelli Uniram e Dripnet di Netafim, rispondono a tale esigenza e mantengono la portata costante al variare della pressione (in un range da 0,5 a 4 atmosfere) coprendo anche dislivelli di oltre 30 metri. In questo modo, tutte le piante ricevono la medesima quantità di acqua con la stessa concentrazione di elementi nutritivi.

Gli stessi gocciolatori autocompensanti, nella tipologia AS (anti-sifone) sono invece i più usati in subirrigazione, tecnica in ampia diffusione su tutti gli areali produttivi di riferimento in Italia. Questi ultimi, assemblati a sandwich, sfruttano una membrana posta nella parte centrale, per compensare la pressione ed esercitare un'azione anti-sifone, impedendo alla depressione creatasi in fase di svuotamento dell'impianto di favorire l'aspirazione di parti di terreno bagnato negli orifizi. Le ali gocciolanti Uniram possono essere dotate di gocciolatori AS XR, realizzati usando una mescola con ossido di rame che inibisce lo sviluppo e l'intrusione delle radici nei fori delle ali.

Il gocciolatore così costituito viene saldato nella parete interna dell'ala gocciolante a distanza costante (detta anche passo del gocciolatore) per avere una distribuzione ben localizzata a seconda delle caratteristiche del suolo e della densità di popolazione della coltura. In frutticoltura solitamente le distanze più richieste rientrano nel range che va da 50 ad 80 centimetri di passo.
Gocciolatore Netafim Uniram AS
Sezione del gocciolatore Uniram AS: la composizione "a sandwich" con membrana assicura l'autocompensazione e l'effetto anti-sifone

 

Fertirrigazione: l'efficienza è massima

Gli imprenditori agricoli sanno bene come sia possibile arrivare al raggiungimento di determinati obiettivi produttivi solo ricorrendo ad un piano di fertirrigazione preparato con un'attenta valutazione dei parametri acqua, suolo e clima.

Fondamentale è la preparazione di soluzioni studiate su misura per ogni ciclo di fertirrigazione, compito facilitato da appositi sistemi di iniezione proporzionale della soluzione madre o dei diversi elementi necessari. I sistemi di iniezione sono molteplici e le proposte di Netafim in questo campo spaziano dal tradizionale e tanto semplice quanto affidabile Tubo Venturi, alle pompe dosatrici tipo MixRite, fino ad arrivare ai banchi di fertirrigazione multicanale gestiti da centraline di automazione con controllo del pH e dell'elettro conducibilità (EC).

Negli ultimi anni Netafim ha realizzato impianti in grado di analizzare molteplici variabili che possono influire sul buon esito della fertirrigazione, attraverso centraline meteo Groweather Davies, tensiometri Irrometer, sensori Netasense (TDR) per l'umidità percentuale del suolo, sensori di precisione Delta T per il contenuto idrico del suolo, sonde di temperatura e umidità multilivello Netacap e Dendrometri per misurare il diametro dei fusti.
Tutti i dati raccolti avrebbero tuttavia poco valore se non potessero essere utilizzati in tempo reale e in maniera semplice dall'operatore per calibrare al meglio il proprio impianto irriguo. Per questo Netafim ha sviluppato rSense, una tecnologia che connette i diversi sensori con un sistema di comunicazione wireless, grazie al quale è possibile archiviare tutti i dati sull'irrigazione. Grazie ad un modem cellulare, inoltre, l'impianto si connette con il DSS uManage, un software che rappresenta, grazie al monitoraggio da remoto dell'irrigazione, un valido supporto alle decisioni dell'operatore.

Esso può essere eseguito su qualsiasi dispositivo connesso in rete e, grazie ad un'interfaccia utente semplice e intuitiva, risulta semplice da usare e permette di interpretare e raccogliere continuamente ed in tempo reale i dati dai sensori.
 

Sistema Netafim rSense
rSense, un vero concentrato di tecnologia dagli ingombri estremamente ridotti

 

I futuri sviluppi per il mercato e le tecnologie in ambito irrigazione

Il mercato evolve verso le produzioni biologiche e la riduzione dei costi di produzione, mantenendo alte la qualità e la redditività.
Punti saldi di una melicoltura italiana in cerca di produzioni meno dipendenti dal caos climatico e a basso impatto ambientale, un'actinidia che cerca di risorgere dopo le criticità di natura sanitaria, una viticoltura che inizia a domandarsi cosa succederà dopo la grande espansione delle aree dedicate a vini spumanti, un'olivicoltura che si rinforza soprattutto grazie alle recenti evidenze legate al ruolo dell'irrigazione sulla qualità degli oli e la frutta a guscio che appare un settore con domanda a crescita semi verticale.

In uno scenario di non facile interpretazione, Netafim vuole essere una valida alleata degli agricoltori, offrendo punti fermi e sicurezze, realizzando prodotti su misura, adatti ad ogni esigenza. La gamma delle soluzioni è infatti davvero completa, e ogni agricoltore può scegliere fra diversi sistemi di filtrazione, valvole, condotte flessibili, ali gocciolanti, erogatori per la micro-aspersione, sistemi di fertirrigazione e sistemi di automazione e monitoraggio. In più, grazie al System Configurator, il configuratore online gratuito di Netafim, ogni agricoltore può, in tre semplici step, trovare la soluzione più adatta a lui.

Per il prossimo futuro Netafim prevede un ulteriore sforzo verso il digital farming, testimoniato anche dal recente lancio ad Eima International 2018 di Netbeat, il primo sistema di irrigazione "dotato di cervello", che integra in un'unica soluzione il monitoraggio e l'analisi dei dati, fornisce consigli e permette il controllo dell'irrigazione, tutto in tempo reale.

I vantaggi che l'irrigazione offre sull'ulivo

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