L'informazione economica in agricoltura

A cura di Aei, Associazione economisti d'impresa - Riflessioni di Roberto Volpi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

informazioni-dati-schemi-diagrammi-economia-byflickrcc20_courtney-bolton.jpg

Fonte foto: Courtney Bolton - alcuni diritti riservati

Da cento anni l'informazione economica e finanziaria è diventata lo strumento indispensabile non solo per i manager, ma anche per gli investitori, i banchieri, i consulenti, gli esperti, i giornalisti ed ovviamente gli studiosi, oltre che i politici. Quella relativa alla situazione delle imprese ha come base i dati di bilancio che raccolti, riclassificati, elaborati sono resi accessibili a tutti. Gli indici di natura economica, finanziaria e tecnica che fotografano la capacità di creare ricchezza, lo stato di salute delle imprese e l'andamento economico sono di enorme utilità ed oggetto di ampia diffusione.

Le ICT ed Internet hanno ulteriormente moltiplicato la loro diffusione e soprattutto, cosa assai più rivoluzionaria, hanno abbassato enormemente i costi. Le imprese, i consulenti, se hanno bisogno di notizie più approfondite e con maggiori dettagli si rivolgono ad istituti specializzati. In Italia ad esempio il principale e più noto è il Cerved.

Oggi l'informazione economica ha peso e rilevanza e crescente, come intuì Carlo Marx che affermava che l'informazione è potere. Il settore primario purtroppo in Italia, contrariamente a quanto accade in Europa ed altrove, non dispone di informazioni economiche sulle aziende agricole.

L'agricoltore non ha l'obbligo della contabilità, solo le imprese di capitale sono tenute a farlo; la cultura di impresa è ancora assai modesta; mancano nel nostro paese i servizi di consulenza alla gestione, presenti in tutti i paesi avanzati, che elaborano periodicamente i loro bilanci quale supporto alle scelte di prodotto e di processo.

L'Inea, attraverso la catena contabile RICA-EU, raccoglie i dati tecnici ed economici di un campione di aziende rappresentativo ed elabora alcuni indici fra cui i costi delle principali commodities, che sono disponibili sul suo sito istituzionale. Non hanno come base la contabilità, ed il turnover annuale del campione delle aziende è abbastanza alto.

L'Ismea pubblica periodicamente le quotazioni dei prezzi dei prodotti agricoli alla produzione, all'ingrosso ed ora anche al dettaglio, le quotazioni dei principali mezzi tecnici e il rapporto di cambio. Gli studi periodici di filiera valutano la competitività delle imprese attraverso l'andamento delle quote del nostro paese nel commercio internazionale.

Il Crpa, istituzione regionale emiliana nel settore zootecnico, diffonde dati sui costi di produzione di alcuni dei principali prodotti.

L'offerta quindi di informazioni sugli indici di efficienza e sullo stato delle aziende, con aggregazioni per comparti per classe di ampiezza è quasi inesistente. Questa mancanza rende assai difficile qualsiasi tipo di diagnosi di carattere oggettivo ed ovviamente sulla scelta dei rimedi.

Gli economisti usano il termine indeterminatezza quando l'assenza di informazioni vieta di valutare le probabilità oggettive di un certo evento; ciò accresce enormemente i rischi di fare impresa.

I politici, che solo con la conoscenza esatta e completa delle situazioni di partenza, sono in grado di mettere a punto i provvedimenti che consentano alle imprese di crescere e di migliorare, sono disorientati ed impotenti.

Le maggiori vittime di questa carenza sono però gli agricoltori i quali, senza precisi termini di riferimento, quali i radar per i naviganti, si trovano immersi nella nebbia con poche probabilità di fare scelte razionali per accrescere il potere di acquisto e soprattutto i redditi.

Da qui nasce il loro conservatorismo che altro non è che la prudenza in assenza di precise coordinate.
La stampa specializzata dà spesso notizia che i costi di produzione sono aumentati e che le prospettive del settore vanno peggiorando, ma sono e rimangono affermazioni, semplici opinioni. Gli agricoltori e le loro famiglie purtroppo hanno infallibili sensori che segnalano loro che il loro lavoro è sempre meno retribuito, spesso inferiore ai salari che corrispondono ai coadiuvanti. Il capitale fondiario, in un paese ad alta densità demografica come il nostro si rivaluta periodicamente, ma questa circostanza non serve loro per vivere meglio. I loro figli infatti, assai raramente, subentrano ai genitori, preferiscono altre professioni mentre la popolazione attiva va progressivamente invecchiando.

E' un circolo vizioso che aggrava ulteriormente una già difficile situazione. Nel frattempo il tramonto del protezionismo agricolo, la liberalizzazione degli scambi internazionali, il progresso inarrestabile dei trasporti, aprono la strada ad un crescente numero di agricoltori ed aumentano la concorrenza.

Il rischio è che il settore più antico, oltre che marginalizzarsi ulteriormente, si avvicini gradatamente al collasso.

 

Associazione Economisti d'Impresa

Per ulteriori informazioni: AEI - Associazione Economisti d'Impresa

Per contattare l'associazione: www.economisti-impresa.it

Clicca qui per richiedere gratuitamente "Quipu & Accademia",
il periodico economico di informazione e cultura per le imprese

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AEI - Associazione Economisti d'Impresa

Autore: Associazione Economisti d'Impresa

Tag: economia agraria

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 191.622 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner