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Zootecnia 4.0, così ti controllo i gas nocivi in stalla

Per il benessere di animali e operatori è necessario contenere i livelli di gas nocivi in stalla. Nell'era della zootecnia 4.0 a farlo sono sensori e piattaforme in cloud

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il benessere animale è un tema sempre più importante per consumatori e Unione europea
Fonte foto: © Stramyk Igor - Fotolia

Il controllo dei parametri ambientali negli allevamenti è di fondamentale importanza per ottenere produzioni elevate e di qualità e rispettare le normative sul benessere degli animali. L'aumento della temperatura durante il periodo estivo porta ad esempio ad una riduzione fino al 20% della produzione di latte da parte delle vacche. Mentre temperature basse negli allevamenti avicoli possono compromettere la salute dei polli.

Uno degli elementi da non sottovalutare è la presenza di gas nocivi. I gas di fermentazione come l'anidride carbonica, l'ammoniaca, il metano e l'acido solfidrico sono nocivi per gli animali e per gli operatori se raggiungono elevate concentrazioni all'interno dei ricoveri. Gas come l'ammoniaca (precursore del protossido di azoto) e il metano sono anche potenti gas ad effetto serra le cui emissioni in atmosfera devono essere limitate.

Ecco dunque che monitorare i parametri ambientali all'interno degli allevamenti è importante. La startup ligure Cynomys ha presentato durante Seeds&Chips Plinio, una piattaforma per monitorare differenti parametri all'interno delle stalle. Il sistema si compone di una piattaforma online e di sensori in stalla che rilevano temperatura, umidità, luminosità, rumore e presenza di gas nocivi (ammoniaca, acido solfidrico, anidride carbonica e metano).

Parametri da tenere sott'occhio singolarmente, ma anche nel loro complesso visto che sono interdipendenti. Ad esempio i livelli di umidità sono determinanti per lo sprigionamento dei gas di ammoniaca dalla lettiera. Così come d'inverno il mantenimento di temperature adeguate in stalla è più difficile se si assicura un adeguato ricambio di aria agli animali.

"Con Plinio è possibile monitorare i parametri ambientali per assicurare il benessere animale, la produttività e la salute dell'operatore", spiega ad AgroNotizie Ambra Milani, responsabile Ricerca&Sviluppo di Cynomys. "Tutti i dati sono protetti e accessibili dall'allevatore sul nostro portale. Lì è possibile consultare i parametri in tempo reale, accedere alle eventuali webcam presenti in azienda, al meteo, scaricare le statistiche e attivare sistemi di raffrescamento o riscaldamento".

Plinio è un primo passo verso la zootecnia 4.0, in cui sensori e algoritmi gestiscono in maniera automatizzata parte delle funzioni aziendali. Ad esempio è possibile settare il sistema per attivare sistemi di ventilazione, riscaldamento o di illuminazione in maniera automatica quando sono raggiunti certi parametri prestabiliti. Se ci si vuole invece fermare alla zootecnia 2.0 è possibile impostare un alert che arriva direttamente sullo smartphone dell'allevatore che poi può intervenire manualmente.

Plinio è utile per la gestione aziendale, ma anche per rispondere in maniera tempestiva ad eventuali controlli. Senza considerare poi il valore dei dati nell'ambito della tracciabilità. Oggi si fa un gran parlare di produzioni tracciate, ma spesso i dati disponibili sono pochi e il consumatore dell'animale conosce solo luogo di nascita, di allevamento e macellazione.

Attraverso la tecnologia blockchain, implementata in Plinio, l'allevatore è invece in grado di fornire al consumatore o alla Gdo una tracciabilità completa che tiene anche conto dell'ambiente in cui gli animali sono cresciuti. Un elemento di trasparenza che, si spera, si traduca in un vantaggio competitivo sul mercato.

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