Austria, la realtà delle piccole aziende agricole

Tanto biologico e tanto allevamento, ma anche vitivinicoltura ed agriturismo

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Sono due le attività dell'azienda Wagner: l'area zootecnica e quella dell'agriturismo
Fonte foto: Matteo Bernardelli - AgroNotizie

"Piccole aziende biologiche: questa è la mia visione dell'agricoltura del futuro. Un'agricoltura che sia, innanzitutto, in grado di contrastare i cambiamenti climatici in atto. Non credo che ci siano alternative".
Così dice Fritz Wagner, agricoltore e allevatore che insieme alla moglie Rosi e, dal 2017, ai figli Angelika e Georg, gestisce l'azienda di famiglia a Windhag - nel Nord dell'Austria - di proprietà della famiglia dal 1673.

Un'azienda di 24 ettari (compresi 8 ettari in affitto), con una destinazione per 5 ettari a bosco e il resto a pascolo. Sono due, in particolare, le attività aziendali: l'area zootecnica, costituita da diciotto vacche di razza Simmenthal a duplice attitudine (latte e carne), quarantadue giovani animali, quattro pecore, due maiali e poi conigli e tacchini. In questo segmento, il business comprende anche un'attività di riproduzione animale attraverso un toro.

Bovino dell'azienda Wagner
(Fonte foto: Matteo Bernardelli)

Altro elemento di reddito è rappresentato dall'agriturismo, attività avviata nel 1993 con alcune camere, poi trasformate nel corso degli anni in quattro appartamenti dotati di solarium e terrazze panoramiche. Non è difficile, in un paradiso del genere, con una temperatura mite d'estate e un orizzonte a 360 gradi sulle montagne dell'Austria assolutamente incantevole, centrare l'obiettivo del tutto esaurito. Soprattutto se l'ospitalità è accompagnata dall'offerta di prodotti trasformati direttamente in azienda, come succhi, marmellate, uova, salsicce, miele, formaggio di capra, pane, ma anche sidro e grappe.

Altro elemento di reddito dell'azienda è rappresentato dall'agriturismo
(Fonte foto: Matteo Bernardelli)

L'azienda si è convertita da anni al biologico: una tendenza in crescita, soprattutto nelle aree di montagna dove turismo, vendita diretta, allevamento e trasformazione convivono perfettamente. "L'Austria è come Disneyland", conclude Fritz Wagner.

Meno da favola i prezzi dei terreni in affitto: poco più di mille euro all'ettaro, che sale a 2mila euro in caso di destinazione a pascolo. Praticamente più di un terreno a seminativo affittato nel Mantovano o nel Bresciano, dove la fame di terreno per gli spandimenti dei reflui ha spinto gli allevatori ad alzare la posta degli affitti.
 

Allevamento e pascolo bio

Sempre a conduzione familiare e a indirizzo biologico è l'azienda Bauernhof Leitner, un'impresa divisa - dal 2015 - in due siti produttivi distanti 14 chilometri fra loro a Langenwang, condotta nel suo nucleo originale dalla famiglia Leitner da generazioni.
Il titolare d'azienda è Michael, insieme alla moglie, ai genitori e, quando necessario, ai vicini. L'azienda principale ha una superficie di circa 12 ettari a pascolo e 76 ettari di foreste, con una forte pendenza che rende sicuramente difficoltoso l'allevamento e la gestione dei terreno. Complessivamente, i due siti produttivi aggregano una superficie totale di quasi 22 ettari di prato per il pascolo e 103,8 ettari di foresta. Il reddito annuale proveniente da agricoltura e foreste (la famiglia Leitner vende con l'aiuto della Styrian Forest Association circa 750 metri cubi di legname certificato Pefc) si aggira sui 34mila euro.

Titolari dell'azienda Bauernhof Leitner
(Fonte foto: Matteo Bernardelli)

Il core business è rappresentato dall'allevamento: sedici vacche da latte, che tra maggio e ottobre gli allevatori tengono al pascolo e in una stalla dalla struttura tipicamente di montagna, costruita addirittura nel 1846 e, nella sua essenzialità, diametralmente all'opposto rispetto a una efficiente stalla come le possiamo vedere in Pianura padana. Sembra quasi di ritrovarsi immersi in un'atmosfera dipinta da Giovanni Segantini.
Accanto alla produzione lattiera c'è quella dei vitelli da carne, venduti al peso di circa 350 chilogrammi, a un prezzo di mercato che si aggira oggi sui 3-3,20 euro al chilogrammo e che, calcolatrice alla mano, in queste aree non bastano a coprire sempre i costi di produzione.
Il clima è continentale, ma - tutto sommato - è meno aspro rispetto ad altre realtà di montagna visitate nel press trip in Austria. Cionondimeno, il fattore climatico contribuisce ad assicurare alla famiglia Leitner - secondo appunto la graduatoria in vigore nel paese - i pagamenti compensativi previsti dalla Politica agricola comune, esattamente così come altri fattori contribuiscono all'assegnazione di una redditività aggiuntiva (l'altitudine e la posizione geografica).

Pascolo dell'azienda Bauernhof Leitner
(Fonte foto: Matteo Bernardelli)

La famiglia Leitner per il futuro ha in mente di avviare un'attività agrituristica. La multifunzionalità, anche in Austria, è un'integrazione al reddito tutt'altro che trascurabile.
 

Il vino? Biodinamico e anche "orange"

Il passaggio dal biologico al biodinamico si concretizza in un'azienda vitivinicola (la Weingut Heinrich GmbH) di 100 ettari e 500mila bottiglie a Gols, nell'Austria orientale. La proprietà è dal 1730 della famiglia Heinrich, ma la vocazione vitivinicola si è concretizzata a livello imprenditoriale nel 1990.

Cantina Weingut Heinrich GmbH
(Fonte foto: Matteo Bernardelli)

Nel 2006 la svolta. L'azienda ha imboccato la strada del biodinamico (la produzione di vini naturali è partita nel 2011), consapevole di un mercato promettente sia sul mercato interno che all'estero. Il 32% della produzione, infatti, viene inviata in Germania, Svizzera, Stati Uniti, Benelux e Scandinavia. Il fatturato si aggira sui 4-5 milioni di euro.

Nel 2000 e nel 2007 due processi di ristrutturazione aziendale sostenuti dai fondi comunitari (e costati complessivamente 12 milioni di euro, con aiuto Ue pari a 6 milioni) hanno portato alla realizzazione di una cantina ultra-moderna, con processi di lavorazione a caduta, locali per la degustazione e la vendita diretta, nuove botti in rovere di Slavonia, botti in acciaio inox e anfore per la produzione di vini particolari, compreso l'orange wine, uno dei tormentoni degli ultimi anni, che sta appassionando enologi e appassionati.
L'85% della produzione aziendale è di vino rosso, rafforzata dopo l'acquisto nel 2007-2008 di 60 ettari di terreno nella regione di montagna di Leithaberg. Il ventaglio dell'offerta prevede 12-14 vini.
La filosofia aziendale è sintetizzata in questa frase del titolare Gernot Heinrich: "Vino naturale, che altro?"

Cantina Weingut Heinrich GmbH
(Fonte foto: Matteo Bernardelli)

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