Carni suine, la Sardegna chiede all'Ue la fine dell'embargo

Incontro a Cagliari tra il presidente Solinas e il commissario Ue alla Salute Andriukaitis. La misura sanitaria fu imposta oltre 30 anni fa a causa della peste suina africana, che ormai è stata debellata negli allevamenti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento dell'incontro tra le due delegazioni
Fonte foto: © Regione Sardegna

La Regione Sardegna punta a liberare le carni suine dall'embargo imposto dalle autorità sanitarie europee e nazionali ormai da oltre 30 anni per via della presenza della peste suina africana, che ora, sempre più concretamente, sembra essere stata sconfitta negli allevamenti.

“Con grande impegno siamo riusciti a circoscrivere la diffusione della peste suina e da quattordici mesi non si registra alcun focolaio. A questo punto per la Regione e per il popolo sardo diventa molto importante una risposta positiva da parte delle Istituzioni europee perché consolida l’idea che al sacrificio fatto corrisponde un risultato concreto. Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, nel corso dell’incontro con il commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, che si è tenuto il 12 novembre scorso a Cagliari, nella sede della presidente regionale a Villa Devoto.

“Una visita molto attesa - ha sottolineato il presidente Solinas - perché nell’ultimo anno l’intero sistema ha lavorato per aggredire il virus. Con un obiettivo fondamentale: aprire finalmente i mercati alle nostre produzioni suinicole e alle aziende di trasformazione. Dobbiamo proseguire sul solco tracciato per chiudere definitivamente la partita”. Una richiesta che attende ora una risposta della Commissione europea e che si spera possa arrivare presto. Per fare il punto sull’eradicazione della peste suina africana nell’Isola, in mattinata Andriukaitis aveva incontrato anche gli assessori regionali della Sanità, Mario Niedu, e dell'Agricoltura, Gabriella Murgia.

"Non si registrano focolai nei suini domestici da quattordici mesi e nei cinghiali la malattia si è ridotta in modo considerevole", ha commentato Nieddu. "Sono stati raggiunti risultati importanti al costo di grandi sacrifici economici e sociali per la Sardegna. Non abbiamo mai abbassato la guardia. L'Unità di progetto - ha sottolineato l'assessore alla Sanità - è sempre operativa e l'impegno della regione è massimo sulla campagna per debellare il virus. Riteniamo che questi aspetti debbano essere presi in considerazione e vengano riviste le attuali restrizioni”.

“Chiediamo con forza - ha spiegato l’assessora regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia - che i nostri allevatori possano riprendere ad esportare i prodotti suinicoli. Un mercato che rappresenta un’opportunità per i nostri produttori e per tutto il comparto. Un’occasione che nei prossimi anni, potrebbe costituire un volano per l’economia dell’Isola. Continueremo a sostenere il comparto suinicolo con le misure programmate. Una filiera produttiva che oltre ad avere grandi potenzialità è anche tradizione della nostra terra”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Regione Sardegna

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Tag: import/export mercati suini zootecnia malattie infettive patologie animali

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