Antagonisti per il controllo dei fitofagi in coltura protetta

L'ambiente confinato delle serre può essere un vantaggio sia per l'applicazione di strategie di difesa biologica per il controllo di vari insetti o acari, sia per l'uso di mezzi integrati non chimici

Tecnica
Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

antagonisti-fitofagi-colture-protette-insetti-utili-byagrifoglio.jpg

Fonte foto: SSABasilicata.it

a cura di  Arturo Caponero

 

La richiesta di prodotti ortofrutticoli derivanti da agricoltura biologica o integrata è in costante aumento e, pertanto, sono sempre più i coltivatori che si cimentano nella coltivazione di ortaggi prodotti con metodi di coltivazione biologica o con uso limitato di sostanze chimiche.

In serra possono esserci maggiori problemi di controllo per patologie che si avvantaggiano delle alte temperature e di elevata umidità relativa, se non si dispone di efficienti sistemi che regolano questi parametri climatici. In coltura protetta, tuttavia, è possibile ottenere buoni risultati con metodi biologici contro diversi fitofagi, permettendo in alcuni casi la completa eliminazione dei trattamenti chimici. L'ambiente confinato delle serre, che isola parzialmente dall'esterno, può essere un vantaggio sia per l'applicazione di strategie di difesa biologica che prevedono la distribuzione di 'antagonisti' (organismi predatori, parassitoidi o parassiti) per il controllo di vari insetti o acari, sia per l'uso di mezzi integrati non chimici, come l'applicazione di reti antinsetto alle aperture o di trappole per la cattura massale all'interno.

Considerando la disponibilità di antagonisti allevati in 'biofabbriche' ed oggi disponibili sul mercato, contro i ditteri minatori (agromizidi) come Liriomyza huidobrensis possono essere efficacemente impiegati i parassitoidi Diglyphus isaea e Dachnusa sibirica. Per il controllo degli aleurodidi (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci, entrambi vettori di pericolose virosi) buoni risultati possono essere conseguiti con l'introduzione del parassitoide Encarsia formosa o dei predatori Macrolophus caliginosus, Eretmocerus californicus o E. eremicus. Infestazioni precoci di afidi (Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae, Aphis gossypii, ecc.) possono essere controllate mediante lanci del cecidomide Aphidoletes aphidimyza (predatore), dell'icneumonide Aphydius colemani (parassitoide) o del coccinellide Adalia bipunctata (predatore).

Dove non si teme la diffusione di virosi trasmesse da tripidi (come il TSWV, trasmesso da Frankliniella occidentalis), lanci dell'antocoride Orius laevigatus o dell'acaro Amblyseius cucumeris (entrambi predatori) possono contenerne efficacemente la popolazione dei fitomizi. Contro le larve degli oziorrinchi (Otiorrhynchus spp.) sono attivi i nematodi entomopatogeni del genere Steinernema e Heterorhabditis, in grado di muoversi nel terreno e penetrare attivamente nel corpo degli insetti. Eventuali infestazioni di ragnetto rosso (Tetranychus urticae) possono essere contrastate dall'introduzione dell'acaro predatore Phytoseiulus ersimilis.

 

Parametri di qualità degli insetti utili

La lotta biologica ai fitofagi mediante l'uso degli antagonisti è efficace e collaudata anche nei nostri ambienti ma non bisogna dimenticare che si tratta di organismi viventi che, in quanto tali, sono delicati e non possono essere manipolati come un prodotto chimico.

Nel processo di produzione in biofabbrica vengono solitamente controllati dei parametri di qualità (vitalità, rapporto tra i sessi, assenza di malattie o parassiti, ecc.) ma è importante non trascurare le modalità di trasporto e conservazione degli antagonisti, nonché le modalità di distribuzione in campo. Il tempo e le condizioni di trasporto sono alcuni tra i fattori che più influiscono sulla vitalità e, quindi, sull'efficacia degli antagonisti.

Prima di ordinare gli ausiliari, pertanto, sarà utile informarsi sui tempi di trasporto che la ditta garantisce e controllarne il rispetto sulla bolla di accompagnamento all'arrivo in azienda. Presso l'Insettario dell'Azienda 'Pantanello' dell'Alsia vengono eseguiti dei test a campione per verificare la qualità degli antagonisti disponibili commercialmente, al fine di individuare e migliorare eventuali punti critici.

 

Per ulteriori informazioni, rivolgersi al personale tecnico dell'insettario:

dott. Michele Troiano e dott.ssa Tonia Colella - Azienda 'Pantanello', tel. 0835/745071.


Responsabile SEDI: Arturo Caponero arturo.caponero@alsia.it

Coordinamento servizi specialistici di supporto: Pietro Zienna pietro.zienna@alsia.it

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 207.876 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner