Esiste un modo per ritardare l'invecchiamento di frutta e verdura? Forse sì, grazie alla recente scoperta del team  della Cornell University di New York guidato dal professor Su-Sheng Gan: il gene regolatore S3H, trovato nel corso di esperimenti sulla Arabidopsis thaliana, agisce come freno al processo di avvizzimento delle foglie: quando i suoi livelli sono alti aumenta la longevità della foglia, mentre la vita si accorcia se questi sono più bassi.

La notizia, riportata sul sito www.news.cornell.edu, è fondamentale per quanto riguarda la shelf-life dell'ortofrutta: potrebbe trattarsi della fonte di giovinezza di frutta e verdura.
Il professore Gan ha dichiarato che gli esperimenti in corso non avevano come obiettivo l'individuazione di quel gene: "Abbiamo trovato molto di più di quello che stavamo cercando - ha detto Gan - un passaggio chiave nel percorso del controllo della senescenza delle piante".

Il gene interagisce con l'acido salicilico, ormone che innesca lo sviluppo della piante e favorisce una risposta agli attacchi dei patogeni. "Quando la pianta accumula acido salicilico - spiega il professore - il gene S3H frena il processo di invecchiamento".
Mentre nelle piante col gene, le foglie impiegano più di nove giorni ad ingiallire, in quelle senza gene, l'ingiallimento avviene in meno di tre giorni. 

Secondo il professore, con ulteriori ricerche si potrà ritardare l'invecchiamento per settimane e si potrebbe arrivare ad un aumento delle rese dei raccolti e a piante più sane.