Mozzarella di bufala campana, programmazione parti è già ottimale

Il Consorzio di tutela annuncia oggi, sulla base dei dati Dqa, il raggiungimento dello storico obiettivo che consente di rinunciare al latte congelato

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

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La produzione di Mozzarella di bufala campana Dop è affidata a un centinaio di caseifici tra Campania e basso Lazio
Fonte foto: © bit24 - Fotolia

Il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana affida oggi alla redazione romana dell’Ansa il compito di precisare la posizione dell’ente in fatto di disciplinare di produzione e destagionalizzazione dei parti.

In pratica, la scomparsa dall’agenda del Consorzio di tutela della richiesta di variazione del disciplinare, contenente la possibilità di utilizzare il latte congelato durante l'inverno fino al 25% durante l’estate, sarebbe dovuta al raggiungimento di uno storico risultato: l’avvenuta destagionalizzazione dei parti nella maggior parte degli allevamenti, operazione che consente di aumentare la produzione nei mesi caldi, quando la domanda di Mozzarella Dop è più alta.

Una versione leggermente diversa da quella fornita venerdì scorso ad AgroNotizie dallo stesso direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, che associava ancora la questione aperta della programmazione della produzione di mozzarella con quella di una destagionalizzazione dei parti ancora da completare .

“La produzione di Mozzarella di bufala campana Dop, eccellenza di un centinaio di caseifici diffusi in particolare tra Campania e basso Lazio, è diventata costante da marzo a ottobre, grazie al lavoro compiuto negli ultimi anni sulla destagionalizzazione dei parti delle bufale. Ad annunciarlo è il Consorzio di tutela, sulla base del monitoraggio certificato dall'ente di certificazione Dqa nei 1371 allevamenti censiti al 31 dicembre 2015 nelle province di Caserta, Salerno, Napoli, Benevento, Latina, Frosinone, Roma, Foggia e Isernia" afferma un dispaccio dell’Ansa di oggi.

L’agenzia riporta poi l’affermazione del direttore tecnico del Dqa, Michele Blasi, intervenuto all’incontro presso l'associazione dei Consorzi Indicazioni Geografiche lo scorso 11 febbraio, ma che non era stata ancora resa nota: ''Finalmente è stato superato il problema della stagionalità della produzione di mozzarella, grazie alla programmazione della riproduzione dei capi su cui si è lavorato negli ultimi anni".

La produzione di latte bufalino viene destinata alla produzione della Mozzarella Dop durante tutto l'anno, mentre le eccedenze invernali, quando usualmente scendono i consumi, vengono declassate per via del congelamento e non più utilizzabili nella filiera Dop, oppure concorrono o alla produzione di Ricotta di bufala campana Dop, o ad altri formaggi bufalini a pasta filata o non filata.

In questo quadro, ha detto all’Ansa il direttore del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Pier Maria Saccani, "Non è all'ordine del giorno il via libera al congelamento del latte. Vogliamo piuttosto intervenire, visto il forte interesse manifestato nei canali Horeca, pizzerie gourmet e da grandi chef, su una valorizzazione dell'offerta, magari differenziata per areali di produzione, e sulla pianificazione della produzione, di concerto col ministero delle Politiche agricole".

I capi bufalini presso gli allevamenti inseriti nel sistema della Dop, secondo dati 2015 del Consorzio, sono 345mila. In Italia, ha precisato l'ente Dqa, sono 2mila gli allevamenti bufalini e di questi oltre l'80% ricade nell'area della Dop e sono iscritti al Piano dei Controlli.

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Tag: latte formaggi disciplinari marchi di tutela

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