Quali sono le migliori università al mondo dove studiare agraria? E come si posizionano a livello globale gli atenei italiani? Per dare una risposta a questa domanda basta spulciare la classifica messa a punto da Shanghai Ranking che ogni anno elabora una classifica dei migliori atenei del mondo, in termini assoluti e suddivisi per facoltà.

Risulta così che sul podio si posiziona a medaglia d'oro l'olandese Wageningen, seguita dalle cinesi China Agricultural University e Nanjing Agricultural University. Mentre per trovare un nome italiano bisogna scivolare fino alla posizione quarantanove, dove troviamo l'Università di Padova.

L'Università di Bologna, quella di Milano, la Federico II di Napoli e l'Università di Torino sono ancora più in basso, tra il 76esimo e il 100esimo posto. E poi ancora più giù l'Università di Firenze, la Cattolica del Sacro Cuore, l'Università della Tuscia e quella di Pisa. Oltre il 200esimo posto troviamo la Sapienza di Roma, l'Università di Bari, quella di Perugia e di Sassari. E poi ancora più giù l'Università di Udine, di Verona e di Bolzano. L'Università politecnica delle Marche è oltre il 300esimo posto, insieme alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, all'Università del Molise e a quella di Palermo.
 
La classifica degli atenei

Si tratta ovviamente di una classifica che prende in considerazione diversi indicatori e dunque non può essere intesa come una classifica assoluta di qualità di un ateneo. Basti pensare alle piccole facoltà che hanno numeri bassi in termini ad esempio di pubblicazioni o di brevetti, ma esprimono eccellenze su specifici campi.

Al di là di queste considerazioni l'Italia non si posiziona molto bene, superata dalla famosa Wageningen e dagli atenei cinesi che negli ultimi venti anni hanno scalato con costanza le classifiche. La Cina sta investendo moltissimo in formazione a 360°, ma soprattutto in agricoltura. Il paese soffre infatti di una arretratezza cronica in questo settore produttivo e sta cercando di sviluppare una agricoltura più moderna e sostenibile. In quest'ottica devono essere intese acquisizioni anche importanti, come quella della svizzera Syngenta.
 
Per trovare un ateneo statunitense si deve scendere al quinto posto, con l'University of California, Davis, seguita al settimo dalla Cornell University, al decimo dalla Florida University e all'undicesimo dalla Michigan State University, dove lavora un professore italiano, Bruno Basso.
 
Si posizionano bene anche gli svedesi, all'ottavo posto (Swedish University of Agricultural Science) e i francesi, al dodicesimo gradino (Paris Saclay). La Danimarca è al 14esimo posto con l'Università di Copenhagen, mentre la Germania è al 14esimo con quella di Ghent.

Il primo tra i paesi in via di sviluppo (se così si può definire) è il Brasile, al 23esimo posto con l'Università di San Paolo, mentre il Messico è oltre il centesimo posto.

Se guardiamo all'Europa troviamo in testa l'Olanda, seguita dalla Svezia, dalla Francia e dalla Danimarca. Più giù la Germania, la Svizzera e la Finlandia. All'ottavo posto si posiziona il Belpaese, seguito dalla Spagna, dalla Norvegia e dall'Inghilterra. E poi ancora Portogallo, Austria e Irlanda.

A incuriosire è il fatto che per trovare un ateneo israeliano, paese considerato tra i più innovativi al mondo nel campo agricolo, dobbiamo scendere ben oltre il centesimo posto. E che tra le università in cui si insegna agraria ci sia La Sapienza di Roma, che invece non ha una tale facoltà.