Accedi Registrati Non ricordi la password? ?  
30 anni di Image Line
Una Mano per i Bambini

Non ridete di Mr. Bean

Nata dall'iniziativa di John Bean, in America, FMC è una multinazionale che affonda le proprie radici nelle attrezzature per l'agricoltura, ma si è evoluta nel tempo anche nel settore della chimica

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

storie-di-chimica-e-di-aziende.jpg

Storie di chimica e di aziende: FMC Corporation

Sono ormai passati 90 anni da quando FMC ha esordito allo Stock Exchange, ovvero la borsa, di San Francisco.
La storia della multinazionale americana va però riavvolta di diversi anni, partendo proprio da quel suo esordio ufficiale nel 1928. L'inizio dell'epopea bianco-rossa risale infatti al 1883, quando John Bean, omonimo del bizzarro personaggio televisivo inventato dall'attore britannico Rowan Atkinson, fonda la Bean spray pump company e mette a punto un particolare tipo di pompa ad alta pressione utilizzabile per trattare le colture agrarie.
Del resto, Bean in italiano significa "fagiolo", quindi già nel cognome del fondatore sembra quasi vi fosse un karma vocato all'agricoltura e alla produzione di cibo.
 
Alla pregevole età di 82 anni, nel 1901, John Bean dà vita all'evoluzione tecnologica delle sue prime invenzioni, ovvero la Magic pump, letteralmente la pompa magica, ovvero una pompa verticale capace di realizzare pressioni superiori a ogni altra soluzione similare presente sul mercato. Ciò permetteva di trattare più efficacemente le colture alte e fitte, come quelle frutticole.
 
Dal 1904 al 1928 la società viene incorporata in altre realtà aziendali, ma appunto nel 1928 ritorna a chiamarsi con il nome con cui era stata lanciata, o per lo meno uno quasi uguale: John Bean manufacturing company, quotata appunto a San Francisco il 14 settembre.
Il ritorno appare subito in grande stile, dal momento che solo due settimane dopo il ritorno sulle scene, la società acquisisce due altre aziende, ovvero la Anderson-Barngrover Co. e la Sprague-Sells, affermate produttrici di macchinari per l'inscatolamento. Ciò lancia la società al vertice delle aziende per la produzione di macchinari per la lavorazione degli alimenti.
Anche il nome quindi cambia, venendo scelto tramite un concorso che sceglie Food machinery corporation, il cui acronimo vive tutt'oggi.
 
Superate brillantemente le ambasce della Grande Depressione che attanagliò gli Usa dal 1929, FMC fece il proprio esordio nel settore dei mezzi per la difesa nel 1943, in pieno conflitto mondiale. Ciò avvenne tramite l'acquisizione della Niagara sprayer & chem. Co., all'epoca produttrice di fungicidi e insetticidi. Un settore dal quale la Casa bianco-rossa non si sarebbe più separata.
 
Dieci anni dopo, nel 1953, nasce anche la FMC Foundation, con intenti formativi ed educativi. Nei dieci anni successivi la società realizza un laboratorio di ricerca di sostanze chimiche, locato a Princeton, nel New Jersey, e dà vita a due joint venture in Giappone e in Brasile per produrre perossido di idrogeno.
A queste seguono a breve le licenze per la produzione di prodotti chimici in Argentina, come pure per realizzare attrezzature petrolifere in Messico e Giappone. Gli stabilimenti produttivi sono quindi realizzati a Cordoba, in Argentina.
 
L'esordio in Italia risale al 1960, quando FMC concede licenze per produrre bisolfuro di carbonio. Analoghe licenze verranno però concesse anche in Inghilterra e Brasile. Nel frattempo la filiale giapponese di FMC, denominata Tokai Denka Kaisha, inizia a produrre prodotti chimici a scopi industriali. L'anno dopo, nel 1961, il nome dell'azienda cambia ancora in FMC Corporation, mentre risale al 1962 la strutturazione dell'azienda sulla base di tre differenti divisioni: inorganica, biologica e Niagara, quella che da sempre si è occupata di agrofarmaci.
 
È del 1967 il lancio di Furadan, un nematocida/insetticida ad ampio spettro contenente carbofuran e destinato a un discreto successo commerciale e tecnico, specialmente su patata.
L'anno successivo, la compagnia si segmenta in quattro gruppi, ovvero macchinari, prodotti chimici, fibre&film e armamenti. FMC diventa nel frattempo fornitore di primo piano nel settore della glicerina sintetica, sostanza utilizzata per produrre dentifrici, ma anche chewing gum, business del tabacco e cosmetici.
 
È del 1972 il trasferimento della sede centrale a Chicago, nel mentre la società cede le attività meno redditizie, comprese le divisioni Fiber & Pump. Dopo esserci nata nel settore delle pompe, la casa di John Bean uscì definitivamente da quel mercato in quell'anno.
 
Gli anni '70 sono però turbolenti a livello sociale, richiedendo nuovi standard relazionali anche sul fronte delle risorse umane. Per tali ragioni, nel 1975 FMC decide di porre maggiore enfasi sullo sviluppo delle risorse umane, orientandosi verso una nuova struttura organizzativa più consona ai tempi.
 
Sul fronte commerciale, invece, il 1978 è l'anno in cui i bianco-rossi di Chicago diventano i secondi produttori al mondo di perossido di idrogeno, superando nel 1980 la soglia di un miliardo di dollari di fatturato. A tale risultato concorre Marshal, prodotto analogo a Furadan ma a base di carbosulfan, introdotto nei mercati europei e asiatici.
 
Un esperimento di nuovo business risale al 1982, quando FMC entra nel settore minerario tramite l'acquisizione di uno stabilimento sito a Green River, nel Wyoming. Il sito è vocato all'estrazione di minerali non metallici. Di lì a poco, nel 1985, gli obiettivi della società divengono chiari, acquisendo Lithium Corp. of America, il più grande produttore mondiale di litio, elemento chimico utilizzato in batterie, prodotti farmaceutici, lubrificanti, plastiche ad alta resistenza e chip per computer in silicio ad alta purezza.
 
Non che sul fronte della chimica agraria il marchio bianco-rosso si sia fermato, dato che nel 1986 introduce l'erbicida Command, a base di clomazone, lanciato in primis su soia. L'anno seguente è il turno di Cynoff, un insetticida contenente z-cipermetrina, e di Dragnet, a base di permetrina ed efficace come termiticida. Grazie a tali sviluppi, nel 1988 le vendite internazionali di agrofarmaci superano i 200 milioni di dollari. Non paga di ciò, la società registra negli Stati Uniti anche l'acaricida e insetticida Capture, contenente bifentrin e dedicato al cotone.
 
La divisione che si occupa di litio, però, sta muovendo passi da gigante e nel 1989 Asia Lithium Corp., una joint venture voluta da FMC, costruisce un impianto in Giappone per la lavorazione del cloruro di litio.
 
Anche il business della nutrizione sta però evolvendo rapidamente, anche nei bilanci di FMC, la quale, sempre nel 1989, introduce l'additivo alimentare Konjac e l'anno seguente lancia specifiche formulazioni per alimenti a basso contenuto di grassi.
Infine, nel 1991, la società apre uno stabilimento di carragenina a Cork, in Irlanda.

Intanto le vendite della Corporation superano i 4 miliardi di dollari, ai quali concorrono anche l'insetticida/nematocida Rugby, a base di cadusafos da applicarsi su banane, e l'insetticida piretroide Talstar, a base di bifenthrin e prallethrin, su cotone. Non paga di ciò, nel 1993 FMC realizza anche una joint venture con la società indonesiana P.T. Bina Guna Kimia per sviluppare il business agrochimico nel Far East, un processo che vedrà nel 1996 l'apertura in Cina, a Suzhou, di uno stabilimento di produzione.
 
Gli anni '90 vedono anche la nascita di un altro erbicida per la soia a base di sulfentrazone, per Brasile e Paraguay. Pure sul fronte dell'industria farmaceutica, FMC sa proporsi con alcuni prodotti utilizzabili nei processi produttivi, come i leganti Endurance ed Endurance Plus, o l'eccipiente masticabile Avicel CE.
 
Sul finire del decennio, nel 1997, FMC introduce in Europa carfentrazone-ethyl, come pure altri erbicidi, quali Affinity, a base di tribenuron methyl e thifensulfuron metyl, distribuito da DuPont, ma anche Lexus Class, miscela di carfentrazone-ethyl e flupyrsulfuron-methyl.
Infine Platform, erbicida per cereali contenente la miscela mecoprop-P e carfentrazone-ethyl.
         
I rapporti commerciali con DuPont si intensificano e nel 1998 FMC firma un accordo che conferisce l'esclusiva alla Casa di Wilmington per il sulfentrazone su soia in America, mentre FMC ne mantiene i diritti su tutti gli altri mercati globali.
 
La convivenza di macchinari e di sostanze chimiche non era però destinata a durare e nel 2000 FMC annuncia una ristrutturazione che prevede due società distinte, entrambe quotate in borsa.
La prima si continuerà ad occupare di macchinari, la FMC Technologies, e l'altra focalizzerà sui prodotti chimici, ovvero FMC Corporation. Quest'ultima ha progressivamente rafforzato questo ramo di business salendo nel ranking mondiale fino all'attuale quinta posizione con 3,8 miliardi di dollari di fatturato, risultato raggiunto anche grazie all'incorporamento di Cheminova nel 2015 e all'acquisizione nel 2017 di una quota significativa dell'attività di DuPont Crop Protection. Quest'ultima, per fondersi con Dow AgroSciences, ha dovuto alienare una parte corposa del proprio portfolio prodotti, uno su tutti Coragen, insetticida leader nella lotta ai lepidotteri, così come molte delle risorse umane sono passate da DuPont a FMC.
 
Ciò rende oggi FMC un player mondiale ad altissimo grado di specializzazione nel settore degli agrofarmaci, con 5.400 dipendenti, 26 siti produttivi, 23 di R&D, in cui la Società investe l'8% dei propri fatturati.
Un obiettivo che difficilmente John Bean avrebbe mai immaginato, lavorando sulle sue pompe a spalla nei primi del ‘900.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: agrofarmaci insetticidi erbicidi

Temi caldi: Storie di chimica e di aziende