Latte agitato

Costi in aumento e prezzi bassi erodono i margini degli allevatori. Mentre il latte spot italiano perde posizioni, quello tedesco aumenta. Una ripresa del mercato interno potrebbe essere favorito dal rallentamento della produzione

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Momento favorevole per l'export lattiero caseario italiano, ma cala il consumo interno

C'è tensione sui mercati mondiali del latte.
Le ultime quotazioni rilevate dalla Commissione europea, riferite alla seconda decade di settembre, segnalano aumenti in Europa e in Oceania per la gran parte dei prodotti caseari, dal burro al latte in polvere.
Anche negli Usa i segni più prevalgono su quelli meno, come evidenzia la tabella che segue.
Molteplici i fattori in campo. Da una parte la ripresa dei consumi fuori casa, con l'allentarsi dell'emergenza sanitaria, dall'altra la "tempesta" che si è scatenata sui mercati delle materie prime destinate all'alimentazione degli animali.
 


Il latte spot

Tensioni di mercato che coinvolgono anche il prezzo del latte spot, quello venduto fuori contratto.
Crescono le quotazioni delle provenienze tedesche, che hanno raggiunto i 42,75 euro al quintale e così pure le provenienze francesi, con 40,25 euro al quintale.
Identico il prezzo dello spot italiano, che si colloca a 40,25 euro nella seduta del 27 settembre, in flessione dello 0,6%.
Prezzi superiori a quelli dello scorso anno, ma inferiori a quelli del 2019, come si nota nel grafico elaborato da Assolatte.
Se si tiene conto dell'aumento dei costi delle materie prime, si comprende come per gli allevatori sia difficile ricavare margini soddisfacenti.
 

Andamento del prezzo del latte spot italiano
(Fonte: Assolatte)


Quanto latte c'è nel mondo…

La Commissione europea ha aggiornato i dati sulla produzione di latte, riferiti al luglio 2021, che mostrano una sostanziale stabilità delle quantità di latte consegnate e una forte riduzione nella produzione di latte in polvere.
Più variegato lo scenario mondiale, dove all'aumento registrato in Nuova Zelanda fra giugno e luglio 2021 (+4,5%), si contrappone la caduta della produzione australiana (- 3,5%).
 


… e in Italia

I dati sulle consegne di latte elaborati da Assolatte mostrano un rallentamento della crescita registrata nei primi mesi dell'anno.
I dati più recenti, che si riferiscono a giugno, indicano una crescita del 2,7%, mentre nei mesi precedenti il valore era quasi doppio.
Una frenata indotta dai primi segnali di aumento dei costi di produzione e dai magri bilanci delle aziende zootecniche.
Un'ulteriore flessione, peraltro attesa nei mesi più caldi dell'anno, potrebbe aiutare i prezzi a riprendere quota.
 

Andamento delle consegne di latte in Italia
(Fonte: Assolatte)

 

Il latte e la Cina

Oltre alla produzione mondiale occorre monitorare l'andamento delle importazioni cinesi, la cui mole è in grado di condizionare l'evoluzione del mercato lattiero mondiale.
Va allora preso in esame il sensibile aumento delle importazioni di latte in polvere da parte del gigante asiatico.
Importazioni che tuttavia non premiano il prodotto europeo, che anzi vede il suo export verso Pechino in flessione.
Unico valore nettamente positivo si rileva solo per il latte condensato.
 


Bene l'export italiano

Sul fronte delle esportazioni si registra per l'Italia un momento favorevole.
Come rileva Ismea, il primo semestre di questo anno mostra aumenti in doppia cifra sia nelle quantità (+11%) sia in valore (+13%).
Merito della ripresa dei consumi fuori casa e nel caso degli Stati Uniti della rimozione dei dazi.
Diversa la situazione sul mercato interno, dove i consumi appaiono in flessione.
Ma occorre tenere conto dello spostamento delle preferenze che la pandemia ha indotto nei consumatori nello scorso anno, con la chiusura della ristorazione collettiva.
Se il confronto viene fatto con il 2019, i numeri tornano in positivo.
La bilancia commerciale del settore continua in ogni caso a migliorare, come evidenzia il grafico che segue, elaborato da Ismea.
 

Andamento delle importazioni e delle esportazioni negli ultimi 5 anni
(Fonte: Ismea)

I formaggi

Il buon andamento dell'export ha favorito anche i prezzi del Parmigiano Reggiano, che in agosto hanno registrato un modesto recupero, più 0,5%, rispetto al mese precedente.
Nel confronto con l'anno precedente i prezzi son ora più alti del 27,9%, come rilevano le analisi di Ismea.
Stabile il Grana Padano, anch'esso su prezzi del 9,1% più elevati rispetto a un anno fa.
 

Prezzi medi mensili dei principali prodotti lattiero caseari
(Fonte: Ismea)

Compito difficile quello delle previsioni di mercato.
Un aiuto può venire dall'esame delle tendenze in atto. Ma occorre conoscere i "numeri del latte" e in tempi di mercati globali lo sguardo deve allargarsi a livello internazionale.
Le fonti non mancano e AgroNotizie le raccoglie per dare ai lettori gli strumenti per orientarsi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export latte prezzi mercati formaggi

Temi caldi: I numeri del latte

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