L'agricoltura accetta la sfida: produrre di più inquinando di meno

In occasione della Giornata della Terra, nel sesto episodio di Global Trends BKT affronta il cambiamento climatico e il ruolo che può avere l'agricoltura

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BKT ha intervistato, da sinistra: John Reilly, Tom O'Dwyer, Lisa Bellocchi, Francesco Cavazza
Fonte foto: BKT

Il cambiamento climatico è forse una delle più grandi sfide che il Mondo deve affrontare. I fenomeni climatici estremi dagli effetti devastanti diverranno sempre più frequenti se non si riuscirà a intervenire concretamente.

 

Il nuovo episodio di Global Trends, il format di BKT dedicato alle grandi tematiche legate all'agricoltura, in occasione della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), racconta quali misure il mondo agricolo, uno dei maggiori produttori di gas serra, sta mettendo in atto per fronteggiare la situazione.

 

Il comparto agricolo può attivamente operare nella lotta al cambiamento climatico attraverso l'adozione di pratiche più efficienti e sostenibili in grado da un lato di soddisfare il fabbisogno alimentare mondiale, e dall'altro di ridurre l'impatto sull'ambiente.

 

Una lotta comune

L'emergenza climatica richiede strategie globali e, allo stesso tempo, adattabili alle diverse realtà locali: un processo difficile vista l'elevata eterogeneità dei contesti agricoli. Tuttavia, esistono politiche universalmente valide. Un esempio sono gli incentivi per attuare pratiche per la tutela di ambiente e suolo.

 

"Oltre a politiche e regolamentazioni, occorre anche l'educazione che rappresenta uno strumento importantissimo per sensibilizzare i professionisti del settore" sottolinea John Reilly, economista presso il Massachusetts Institute of Technology.

 

"Per quanto riguarda la formazione, l'Italia coordina Fields, un progetto leader che coinvolge agricoltori e università di 12 Paesi europei. Sono inoltre in arrivo finanziamenti per 1,5 miliardi di euro dal Pnrr, che verranno interamente impiegati per interventi agro climatico ambientali" racconta Lisa Bellocchi, presidente dello European Network of Agricultural Journalists.

 

Acqua, troppa o troppo poca?

Gli eventi meteorologici estremi, come siccità prolungate nei periodi estivi, piogge torrenziali e violente grandinate, sono uno degli effetti del cambiamento climatico che più impattano oggi l'agricoltura.

 

"In Italia contro la siccità, grazie all'aiuto pubblico, sono stati sviluppati sistemi di irrigazione ad alta tecnologia, che permettono di dimezzare l'utilizzo dell'acqua. Inoltre, con le università, sono state sviluppate nuove varietà che richiedono meno acqua e crescono a temperature più elevate" racconta Lisa Bellocchi. "Si è scelto di contrastare il problema agendo su tre punti: l'utilizzo della tecnologia, la formazione degli agricoltori e lo sviluppo di progetti per lo stoccaggio dell'acqua piovana".

 

Il Centro di Ricerca italiano Acqua Campus, parte del Canale Emiliano Romagnolo, è un Polo all'avanguardia dedicato alla R&D di nuove tecnologie, ma anche allo studio e al monitoraggio di diversi aspetti come clima, risorse naturali e precipitazioni.

"Di recente, un nostro studio condotto in Emilia Romagna ha mostrato come le precipitazioni sono cambiate non tanto in quantità, quanto in frequenza, concentrandosi in determinati periodi dell'anno e creando quindi problemi di siccità nei mesi estivi" racconta Francesco Cavazza, ricercatore presso Acqua Campus.

 

Perdite di azoto

"Anche l'utilizzo in modo efficiente dei fertilizzanti azotati è essenziale per ridurre le emissioni e l'impatto ambientale, grazie all'agricoltura di precisione e alle nuove tecnologie è possibile distribuire i fertilizzanti nei giusti tempi e nelle giuste quantità" commenta John Reilly.

 

"Nello studio condotto all'Acqua Campus si è osservato anche che la variazione di frequenza delle piogge porta a problemi di lisciviazione di nitrati e fosfati. Per ovviare a questo problema ed evitare la perdita dei nutrienti è possibile intervenire utilizzando ad esempio concimi organici o la fertirrigazione" spiega Francesco Cavazza.

 

Dall'Italia all'Irlanda

Un'ultima testimonianza di strategia per la riduzione dell'impatto dell'agricoltura arriva dall'Irlanda, che con il suo progetto Signpost Programme punta a ridurre le emissioni di gas serra del comparto agricolo, tutelando la biodiversità e creando imprese agricole più redditizie e sostenibili.

 

"L'Irlanda si è impegnata ad azzerare le emissioni entro il 2050" commenta Tom O'Dwyer, responsabile del progetto presso l'Autorità irlandese per l'Agricoltura"Il Signpost Programme - grazie a oltre cinquanta partner, comprese le maggiori organizzazioni del settore e le istituzioni di riferimento - prevede un sostegno diretto agli agricoltori attraverso formazione e supporto per l'adozione di tecnologie e buone pratiche sostenibili".