La frutta che consumiamo abitualmente può non possedere quegli standard qualitativi desiderati dai consumatori e dai produttori che contribuiscono a renderla un alimento sano e salutare. Frequenti infatti sono le contaminazioni da parte di microrganismi che possono portare alla comparsa di marciumi o alla formazione di metaboliti tossici come le micotossine. In particolare le mele sono esposte alla contaminazione da patulina, una micotossina prodotta prevalentemente da Penicillium expansum agente causale del marciume verde-azzurro.

Le spore fungine sono spesso presenti anche sulla superficie dei frutti apparentemente sani, esse possono svilupparsi e dare luogo a marciumi evidenti quando le condizioni ambientali (temperatura e umidità) lo permettono. Alcune di queste muffe, come Penicillium expansum, sono capaci di crescere anche a basse temperature (2-3C°) e quindi riescono a svilupparsi nelle celle frigorifere utilizzate per la conservazione.

Uno studio realizzato tra gli altri da Thaer Yaseen del Centre international de hautes etudes agronomiques méditerranéennes (Ciheam/Iamb) di Bari e da Alessandra Ricelli del Cnr - Istituto di biologia medicina molecolare e nanobiotecnologie, ha evidenziato che l’uso dell’ozono nella conservazione delle derrate ortofrutticole può rappresentare un mezzo di controllo efficace e sostenibile per garantire al consumatore prodotti di qualità.

Qui di seguito vediamo, a titolo di esempio, la differenza tra una mela varietà Fuji conservata per 4 mesi in cella convenzionale, senza ozono (Figura 1) e le stesse mele conservate in cella analoga, in atmosfera modificata, in presenza di ozono (Figura 2):

 
Fig. 1. Mele varietà Fuji conservate per 4 mesi in cella frigorifera convenzionale (2°C), inoculate con un isolato di Penicillium expansum, produttore di patulina
 
Fig. 2. Mele varietà Fuji inoculate con un isolato di Penicillium expansum, produttore di patulina, conservate per 4 mesi in cella frigorifera (2°C), in presenza di ozono
 
L’ozono  risulta efficace nella frigoconservazione delle mele perché:
contrasta efficacemente l’accrescimento del micelio dei funghi, il proliferare di batteri e lieviti;
rallenta la maturazione della frutta ossidando l’etilene;
sanifica gli ambienti di conservazione, trasporto e lavorazione di frutta;
inibisce la produzione di patulina. Infatti, negli esperimenti effettuati con le mele inoculate con Penicillium expansum e conservate in atmosfera convenzionale per 60 giorni, sono state riscontrate concentrazioni di patulina pari a 9-11 microgrammi per grammo di mela, mentre nelle mele trattate con ozono non era rilevabile la presenza di patulina (limite di rilevabilità 10 nanogrammi per grammo di mela).

Le tecnologie  impiegate per l’utilizzo di ozono proposte da De Nora Next rispondono alle richieste delle aziende alimentari e dei consumatori sempre più orientati verso alimenti sani, prodotti secondo i principi di sostenibilità ambientale e secondo i migliori e più moderni standard di sicurezza. “Numerosi sono i progetti che stiamo sviluppando con i nostri ricercatori, al fine di individuare le concentrazioni, i tempi e le modalità più efficaci per garantire il benessere quotidiano, attraverso la qualità e la sicurezza della frutta e della verdura”, sottolinea Eraldo Secchi, sales manager di De Nora Next.
Da anni Cristian Carboni, ozone application manager di De Nora Next, collabora nella realizzazione di numerosi poster e pubblicazioni scientifiche che evidenziano gli ottimi risultati ottenuti dall'applicazione dell’ozono su ciliegie, mele, piccoli frutti, uva da tavola, agrumi, nella fase di lavaggio della frutta post raccolta, nella frigoconservazione dei prodotti ortofrutticoli, nell’abbattimento delle micotossine su frutta e cereali, nella sanificazione delle acque di processo, calibrazione e lavaggio di frutta.

Tra i risultati più eclatanti che abbiamo ottenuto”, dichiara Carboni, “quelli più interessanti riguardano:
- la riduzione dei microorganismi sulla superficie delle mele durante il periodo di frigoconservazione;
- un aumento della shelf life delle stesse sia durante la frigoconservazione, ma soprattutto al termine del
  periodo di conservazione quando i prodotti escono dalle celle e arrivano al consumatore; in poche parole
  le mele conservate in precedenza con ozono presentano fenomeni alterativi nei supermercati o nelle case
dei consumatori dopo 7 giorni, rispetto alle mele non conservate con ozono;
- un effetto di riduzione rispetto ai fenomeni del “riscaldo”, ancora in fase di investigazione
”.

De Nora Next sarà presente a Interpoma, Bolzano, il 20-21-22 novembre nel settore AB stand B09/24 dove saranno in esposizione macchine di diverse dimensioni e portata e dove il team attende i visitatori per illustrare le innovative tecnologie all’ozono e individuare assieme la soluzione sostenibile più valida ai problemi della produzione che ogni anno impattano sul bilancio delle aziende.