Oidio, i robot in difesa di viti e fragole

Thorvald è un robot in grado di muoversi autonomamente in campo e trattare le viti, come le fragole e altre orticole, con raggi Uvc per difendere le piante dagli attacchi di oidio

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Thorvald al lavoro
Fonte foto: Saga Robotics

L'epoca in cui i robot saranno presenti nelle nostre aziende agricole sembra molto lontana, ma non è così. In Norvegia, come in Gran Bretagna e in California, già oggi alcune aziende agricole utilizzano automi per la difesa fitosanitaria di vigneti e coltivazioni di fragole.

 

Thorvald è infatti un robot in grado di muoversi autonomamente all'interno del campo e di irraggiare con radiazioni ultraviolette di tipo C (Uvc) le piante al fine di devitalizzare l'oidio. Un sistema che ha dato prova di efficacia e che permette alle aziende agricole, soprattutto quelle biologiche, di difendere viti e fragole senza l'impiego di agrofarmaci.

 

A costruire Thorvald è stata una startup norvegese, Saga Robotics, con sede nei pressi di Oslo, ma con ramificazioni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. "Thorvald è un robot che permette di combattere l'oidio in maniera efficace e sostenibile, ma il nostro obiettivo è molto più ambizioso: la gestione completamente robotizzata di tutte le attività ripetitive all'interno dell'azienda agricola", racconta Dan Sargent, head of Plant Science di Saga Robotics.

 

Thorvald al lavoro

 

Partiamo dall'inizio, come nasce Saga Robotics?
"Siamo una startup con sede in Norvegia che ha come obiettivo quello di sviluppare robot per le aziende agricole. Si tratta di sistemi che sono ideali per effettuare in autonomia tutte quelle operazioni in campo che oggi vengono svolte dall'agricoltore, ma che sono ripetitive e potenzialmente pericolose. Parliamo della potatura, del diserbo, della raccolta dei prodotti e per finire la difesa".

 

Perché avete deciso di sviluppare un robot per difendere le piante dall'oidio tramite l'impiego di raggi ultravioletti?
"Noi pensiamo che il robot Thorvald sia come un coltellino svizzero. C'è una struttura di base che permette la navigazione nel vigneto o nel frutteto, in pieno campo come in serra. Sopra questa piattaforma possono essere applicati vari strumenti, come ad esempio delle braccia per la raccolta di frutti, oppure lame per la potatura o la spollonatura. O ancora dei sistemi per trattare le piante con i raggi ultravioletti. Siamo partiti da quest'ultimo aspetto perché si tratta di una tecnologia relativamente conosciuta e che ha dato prova di essere efficace, ma nel frattempo stiamo sviluppando anche altri applicativi".

 

In che cosa consiste la piattaforma che avete sviluppato?
"Si tratta di un rover a 6 ruote sterzanti e 4 ruote motrici, alimentato da delle batterie, in grado di muoversi autonomamente all'interno di un contesto agricolo trasportando differenti tipologie di strumenti".

 

Come riesce a muoversi da solo in campo?
"Possiede differenti sensori che permettono la navigazione. Prima di tutto un Gps con correzione Rtk che permette un livello di errore pari a 2 centimetri. Inoltre Thorvald sfrutta la connettività 4G per il posizionamento e un laser Lidar permette di scansionare l'ambiente circostante generando una copia digitale in 3D del campo, che permette al sistema di riconoscere la presenza di ostacoli o piante".

 

È necessaria la supervisione di qualcuno o sono robot che effettivamente si muovono in autonomia?
"Per adesso è necessario che ci sia un essere umano a supervisionare il lavoro perché possono esserci degli imprevisti che richiedono l'intervento manuale. Diciamo che ad oggi è necessario avere una persona ogni 3 robot, ma in futuro vogliamo salire ad 1 persona ogni 7".

 

Thorvald per la difesa delle fragole

 

Che genere di imprevisti possono bloccare i robot?
"Sostanzialmente se trovano un ostacolo imprevisto che non possono aggirare. Può essere ad esempio una cassetta per la raccolta delle fragole lasciata per terra, oppure una rete di copertura non correttamente legata. In questi casi Thorvald individua l'ostacolo, si blocca e manda un alert all'operatore che deve intervenire ad eliminarlo".

 

Su quali applicativi state lavorando?
"Sono diversi. Sicuramente la difesa tramite raggi Uvc ha un livello di maturità che ci permette di vendere il servizio. Un altro tema che stiamo sviluppando è quello della raccolta automatica delle fragole. Ad oggi siamo arrivati ad avere tassi di raccolta del 70%, ma c'è un 30% di fragole che per la posizione in cui è ubicato non è individuabile o raggiungibile dal robot. Facciamo però progressi ogni giorno e siamo vicini al lanciare un servizio commerciale anche su questo fronte".

 

L'agricoltore deve acquistare il robot oppure si abbona al servizio?
"La nostra idea è quella di vendere un servizio che in futuro sarà a 360 gradi. I nostri robot si occuperanno del diserbo, della potatura, della difesa e della raccolta. L'agricoltore non dovrà più pensare a tutte queste operazioni perché saranno svolte in maniera autonoma dai nostri robot".

 

Veniamo alla difesa dall'oidio, come funziona il sistema a raggi Uvc?
"L'oidio è un fungo che si sviluppa esternamente al tessuto vegetale ed è estremamente suscettibile ai raggi ultravioletti di tipo C. Si tratta di radiazioni, normalmente presenti nello spettro della luce solare, che creano danni alle cellule portando il fungo alla morte".

 

Se sono naturali come mai di solito l'oidio non ne risente?
"Il fungo ha sviluppato dei sistemi di protezione delle proprie cellule che però sono attivi solamente durante il giorno. Noi invece trattiamo di notte, quando queste difese sono abbassate e questo ci permette di devitalizzare efficacemente il micete".

 

Quanto è efficace il trattamento?
"Non dobbiamo fare l'errore di paragonare l'uso di raggi ultravioletti all'impiego di agrofarmaci di sintesi. Sono trattamenti che devono essere effettuati fin dall'inizio della stagione, al germogliamento, e devono essere ripetuti ogni 4 giorni per tutto il periodo di suscettibilità della vite o della fragola. Questo ci permette di mantenere costantemente bassa la pressione del fungo ed impedire che si sviluppino le prime infezioni, da cui poi si originano quelle secondarie".

 

Avete valutato l'impatto che i raggi Uvc hanno sulle piante oppure sull'entomofauna utile?
"Le cellule vegetali, come quelle di fragole e vite, non risentono in alcun modo dei raggi ultravioletti che applichiamo. Su insetti e microrganismi utili stiamo facendo costantemente degli studi, ma per ora non abbiamo evidenze che questo genere di trattamenti abbia un impatto negativo"
.

 

Qual è la sostenibilità economica del sistema?
"La nostra è una soluzione pensata per le aziende biologiche, in quanto permette di avere una difesa a residuo zero. Questo valore aggiunto deve permettere all'agricoltore di ottenere prezzi di mercato remunerativi. Se guardiamo al futuro però i robot non saranno limitati alla difesa delle piante, ma effettueranno differenti operazioni e dunque il loro impatto sui bilanci aziendali sarà minore".

 

Quanti ettari è capace di gestire un singolo robot?
"Diciamo 4, ma l'obiettivo è quello di salire a 7-8".

 

Dovendo trattare così spesso, il robot è capace di entrare in campo anche sotto la pioggia o con il fango?
"Assolutamente . È fatto per operare in contesti agricoli, quindi non teme né la pioggia né l'umidità. E anche se il suolo è difficilmente carreggiabile Thorvald riesce ad entrare in campo, pesando solo 250-300 chilogrammi. Inoltre riesce ad affrontare pendenze fino al 10%, come abbiamo potuto sperimentare quest'anno in alcuni campi prova in Trentino".

 

In quali Paesi operate?
"Su fragola lavoriamo a livello commerciale in Norvegia, California e Gran Bretagna. Su vite invece abbiamo dei progetti quasi commerciali in California, mentre a livello di sperimentazione lavoriamo in vari Stati, compreso l'Italia, in particolare in Sicilia e in Trentino".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: viticoltura innovazione difesa interviste startup robot oidio

Rubrica: AgroInnovAzione

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