Le api sono vitali per l’intero sistema ecologico, ma il loro attuale stato di benessere è causa di preoccupazione per la società ed è urgente trovare possibili soluzioni.
Sebbene non sia da prendere in considerazione l'affermazione secondo la quale “se le api morissero l'umanità avrebbe solo solo quattro anni di sopravvivenza no”, è pur vero che le api (non solo da miele) svolgono un ruolo essenziale per alcuni agro-ecosistemi della terra.

Da queste considerazioni nasce la recente pubblicazione di OPERA Research Center “Bee health in Europe – Facts & Figures 2013”, disponibile in rete su www.operaresearch.eu che, raccogliendo le più recenti informazioni fino ad oggi scaturite da ricerche e osservazioni sullo stato di salute delle api in Europa, propone semplici e pragmatiche soluzioni destinate ai decisori politici.
Lo scopo del documento è stato presentato il 26 febbraio al Parlamento europeo nell’ambito del convegno
“7 years to address the issue of bee health: the clock is ticking”. Il documento è un compendio delle pubblicazioni scientifiche attuali prodotte da autorità, istituzioni ed enti di ricerca per far luce in un modo integrato e comprensivo allo stato reale dell’arte sull’argomento.

La modalità di lavoro per la realizzazione del documento si basa su un robusto approccio metodologico e concettuale. Prima di proporre le soluzioni a qualsiasi problema di carattere ambientale, è necessario identificarne il contesto: la Fao riporta che  negli ultimi dieci anni fino al 2010, il numero di colonie di api da miele resta pressoché costante tra i 15,4 milioni e i 16,4 milioni di colonie.
Il problema non è la diminuzione del numero di api, ma la fluttuazione della numerosità. Inoltre, in Europa si assiste ad un aumento di perdite durante il periodo invernale  (10% è considerato nella norma dagli specialisti), che sta ad indicare che il problema è associato allo stato di salute delle api.

Sono diversi I fattori di stress che possono influenzare la salute delle api.

C’è consenso scientifico internazionale sul  principale fattore biologico: la Varroa, parassita frequente anche in Europa.
I risultati riportati nel documento mostrano che il danno di questo parassita è causato sia direttamente, sia attraverso la virulenza indotta che persiste nelle colonie per molti anni anche successivamente all’allontanamento dall’ospite.
Inoltre il documento identifica altri fattori di stress: l’alimentazione, la perdita di habitat naturali, le pratiche agricole e di allevamento, altre malattie e parassiti.
Oltre alla Varroa nessuna ricerca è stata in grado di effettuare in modo indiscutibile un rank su quali siano i fattori più rilevanti per la salute delle api.
Anche per gli agrofarmaci, nonostante l’enorme numero di ricerche ad oggi condotte, non è chiara la causalità degli effetti misurati in campo durante il corretto uso agricolo per la protezione delle colture.
Quindi, al fine di sviluppare una strategia corretta per il benessere delle api, sebbene tutti questi fattori di stress vadano meglio studiati, oggi nessuno di essi può essere escluso.

Considerando la grande varietà di cause che possono indurre la mortalità, le principali raccomandazioni del documenti di OPERA riguardano lo sviluppo di un programma integrato che raccolga le diverse soluzioni oggi disponibili.
C’è urgente bisogno d’implementare le misure di greening, recupero degli habitat, misure per prevenire le deficienze alimentari, misure per aumentare le difese immunitarie e, non da ultimo, nuovi trattamenti contro le malattie e i parassiti.
E’ necessario continuare a promuovere le misure di mitigazione dei rischi per il corretto e sostenibile uso degli agrofarmaci, educare gli imprenditori agricoli e aumentare la conoscenza e la lettura delle etichette dei prodotti per  rispettare e salvaguardare le api e la loro salute..

Incentivi finanziari sono necessari per alleviare i problemi economici esistenti e contribuire ad aumentare la professionalità degli apicoltori e la promozioni di buone pratiche, favorendo l’introduzione di tecniche e pratiche innovative. Infine, la comunità scientifica ha il ruolo di supportare lo sviluppo di nuovi trattamenti per la protezione dai parassiti, in particolare la Varroa.







 

In questi giorni e nel prossimo futuro c’è un'indiscutibile necessità di approfondire ed estendere la ricerca attuale verso il maggior numero di studi di campo basati su dati rappresentativi e verso protocolli di studio consistenti dal punto di vista scientifico.
Solo dati scientifici ripetibili possono esprimere la causalità degli effetti e permettere a politici, imprenditori agricoli, industrie e apicoltori di affrontare in modo efficace i problemi.

E’ auspicabile l’apertura ad un dialogo tra le diversi parti in causa, che permetta la cooperazione e l'integrazione degli intenti per alimentare un clima più sereno.
A causa delle pressioni politiche è evidente che le scelte e le modalità con cui si sta affrontando l’argomento sono talvolta poco scientifiche e alimentano scelte inefficaci se non dannose per lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura e della società.

Durante il convegno coordinato da Luis Manuel Capoulas Santos, gli interventi dei partecipanti sono stati più volte accesi, ma sia i relatori che i rappresentanti delle autorità, politici, associazioni hanno ribadito con sfumature e in contesti diversi le raccomandazioni e conclusioni di OPERA.     



Ettore Capri
Direttore Centro di ricerca OPERA
Università Cattolica, Piacenza