"Un quadro europeo complicato", Alessandro Dalpiaz, direttore di Assomela, definisce così il mercato di quest'anno. Secondo gli ultimi dati, le previsioni della stagione melicola vedono intorno ai 12 milioni di tonnellate il prodotto di quest'anno. "Un milione di tonnellate in più - ha precisato Dalpiaz - rispetto a quello che si suppone sia l'equilibrio fra domanda e offerta".

 

Si è parlato ovviamente anche di mercato all'ultima edizione di Interpoma che si è tenuta a Bolzano fra il 17 e 19 novembre scorsi, a quattro anni dall'ultima edizione fisica della fiera. La fotografia scattata da Dalpiaz e da Wapa, l'Associazione Mondiale dei Produttori di Mele e di Pere, non fa stare tranquilli.

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Le sfide della stagione 2022-2023, quando ancora non tutto il prodotto è stato raccolto, si chiamano costo dell'energia, mancanza di manodopera, inflazione e quindi potere d'acquisto ridotto per il consumatore. "I raccoglitori - ha detto ancora Dalpiaz - sono prevalentemente ucraini. C'è poi il problema del fattore costo dell'energia che rende difficile per molti dei produttori conservare le mele, una buona parte del prodotto non verrà posto in conservazione, ma verrà probabilmente destinato all'industria di trasformazione". In particolare in Polonia la difficoltà riguarda la manodopera. Nonostante la produzione potenzialmente in crescita (4,7 milioni di tonnellate), è molto probabile che parte del raccolto venga lasciato sulle piante.

 

I dati provvisori che riguardano l'Italia, che vale intorno al 22% della produzione europea di mele (dato in valore), fra i principali Paesi con Polonia e Francia, vedono poco più di 2 milioni di tonnellate, sostanzialmente in linea con la produzione 2021. In crescita la produzione biologica con oltre 220mila tonnellate rispetto alle 190mila della scorsa stagione. Fra le notizie positive va tenuto in conto il contesto produttivo internazionale con la Cina e gli Stati Uniti che hanno prodotto meno. Secondo Wapa, la Cina ha segnato un -20%, gli Usa -4%.

 

Le sfide del comparto melicolo

 

"Sicuramente la sfida all'inizio di stagione - ha detto Klaus Hölzl, responsabile Vendite di Vog, Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell'Alto Adige composto da dodici cooperative, per 4.600 aziende - è stato il caldo, con la sua influenza sulla qualità e sul consumo. In Italia le persone in settembre non hanno comprato mele ma hanno comprato ancora frutta estiva. E questo sicuramente ha influenzato molto l'inizio della campagna 2022-2023. Per quanto riguarda le prospettive peserà molto l'inflazione sul potere d'acquisto delle persone. Sul discorso varietà, in Italia restano quelle classiche ma c'è un spostamento che si nota verso le nuove varietà, quelle con più sapore e con un gusto più fresco. Ciò succede soprattutto fra i più giovani".

 

A proposito di varietà, Interpoma 2022 è stata anche l'occasione per vedere raccolte, in una mostra, più di sessanta varietà di mele club dai principali Paesi produttori. Si tratta dell'Interpoma Variety Garden, curato da Walter Guerra, ricercatore esperto pomologo del Centro di Sperimentazione Laimburg. Le mele club rappresentano infatti un'occasione per differenziarsi sul mercato e riguardano circa il 16% della superficie melicola italiana, il 23% di quella dell'Alto Adige. "In Alto Adige - ha detto Walter Guerra - negli ultimi cinque anni abbiamo investito molto su queste nuove varietà. Abbiamo oltre venti varietà club messe a dimora. In tutta Italia sono trenta e quindi si sta andando molto in questa direzione. Queste sono tutte varietà che ovviamente hanno un brevetto. Poi però hanno delle esclusive sulla propagazione, sulla coltivazione, sulla commercializzazione. Quindi non tutti possono coltivarle. Solo chi ha un contratto con l'editore o chi ha la licenza. Hanno un marchio e un logo".

 

Nuovo look per le mele?

 

Ma a cosa guarda l'innovazione varietale è ancora Walter Guerra a rispondere: "Ricordo che ci sono oltre cento programmi di miglioramento genetico nel Mondo. In Italia stanno già pensando alla mela del futuro. Oltre alla conservabilità, quello che dobbiamo aggiungere è la resilienza. Le varietà resistenti, tolleranti, robuste ai tanti patogeni, per consentire anche una coltivazione sempre più sostenibile". E Guerra conferma le tendenze di gusto: "Si va in direzione del dolce, è importante poi anche la texture, quindi la tipologia di polpa. Ci sono queste novità che vengono soprattutto dagli Stati Uniti: succose e croccanti. Le nuove generazioni vogliono una mela interessante".

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