In vista del 16 luglio 2022, data in cui verrà pubblicato il Nuovo Regolamento Europeo dei Fertilizzanti, è bene prepararsi approfondendo il tema dei biostimolanti che saranno i veri protagonisti della nuova norma.

Quale momento migliore poi, se non il contesto complesso in cui stiamo vivendo. Le materie prime per i fertilizzanti chimici scarseggiano e i prezzi sono alle stelle. L'agricoltore ha il compito di ridurre le perdite dei fertilizzanti per ammortizzare i costi e utilizzare prodotti alternativi, più efficienti e in linea anche con la minaccia dei cambiamenti climatici.

È di questo che si è parlato nel corso della terza edizione della Biostimolanti Conference che si è tenuta in formula mista, sia online che in presenza. L'edizione 2022 è stata organizzata dall'Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura (Arptra) e da Fruit Communication, con il patrocinio della Società Orticola Italiana (Soi). Fertilgest®, la banca dati dei fertilizzanti, dei concimi e dei substrati che insieme ad AgroNotizie fa parte del network di Image Line, è stato content partner dell'evento.

La Biostimolanti Conference si è tenuta nell'arco di due giornate (2 e 3 marzo 2022) suddivise in quattro sessioni a seconda della coltura di riferimento. In questo articolo verrà trattata la prima sessione moderata da Massimo Mirabella, direttore di Agrisicilia, sul tema "Pomodoro e orticole".

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I biostimolanti per aumentare la tolleranza agli stress abiotici nel pomodoro

Il pomodoro è uno degli ortaggi più consumati al mondo, componente essenziale della dieta mediterranea. Gli stress abiotici, come innalzamento delle temperature, aumento della salinità dei suoli e siccità, influenzano negativamente le fasi di crescita vegetativa e riproduttiva del pomodoro con conseguenti perdite di raccolto fino al 70%.

Considerata l'importanza di questa coltura, lo sviluppo di nuove pratiche di gestione, per esempio i biostimolanti, per aumentare la tolleranza agli stress abiotici, potrebbe contribuire alla produzione alimentare globale. Una soluzione innovativa presentata nel corso della mattinata attraverso ricerche universitarie e prove sperimentali.

Il ricercatore Alessio Vincenzo Tallarita ha presentato il lavoro di Gianluca Caruso, professore di Orticoltura e Floricoltura presso l'Università di Napoli, dedicato alla "Interazione tra biostimolanti e salinità su produzione e qualità del pomodoro 'miniplum'". Questa tipologia di pomodoro produce frutti adatti al consumo fresco, dalla forma tondo ovale e dal peso di circa 25-30 grammi. L'idrolizzato proteico di Fabaceae, Activeg, di Hydro Fert è stato applicato in tempi diversi (tre, sei e nove volte) ed è stata osservata la produzione e la qualità dei frutti di pomodoro in serra durante ll'autunno e l'inverno.

Il biostimolante applicato tre o sei volte ha portato alle rese più elevate, mentre sei o nove irrorazioni hanno aumentato la compattezza del frutto, il residuo secco, i solidi solubili e gli antiossidanti. Il trattamento biostimolante ripetuto sei volte è quello che ha dato le migliori performance complessive del pomodoro in termini di resa dei frutti, qualità e contenuto di antiossidanti. Activeg si è rivelato, quindi, un buono strumento per soddisfare elevate aspettative di produzione, qualità e sostenibilità della coltura di pomodoro in condizioni di elevata salitinità.

Sempre dall'Università di Napoli, l'intervento della ricercatrice Silvana Francesca, che ha parlato della "Caratterizzazione della risposta fisiologica agli stress combinati e all'uso di biostimolanti in pomodoro", in particolare della combinazione dello stress da alte temperature e dello stress idrico che possono portare ad elevate riduzioni della resa. In questo studio è stato testato l'idrolizzato proteico di origine vegetale chiamato Cyco Flow per verificare il conferimento della tolleranza agli stress abiotici del pomodoro. Il biostimolante è stato applicato in fertirrigazione al trapianto ogni 15 giorni e poi in applicazione fogliare.

È stata stimolata la crescita del pomodoro (piante fino al 48,5% più alte), il numero di frutti (fino al 105,3%) e il contenuto di antiossidanti, maggiore rispetto alle piante non trattate sia nelle foglie che nei frutti. Complessivamente, l'uso del biostimolante ha portato a migliori prestazioni vegetali attribuibili anche a un più forte sistema di difesa antiossidante, e a una migliore qualità nutrizionale dei frutti. I trattamenti con Cyco Flow potrebbero facilitare l'adattamento agli stress abiotici a causa della sua presunta azione simile alle citochinine e della sua alta concentrazione di glicina betaina nota per mitigare l'effetto dello stress da calore.

Maria Teresa Cardarelli dell'Università degli Studi della Tuscia, ha parlato dell'uso dei biostimolanti nel pomodoro da industria. In particolare, sono tre i momenti in cui si può efficientemente applicare un biostimolante: al seme, in vivaio e in pieno campo. I trattamenti nelle prime fasi di crescita promuovono il rapido superamento della crisi di trapianto, la crescita radicale, lo sviluppo vegetativo e la resistenza agli stress ambientali.

I trattamenti al seme possono essere fatti all'esterno oppure attraverso l'immersione del seme per diverse ore in una soluzione biostimolante. È il così detto priming fatto con biostimolanti non microbici. I vantaggi di questa tecnica sono diversi: incremento della germinabilità, velocità di germinazione, sincronizzazione della germinazione e migliorata germinazione in condizioni ambientali subottimali o avverse (temperatura, salinità) e aumentata vigoria delle piantine (aumento della biomassa, miglior sviluppo delle radici) e delle performance post-trapianto.

Gli altri trattamenti possono essere fatti in vivaio durante la fase di crescita della piantina; in questo caso è il contenitore alveolato ad essere immerso nella soluzione biostimolante. Le applicazioni in vivaio incrementano gli standard qualitativi della piantina, aumentano il ritmo di crescita, migliorano le performance post-trapianto e incrementano il rapporto radice/parte epigea. Le applicazione in pieno campo, invece, consistono in trattamenti fogliari o al suolo in fertirrigazione con sostanze biostimolanti durante la fase riproduttiva per aumentare l'allegagione dei frutti e sostenere la produzioni in condizioni di stress.

Biostimolanti anche per gli ortaggi da foglia

Youssef Rouphael professore presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II ha parlato dell'uso dei biostimolanti negli ortaggi da foglia. I dati Faostat 2020 dicono che la produzione orticola europea è pari a 152 milioni di tonnellate, pari a 411,8 miliardi di euro (Istat 2020). In Italia gli ettari destinati agli ortaggi sono pari a 677mila. Si parla per lo più di lattuga, spinacio, indivia e radicchio.

Diversi studi hanno testato l'effetto dei biostimolanti su orticole e microgreens, quelle piantine raccolte quando i cotiledoni sono completamente espansi ed è presente la prima coppia di foglie vere. I risultati dicono che i biostimolanti sono un valido strumento green per migliorare la resa e la qualità degli ortaggi da foglia coltivati sia su suolo che in idroponica. Per massimizzare il loro effetto è importante definire, per le diverse colture, i dosaggi, le modalità e la frequenza di applicazione in funzione dello stadio fenologico, delle condizioni ambientali e del sistema di coltivazione.

Le proposte delle aziende

Valagro: per migliorare l'assorbimento di nutrienti da parte delle piante coltivate, l'azienda propone diversi biostimolanti in grado di agire direttamente e indirettamente sullo stato nutrizionale della pianta. Nel gruppo dei biostimolanti ad azione diretta ci sono Actiwave, che aumenta l'assorbimento dei nutrienti e ottimizza la concimazione minerale, e YieldOn consigliato soprattutto per le colture industriali, in grado di aumentare la capacità del floema di trasportare nutrienti verso il frutto e le cariossidi. I biostimolanti ad azione indiretta proposti da Valagro, invece, possono essere applicati sia per via fogliare (MC Extra, MC Cream e Megafol) che per via radicale (Radifarm, Viva e Talete).

AlChem - APC Agro: i biostimolanti della Linea Pepton sono a base di idrolizzati proteici e hanno un'alta concentrazione in amminoacidi. Permettono una risposta immediata della pianta agli stress e ne migliorano lo sviluppo, la radicazione, e la produzione di infiorescenze e frutti. In particolare, sono stati presentati tre biostimolanti. Peptone 85/16 ha un alto valore nutrizionale, migliora la resistenza agli stress abiotici e potenzia lo sviluppo della pianta; Pepton Plus ha una elevata concentrazione in amminoacidi, stimola la fioritura, l'allegagione e aumenta la dimensione dei frutti; ProthemCO è un idrolizzato proteico in sospensione concentrata di facile impiego che aumenta il vigore delle colture.

Green Has: l'azienda ha presentato il prodotto Vivema Soil caratterizzato da un corretto bilanciamento di tannini a diversa struttura chimica. I tannini idrolizzabili sono prontamente disponibili per le radici, promuovono lo sviluppo delle piante nelle prime fasi del ciclo e l'allungamento delle radici; i tannini condensati sono caratterizzati da un rilascio graduale e hanno un elevato potere antiossidante e una importante attività prebiotica nel suolo. A seguito dell'utilizzo di Vivema Soil si osserva, infatti, un aumento della biodiversità che a sua volta migliora le interazioni delle comunità microbiche soprattutto delle specie antagoniste naturali di funghi e batteri patogeni.

Hydro Fert: è stato mostrato l'effetto biostimolante e antistress su pomodoro in camera di crescita di Dynamic. Il prodotto è un promotore della crescita di origine vegetale a base di idrolizzato proteico e alghe applicabile durante tutto il ciclo di coltivazione per via fogliare o radicale a basse dosi d'applicazione. Stimola l'accrescimento vegetativo e radicale e aumenta la vigoria della pianta in condizioni di stress.

Scam: l'azienda ha presentato i prodotti Stimox Mat, concime organo minerale NK in sospensione con microelementi a basso tenore di cloro, Linfor, concime organico azotato fluido biochimicamente attivo per fertirrigazione e Newferstim 6-12, concime organo minerale NP fluido in sospensione per la fertirrigazione in grado, su pomodoro, di accorciare il ciclo di produzione in pieno campo.

Tradecorp: è stato lanciato il nuovo biostimolante Biimore ottenuto da un processo di fermentazione di substrati vegetali. Biimore è particolarmente efficiente perché richiede dosi estremamente basse che vanno da 25 a 200 millilitri ad ettaro per applicazione. Biimore può essere utilizzato per migliorare l'ingrossamento dei frutti e lo sviluppo vegetativo delle colture orticole. Su pomodoro si ottiene aumento della resa e dosi pari a 100 millilitri ad ettaro.

Agricola Internazionale: Crop+ è il nuovo prodotto dell'azienda ottenuto tramite un processo di fermentazione. Ha elevata attività antiossidante utile a mitigare gli stress abiotici, migliora l'efficienza d'uso dei nutrienti, la qualità e la resa delle colture.


Per continuare ad approfondire i temi dell'incontro, scarica le presentazioni a questo link e guarda il video della giornata

 



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Questo articolo è stato modificato il 10 marzo 2022: il nome del moderatore della prima sessione è Massimo Mirabella, non Massimiliano

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L'uso dei biostimolanti su pomodoro può aumentare la tolleranza della coltura agli stress abiotici (Foto di archivio) Fonte foto: © EduardSV - Adobe Stock