Ben 559 sono i fertilizzanti a uso fogliare che possono essere applicati su melo. Una messe di scelte imponente, capace quindi di soddisfare la totalità delle esigenze di campo, dalle più generali alle più specifiche. In tale novero di prodotti,

 

Un ruolo preminente lo meritano i microelementi. Fra le 559 soluzioni nutrizionali per il melo, ben 323 contengono infatti manganese, 248 zinco, 216 boro, 171 ferro, 142 rame, 139 molibdeno, mentre solo 3 contengono cobalto. Ovviamente anche in diverse combinazioni fra loro.


Indicati per le applicazioni fogliari, si possono inoltre trovare prodotti NK o NPK, spesso accompagnati da magnesio fra i mesoelementi e da una terna, quasi di base, che vede insieme boro, manganese e zinco. Questi sembrano infatti player più rappresentati fra i diversi formulati multi-elemento presenti sul mercato. 


Alcuni di questi focalizzano esclusivamente proprio sui microelementi, apportando miscele di boro, rame, ferro, manganese, molibdeno e zinco, alcuni dei quali complessati con ligninsulfonato d'ammonio. In altri casi, i microelementi risultano invece chelati o comunque solubili in acqua. Aspetto fondamentale per la loro assorbibilità e mobilità.

 
Sono infine disponibili concimi a uso fogliare caratterizzati da composizioni particolarmente ampie, somministrando anche NPK in dosi significative, oltre a magnesio, boro, ferro, molibdeno, manganese, zinco e perfino rame. Elemento, questo, che visti gli usi in campo come agrofarmaco è praticamente impossibile possa risultare carente. 

 

banner-fertilgest.jpg


Tali formulati "multi-elemento" sono ovviamente da impiegare in chiave preventiva generale, al fine di mantenere un minimo di disponibilità di molteplici elementi, macro, meso e micro, per coprire senza problemi ampie finestre temporali. Hanno però il limite di non poter essere utilizzati in caso vi siano da correggere carenze specifiche, le quali vanno ovviamente affrontate impiegando formulati altrettanto specifici. Come pure apportano acriticamente un ampio ventaglio di elementi, anche quando di alcuni di questi non vi sia alcun bisogno. Bene, quindi, ma non benissimo.

 

Attenzione agli equilibri

Talvolta gli elementi giocano l'uno contro l'altro, quindi è bene non eccedere mai con alcuno di loro. Per esempio, la carenza di manganese può essere talvolta accentuata da eccessive concimazioni con prodotti a base di ferro, impiegati per combattere le clorosi. 


Se nel suolo v'è tanto calcio e tanto magnesio, oppure si esagera con le somministrazioni di ferro, le carenze di manganese sono infatti sempre dietro l'angolo, proprio a causa delle summenzionate competizioni fra cationi. A patire maggiormente di tali carenze sono alcune varietà, come per esempio Gala e Fuji, come pure la vera senatrice a vita fra le mele, ovvero la Golden Delicious


Ingiallimenti internervali, seguiti da filloptosi nei casi più gravi, sono i sintomi della carenza di manganese, scongiurabili con somministrazioni primaverili tali da massimizzare la qualità dei tessuti fogliari e, successivamente, anche quella dei frutti in termini di composizione minerale

 

La fertilità necessita di boro

Il boro, da parte sua, è un elemento delicato da somministrare, poiché ne basta poco di meno o poco di più del necessario per dare risultati scarsi o nulli, nel primo caso, oppure addirittura negativi nel secondo. Il suo corretto dosaggio non è quindi facile, pur dovendolo comunque impiegare precocemente a supporto di fioritura e allegagione, dato che sue carenze possono portare a scarsa fertilità a causa dello scarso sviluppo del budello pollinico. Una carenza di boro porta anche a frutti malformati, evidenza che appare poi in fase di accrescimento. 

 

Altro momento utile per somministrare boro è la post raccolta, permettendone una raccolta dell'elemento negli organi di riserva dai quali potrà poi essere attinto alla primavera successiva. 

 

Ferro: clorosi, no grazie

Microelemento d'elezione, il ferro, le clorosi derivante dalle cui carenze sono fra le più temute dagli agricoltori. Fattori predisponenti sono i terreni calcarei, ma anche l'eccesso di azoto e di altri microelementi, a partire da rame e zinco. Molteplici sono però le soluzioni chelate di alta qualità, giocando con le quali le clorosi si possono sia correggere, sia prevenire. 

 

Zinco: precursore auxinico

Un aminoacido, il triptofano, è indispensabile nella biosintesi delle auxine. Ma a sua volta, Lo zinco è un microelemento fondamentale per la sintesi del triptofano. Quindi, uno più uno fa due e la carenza di zinco si riverbera su diversi processi metabolici delle piante, come la fotosintesi o la respirazione cellulare.

 

Le carenze di zinco si traducono infine in piante dallo sviluppo stentato e, quindi, dalle produzioni deludenti.

 

Molibdeno: presenza discreta, ma indispensabile

Il molibdeno è scarsamente presente nei tessuti vegetali, ma in essi svolge funzioni più importanti di quanto la propria entità possa far pensare. Per esempio, il molibdeno svolge un ruolo di primaria importanza nel ciclo dell'azoto.

 

Una carenze di molibdeno genera quindi carenze di azoto anche quando di questo elemento ve ne sia in abbondanza.