L'estate parte in quarta

Tra rischio incendi e campagne riarse, la stagione estiva si preannuncia rovente. Per un abbassamento delle temperature bisognerà attendere la fine del mese

Andrea Tura di Andrea Tura

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

fine-mese-meteo-inizio-luglio-2017.jpg

La tendenza per i primi giorni di luglio: un vortice ciclonico potrebbe affondare sul Mediterraneo
Fonte foto: MeteoGiuliacci

Oltre la soglia dei 35°C in molte aree della Penisola, l’estate 2017 sembra partita davvero alla grande. Ma non è tutto, perché l’alta pressione africana rafforzerà ulteriormente i propri geopotenziali sul Mediterraneo, portando aria ancor più calda dal cuore del Sahara verso l’Italia.
Le perturbazioni verranno mantenute ben lontane dal nostro territorio e dovremo prepararci a sopportare giornate roventi, afose e per nulla gradevoli. Il picco del caldo è previsto al momento nella prima parte della prossima settimana.
 

Il punto della situazione

La pesante scarsità d’acqua, che rischia di aggravarsi nelle prossime settimane, ha messo ulteriore fermento tra gli enti regionali, che iniziano a proporre a gran voce dichiarazioni dello stato di emergenza nazionale, con Toscana ed Emilia Romagna in prima linea. La situazione della siccità continua ad essere critica ed in molti territori è già molto grave, tanto da non riuscire più a garantire risorse idriche potabili per le coltivazioni e l'allevamento.
Inoltre, dopo il pesante evento in Portogallo, sale la preoccupazione anche in Italia sul rischio incendi, dato il caldo intenso e la mancanza di precipitazioni dell’ultimo periodo. La Protezione Civile ha difatti invitato “tutte le Regioni che ancora non lo hanno fatto, di dotarsi con mezzi antincendio” con particolare riferimento a Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria, che non hanno mezzi aerei disponibili per intervenire sugli incendi boschivi più impegnativi.

Il primo giorno dell’estate - sul calendario, perché dal punto di vista termico la stagione ha avuto inizio almeno un mese fa - ha visto la colonnina di mercurio impennarsi in molte città.
Naturalmente tra le aree più calde rientrano le zone interne delle regioni centrali, l’intera Pianura Padana e le vallate più ampie del settore alpino. Dati alla mano il termometro ha registrato un incredibile +38°C a Merano (la città più calda d’Italia), +37°C a Catania, +35°C a Capo Bellavista, Bolzano, Forlì, Bologna e Ferrara, +34°C a Reggio Emilia, Modena, Foggia e Grottaglie, +33°C a Piacenza, Parma, Ravenna, Cesena, Torino, Alghero, Firenze, Amendola, Perugia e Brescia, +32°C a Frosinone, Arezzo, Milano, Lecce, Novara e Pescara, +31°C a Rimini, Olbia, Roma, Guidonia, Treviso, Ancona ed Aviano.
Naturalmente le località di alta montagna e quelle marine mostrano valori più bassi, al di sotto dei 30°C, anche se localmente l’afa ha reso comunque opprimente il contesto.
 

Analisi

Il problema principale che affligge l’interno continente europeo, da dieci anni a questa parte, è la totale assenza dell’anticiclone delle Azzorre. Non è una novità e purtroppo al suo posto in queste giornate roventi troviamo puntualmente l’alta pressione africana, una struttura anticiclonica ben più coriacea, carica di umidità e aria calda.
L’elemento che più spicca in questo cambiamento climatico è la radicale mutazione dell’assetto barico, con l’alta pressione oceanica estremamente sbilanciata ad ovest, ormai protagonista indiscussa delle coste orientali statunitensi. 
Mancando quindi un flusso zonale con asse ovest-est, ci ritroviamo spesso sotto scambi meridiani con nuclei in discesa da nord, più freddi del normale, e incursioni dal cuore del Sahara, ben più roventi del normale. E’ chiaro che tale situazione va anche ad innescare contrasti termici più incisivi, con fenomeni meteorologici localmente estremi.
 

Verso i famosi 40°C all’ombra

Negli anni ’90 era un fenomeno più unico che raro, ma oggi è quasi la quotidianità: i 40°C potrebbero difatti essere alla portata dell’imminente scalata termica che avrà inizio nelle prossime ore. 
Le giornate più calde potrebbero essere quelle d'inizio settimana, specie sulle regioni centro meridionali e sulle Isole maggiori. Un’umidità relativa in netto accumulo nei bassi strati intensificherà inoltre la sensazione di afa.
 

Qualche novità in vista

Le ultime elaborazioni emesse dai modelli previsionali non trasmettono troppo ottimismo, ma comunque qualche spiraglio permane per una via d'uscita tra fine giugno e inizio luglio, quando le correnti occidentali, quindi atlantiche e rinfrescanti, potrebbero intrufolarsi nel cuore del Mediterraneo e smorzare gradualmente la pesante canicola, in vista di un più corposo cambiamento garantito da un affondo depressionario verso le Alpi, che innescherà un peggioramento del quadro meteorologico.
Non si tratterà, per intenderci, della svolta decisiva, anche perché l’estate è appena iniziata e le proiezioni modellistiche a lungo termine, alla luce di alcuni elementi climatici, sono anch'esse propense a continue ed intense incursioni africane anche a luglio.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie Meteo

Autore:

Tag: meteo previsioni e tendenza meteo settimanale

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 250.572 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner