Corpo 8, "Grana dazi"

Ritorsioni Usa all'export europeo. Frutteti sotto assedio delle cimici. Salve le agevolazioni al gasolio agricolo. Pastori pronti alla protesta. L'olio riparte. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 27 settembre al 3 ottobre

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • L'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) dà ragione agli Stati Uniti, che potranno inasprire i dazi sulle importazioni provenienti dall'Europa. Danni miliardari all'agroalimentare italiano.
  • Non si arresta l'invasione della cimice asiatica che arreca gravi danni, in particolare nelle regioni del Nord. Veneto e Lombardia si appellano al Governo.
  • In Puglia si lamentano ancora ritardi nell'espianto degli olivi colpiti dalla Xylella.
  • A dispetto degli attacchi della Xylella sugli olivi della Puglia, la produzione di olio è prevista in forte crescita. Ma non ovunque.
  • Rientrato il pericolo di tagli alle agevolazioni per il gasolio agricolo.
  • Resta il timore che le "tasse verdi", quelle destinate alla tutela ambientale, possano colpire il settore agroalimentare.
  • Il prezzo del latte ovino non decolla e i pastori minacciano di tornare alla protesta di piazza per far valere le loro ragioni.
  • Un aiuto alla pastorizia potrà venire dalla lotta alle contraffazioni del pecorino a marchio di origine. Un problema che riguarda da vicino anche il Parmigiano Reggiano.
  • Il futuro dell'agricoltura? Sempre più digitale, fra big data e macchine evolute. Intanto si studiano le piante che potranno crescere su Marte.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Il dazio che verrà

Ci sono anche alcuni dei nostri grandi formaggi che potrebbero essere coinvolti dalla guerra commerciale che oggi vede contrapposte Usa e Unione europea.
Così, con l'indovinato titolo "Grana dazi", che ho preso in prestito per questo "Corpo 8", il 2 ottobre il “Quotidiano Nazionale - QN” commenta le conseguenze che potrebbero coinvolgere non solo Parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche molti altri prodotti agroalimentari e per ognuno di essi tenta di stimarne il potenziale danno.

Di questo argomento si sono occupati molti altri quotidiani in edicola negli ultimi giorni e fra questi “Il Giornale" del 29 settembre, che stima in 7 miliardi di euro il danno che ne potrebbe derivare alle esportazioni europee, cifra confermata nello stesso giorno da “Repubblica”.

Un elenco dei prodotti italiani che potrebbero essere coinvolti in questa disfida commerciale lo si può leggere il 30 settembre sul “Corriere della Sera”, secondo il quale l'export agroalimentare verso gli Usa vale però "solo" 4 miliardi di euro, con il vino che da solo assomma a 1,5 miliardi, seguito da olio, pasta e formaggi.
Cifre analoghe sono quelle riportate il primo ottobre da “Il Sole 24 Ore”, che conferma come sia il segmento agroalimentare il più esposto, e in particolare i prodotti lattiero caseari.

Ridimensiona le cifre in ballo “Italia Oggi” del 2 ottobre, che stima si fermino a 2,5 miliardi di euro i danni dell'inasprimento dei dazi, la cui minaccia si fa più concreta con le decisioni prese dall'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), della quale parla il quotidiano economico “MF” del primo ottobre.

Il 3 ottobre "Il Sole 24 Ore" conferma che il Wto appoggia le tesi statunitensi, stabilendo in 7,5 miliardi di dollari il danno subìto da Boeing per gli aiuti pubblici ottenuti da Airbus.

La conseguenza è il via libera ai dazi per le merci provenienti dall'Unione europea e a farne le spese saranno anche i prodotti italiani.
Nello stesso giorno il "Corriere della Sera" riporta il parere della commissaria Ue al Commercio, Cecilia Malmström, che si dice pronta a trovare un accordo equo, utile ad evitare una guerra commerciale con gli Usa.
 

L'invasione aliena

Quali saranno le cifre esatte dei danni conseguenti a queste guerre commerciali lo si apprenderà solo più avanti, mentre già sono certe le perdite subìte per gli attacchi della cimice asiatica che in Veneto, come scrive “L'Arena” del 27 settembre, ha colpito in particolare i meleti, già alle prese con una caduta dei prezzi che sta penalizzando il settore.

In Veneto il problema non si ferma ai meli, ma coinvolge tutte le produzioni frutticole e non solo, tanto che la “Voce di Rovigo” riporta l'appello dell'assessore regionale all'Agricoltura, Giuseppe Pan, che chiede aiuto al Governo per fronteggiare l'emergenza.

Su posizioni analoghe il collega della Lombardia, l'assessore Fabio Rolfi, che dalle pagine del quotidiano cremonese “La Provincia”, chiede l'istituzione di un fondo speciale per la lotta alla cimice asiatica.
Anche “Il Sole 24 Ore” del 27 settembre si occupa delle conseguenze dell'invasione di cimici asiatiche, paragonandole per le coltivazioni del Nord all'allarme che la Xylella rappresenta per gli oliveti pugliesi.

A proposito della Xylella, “Avvenire” del 28 settembre denuncia le lentezze negli espianti e così pure la “Gazzetta del Mezzogiorno” punta il dito contro i ritardi registrati nel brindisino.
 

Le due facce dell'olio

A dispetto degli attacchi di Xylella, l'olio pugliese guiderà la ripresa della produzione nazionale.
Le prime stime, riportate il 3 ottobre da "Il Sole 24 Ore", parlano di circa 330mila tonnellate di olio, l'89% in più dell'anno scorso.
Incrementi in percentuale anche maggiori per l'olio della Sardegna, dove le stime riportate da "L'Unione Sarda" parlano di un più 183% nei confronti del 2018.

Situazione opposta è quella che si registra in Toscana, dove la produzione è in calo del 20%.
Lo scrive "La Nazione" del 3 ottobre, addossando le colpe di questa flessione all'andamento climatico e agli attacchi della mosca dell'olivo che si sono verificati in luglio e settembre.

Lamenta un calo anche la produzione olivicola della Liguria, dove la flessione supera il 40%.
E' quanto si apprende da "Il Secolo XIX". Colpa, anche in questo caso, delle avversità climatiche e degli attacchi della mosca dell'olivo.
 

Il gasolio non si tocca

Altro motivo di apprensione per il mondo agricolo è verso quanto si va discutendo nel "Palazzo" per la manovra finanziaria alle porte, dove fra le proposte sul tavolo si è vista quella dei tagli agli sgravi per il gasolio a uso agricolo.
Dalle pagine de “Il Sole 24 Ore” del 29 settembre il premier Giuseppe Conte lancia messaggi confortanti, affermando che gli interventi legati alla tutela dell'ambiente offriranno opportunità e non penalizzazioni.

Ma le cosiddette "tasse verdi", denuncia “La Verità” nello stesso giorno, sono destinate a pesare sulle sorti delle imprese.

Getta acqua sul fuoco Teresa Bellanova, ministra per le Politiche agricole, confermando che per il gasolio agricolo saranno mantenute le attuali agevolazioni.
Lo si apprende il 3 ottobre da "Il Sole 24 Ore", che riporta una sintesi di quanto dibattuto al "question time" alla Camera.
 

Pastori, nuova rivolta?

Fra i problemi sul tavolo di Teresa Bellanova torna quello del prezzo del latte ovino, che è ancora lontano dal traguardo di un euro al litro, obiettivo che gli allevatori si erano dati per restituire redditività alle loro imprese e per questo si avvicina una nuova ondata di proteste.

Per quelle passate, si apprende dalla “Nuova Sardegna” del 2 ottobre, per 22 pastori si chiude con l'archiviazione il procedimento che li vedeva coinvolti con l'ipotesi di alcuni reati connessi alle precedenti proteste.
Presto, si legge su “Unione Sarda” del 2 ottobre, la ministra per l'Agricoltura si recherà in Sardegna per un confronto diretto con i pastori e per cercare una mediazione sul prezzo del latte ovino.

Il settore, scrive “Nuova Sardegna” del 29 settembre, potrà essere aiutato anche da una efficace lotta alle contraffazioni che erodono spazi di mercato al pecorino originale.
Un problema, questo della contraffazioni, che riguarda da vicino anche il Parmigiano Reggiano, che nel mondo si vede sorpassato, per quantità commercializzate, da quello falso.
Lo afferma “Il Messaggero” del 29 settembre ricordando che solo negli Usa si producono oltre 200 milioni di chili di Parmesan, una delle denominazioni più comuni fra le imitazioni di quello originale.
 

Curiosando

Interessante il breve articolo pubblicato il 27 settembre su “Il Messaggero” a proposito della possibilità di riciclare alcuni scarti alimentari per realizzare filati con i quali si sono realizzati gli abiti andati in scena a "Paesaggi da indossare".

Proiettato al futuro il servizio pubblicato da “Italia Oggi” del 2 ottobre sull'impatto che la digitalizzazione avrà in breve tempo sui campi, sia sul piano operativo sia su quello commerciale.

Ancora “Italia Oggi” si occupa della stevia, una pianta dal forte potere dolcificante che potrebbe essere utilizzata al posto dello zucchero in particolare in presenza di alcune patologie, come il diabete.
Ma il suo uso, si ricorda, va fatto in modeste quantità.

Intanto nei laboratori della facoltà di Agraria dell'Università di Napoli si studiano pomodori e patate da coltivare su Marte e lattughe sulla Luna.
E' quanto avviene, spiega il "Corriere del Mezzogiorno" del 3 ottobre, nel primo laboratorio in Italia dedicato alla crescita delle piante nello spazio.

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