Xylella e Psr, ora servono le fotografie degli impianti irrigui

Devono documentarne la presenza sui campi da almeno cinque anni, lì dove si intende ripiantare un oliveto con cultivar resilienti. Senza foto non si accede agli aiuti della misura 4.1C

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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E le istruttorie di finanziamento si bloccano per l'impossibilità di documentare quanto non esiste più
Fonte foto: © M. Schuppich - Fotolia

Richieste per l’istruttoria delle domande del Programma di sviluppo rurale Puglia 2014-2020 nell’area infetta da Xylella fastidiosa le fotografie degli ultimi 5 anni degli impianti irrigui, istantanee di uno stato dei campi che aziende agricole e tecnici sono impossibilitati a fornire. E’ quanto fa emergere Coldiretti Puglia, a seguito delle segnalazioni su quanto richiesto dalla Regione Puglia sul Psr, perché anacronistico rispetto allo stato attuale del Salento.

“Dimostrare la disponibilità di acqua irrigua è indispensabile nel caso si prevedano impianti irrigui, ma ci si dimentica che il bando della 4.1C è stato costruito apposta per aiutare le aziende agricole colpite dalla calamità Xylella. Non si possono fornire foto di quello che non c’è più da 5 anni. E’ noto a tutti che i campi secchi, dove l’attività produttiva è ferma da anni, versano in stato d’abbandono e sono stati alla mercé di quanti hanno saccheggiato centraline, tubi, cavi elettrici. L’impossibilità di fotografare quanto esisteva un tempo ormai lontano sta bloccando il perfezionamento delle istruttorie delle domande di sostegno presentate dagli agricoltori sulla sottomisura 4.1C del Psr per cui sarà ufficializzata una richiesta di chiarimento, denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.

E’ impossibile fornire la documentazione dell’ultimo quinquennio e le foto attuali sicuramente – aggiunge Cantele - non sono rappresentative di una realtà produttiva che ormai è un passato remoto. Inoltre, un ulteriore ostacolo burocratico nasce dalla richiesta da parte degli uffici provinciali di testimoniare il titolo di possesso anche per le superfici su cui non sono previsti investimenti e che rappresentano la dotazione di terreni agricoli condotta dall’azienda richiedente”, insiste Cantele.

Ma non sono i soli problemi sul tappeto nella zona infetta e non soggetta ad azioni di contenimento, e quindi oggi eleggibile alle attività previste dal Piano di rigenerazione dell'olivicoltura in Puglia, il cui braccio operativo resta il Psr Puglia 2014-2020.

Ancora senza alcuna uscita la questione legna, perché il Salento rischia di divenire una enorme legnaia: "Sempre che gli olivicoltori – aggiunge Coldiretti - possano finalmente espiantare gli scheletri degli ulivi morti a causa della Xylella fastidiosa. Luogo ideale avrebbe dovuto essere il comitato consultivo permanente per l’emergenza su Xylella fastidiosa, un tavolo regionale dove si sarebbero potute affrontare, comunicare e approfondire tutte le tematiche inerenti la malattia, costituito a novembre 2014 con delibera di Giunta regionale e mai convocato dall’assessore regionale, così come Coldiretti Puglia continua a richiedere da almeno un anno la convocazione del tavolo istituzionale che rispetti la composizione prevista dall’ordine del giorno del Consiglio regionale del 31 maggio 2018".

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Fonte: Coldiretti Puglia

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Tag: burocrazia irrigazione Xylella fastidiosa bandi Psr

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