Ulivicoltura circolare in Toscana

Un progetto per catturare CO2, produrre energia, favorire l'agricoltura e promuovere la ricerca. A cura di Mario A. Rosato

Mario A. Rosato di Mario A. Rosato

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Uliveto toscano
Fonte foto: Scapigliato Srl

Scapigliato Srl è una società al 100% del Comune di Rosignano Marittimo (Li) che si occupa della gestione del Polo impiantistico di Scapigliato, di un impianto di recupero nel Comune di Cecina e della manutenzione del verde pubblico nel Comune di Rosignano Marittimo. L'azienda svolge le attività di smaltimento e trattamento dei rifiuti urbani e di rifiuti speciali non pericolosi, produzione di energia da fonti rinnovabili, manutenzione del verde pubblico, disinfestazione e derattizzazione, e distribuzione di energia elettrica a tariffe agevolate.

Il Polo impiantistico di Scapigliato è nato nel 1982 come discarica controllata di rifiuti del territorio della Bassa Val di Cecina, con lo scopo di permettere la chiusura di decine di discariche inadeguate e ambientalmente dannose sparse a quei tempi in tutto il territorio. Oggi il concetto di discarica è superato, sia dall'evoluzione tecnologica che normativa, per cui l'azienda ha intrapreso un progetto molto ambizioso: compensare le emissioni climalteranti della discarica, all'insegna dell'economia circolare, valorizzando allo stesso tempo anche il paesaggio e la tradizione agricola locale, e curando perfino l'estetica degli impianti.


I tre pilastri dell'economia circolare

La sostenibilità di un sistema produttivo è spesso rappresentata da tre pilastri: l'economia, la società e l'ambiente.

Il progetto intrapreso dal comune, attraverso la sua azienda controllata, non ha tralasciato nessuno dei tre aspetti.

Industria ed economia
È prevista la costruzione di impianti di selezione e trattamento alternativi in grado di trasformare il rifiuto in energia e in materia prima secondaria, che porteranno ad una forte riduzione dei rifiuti in discarica, al miglioramento ambientale e all'incremento occupazionale.

L'azienda possiede già un digestore "classico" - per produzione di energia elettrica - e prevede un investimento di 40 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto, con capacità per processare 90mila tonnellate/anno di Forsu, Frazione organica dei rifiuti urbani.

Si stima la produzione in circa 5.500.000 m3 di biometano all'anno, ai quali si somma il recupero della CO2, che verrà utilizzata da alcune industrie vicine. L'impianto adotterà il processo a umido, il digestato verrà poi compostato e distribuito agli agricoltori e ai vivaisti locali.

Ambiente
L'azienda intende piantare 200mila ulivi, distribuiti su una serie di appezzamenti dalla superficie complessiva di 600 ettari. Il progetto verrà svolto in collaborazione con il Consorzio Terre dell'Etruria, una cooperativa che raggruppa oltre 3.500 aziende agricole.

Il consorzio ha proposto l'ulivo come coltura principale per tre ragioni:
  • Benefici idrogeologici, perché il forte apparato radicale serve a prevenire l'erosione.
  • Benefici ambientali, intesi come compensazione delle emissioni della discarica nel passato.
  • Vantaggi economici: l'olivicoltura è largamente praticata nella zona, che tradizionalmente produce olio di alta qualità.

Poiché gli appezzamenti sono distribuiti sul territorio, intercalati da altre colture, il progetto salvaguarda la biodiversità agricola. La biodiversità è anche tenuta in considerazione in una area di 70 ettari, dove è stata prevista la coltivazione di pioppi e altre essenze, e perfino la sperimentazione della tartuficoltura. Inoltre, 63 ettari saranno lasciati a prato.

Il sesto d'impianto degli ulivi sarà 6 per 3, 6 per 4 o 6 per 5, a seconda del lotto, per poter intercalare altre colture fra i filari. Verranno acquistati solamente ulivi certificati, ed il monitoraggio di eventuali attacchi di Xylella sarà a carico della Regione Toscana. Si stima l'inizio della produzione degli ulivi fra cinque anni. Una volta in produzione, l'estrazione dell'olio avverrà con un processo a due fasi per minimizzare la produzione di acque di vegetazione. Il nocciolino verrà impiegato come combustibile nello stesso frantoio. La sansa non verrà disoliata - perché tale processo comporta l'uso di solventi e non è considerato ecologico - e sarà quindi destinata all'impianto di biogas assieme alle acque di vegetazione.

Nell'ambito del progetto di ripristino ambientale dell'area discarica dismessa, un terreno molto argilloso, è stata sperimentata con successo la coltivazione della sulla. Verranno inclusi altri fiori selvatici, in modo da creare un'oasi per le api e gli insetti pronubi in generale.

Infine, e sempre nell'impegno per compensare le emissioni della vecchia discarica, sono state firmate convenzioni con tredici comuni i quali riceveranno dall'azienda alberi da piantare nei luoghi pubblici. Gli aspetti paesaggistici e architettonici del rinverdimento della discarica e della costruzione dei nuovi impianti sono stati affidati al famoso architetto Mario Cucinella (Foto 1 e Foto 2). I muri perimetrali saranno costruiti in terra armata, per evitare l'uso del cemento, ed il progetto prevede inoltre un centro visitatori, nel quale accogliere studenti delle scuole oppure "ecoturisti". L'area della ex discarica verrà convertita in un parco.

Rendering fotorealistico del progetto di riqualificazione della discarica ed integrazione nel paesaggio agricolo circostante
Foto 1: Rendering fotorealistico del progetto di riqualificazione della discarica ed integrazione nel paesaggio agricolo circostante

Planimetria dell'area di riqualificazione della discarica nel contesto agricolo circostante
Foto 2: Planimetria dell'area di riqualificazione della discarica nel contesto agricolo circostante

Sviluppo sociale
In un progetto imperniato sulla sostenibilità non poteva mancare l'attenzione per la società civile. L'azienda donerà gli ulivi e darà in gestione gli appezzamenti di sua proprietà alle aziende del Consorzio Terre dell'Etruria che ne faranno domanda, in modo da favorire l'agricoltura locale. Inoltre è prevista la costruzione di 30 ettari di serre per produzione orticola e floristica, che creeranno circa duecento posti di lavoro e sfrutteranno parte del biometano e del compost prodotti dall'impianto di trattamento della Forsu.

Infine, è prevista la creazione di un polo di ricerca, incluso l'incubatore per le startup innovative, che creerà in futuro dei posti di lavoro altamente qualificati, difficili da valutare nell'attuale fase preliminare. Uno dei progetti, presentato dalla Scuola Sant'Anna, prevede lo sviluppo di robot che saranno in grado di smantellare e selezionare rifiuti compositi, ad esempio elettrodomestici. All'interno del polo di ricerca verrà svolto, in collaborazione con il Gruppo Acea, un progetto dal valore complessivo di 14 milioni di euro avente per scopo lo sviluppo di nuove tecnologie per la gestione ecologica dei rifiuti e di una piattaforma di scambio tecnologico fra aziende del settore.

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora a Rosignano Marittimo esistono tutti i presupposti per lo sviluppo sostenibile del territorio nei prossimi anni.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: rifiuti olivicoltura ambiente biodiversità sostenibilità

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