Pomodori e cetrioli in idroponica: una sfida hi-tech

A Monopoli, in provincia di Bari, la tecnologia entra in serra per una coltivazione fuori suolo ad alta densità. La storia dell'azienda agricola F.lli Lapietra

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

pomodori-fuori-suolo-idroponica-rubrica-agroinnovatori-flli-lapietra-mar-2021-fonte-azienda-agricola-flli-lapietra1.jpg

Il metodo di coltivazione dell'azienda agricola è fortemente orientato alla sostenibilità ambientale
Fonte foto: Azienda agricola F.lli Lapietra

"La tecnologia, anche se vista con un po' di esitazione, entrerà sempre di più a far parte dell'agricoltura. Consentirà di ridurre gli sprechi, inquinare di meno e aumentare la qualità dei prodotti che mangiamo. Insomma, tecnologia sarà sinonimo di qualità anche nell'agricoltura, ma anche di sostenibilità ambientale e rispetto del nostro pianeta".

A pensarla così è Vincenzo Lapietra, titolare insieme al fratello Pasquale dell'azienda agricola F.lli Lapietra, una realtà pugliese dove da anni si coltivano pomodori e cetrioli fuori suolo in serre altamente tecnologiche. Priorità assoluta è la sostenibilità ambientale: questo sistema di coltivazione in idroponica ad alta densità assicura infatti elevati standard di qualità e produzione mediante un monitoraggio continuo delle coltivazioni e l'uso di sistemi di impollinazione naturale e di lotta biologica contro i parassiti delle piante. Permette inoltre di produrre le orticole tutto l'anno e "le serre hi-tech danno la possibilità di coltivare anche in zone in cui non era possibile prima date le condizioni ambientali e climatiche".

L'innovazione del metodo di coltivazione permette di sperimentare e coltivare diverse varietà di pomodori
L'innovazione del metodo di coltivazione permette di sperimentare e coltivare diverse varietà di pomodori
(Fonte foto: Azienda agricola F.lli Lapietra)


Fuori suolo: una coltivazione, numerosi vantaggi

Questa tecnica agronomica moderna e innovativa, che i fratelli Lapietra hanno appreso grazie ai numerosi viaggi in Olanda, presso aziende che da anni coltivano fuori suolo ad alta densità, e importato a Monopoli (Ba), offre numerosi vantaggi. Innanzitutto la produzione si ha 365 giorni l'anno e "i prodotti sono di alta qualità, senza nichel e senza prodotti chimici (residuo zero)" spiega Vincenzo, da tutti chiamato Enzo. In secondo luogo si ha "un'economia sostenibile attraverso una diminuzione della CO2, un riutilizzo dell'acqua piovana che viene raccolta, disinfettata e rimessa nel ciclo produttivo e non c'è nessun inquinamento delle falde acquifere e dei terreni".

L'altro lato della medaglia è rappresentato dagli svantaggi che però, a fronte dei numerosi vantaggi, sono minimi: "costi più elevati dell'intero ciclo produttivo".

Oltre al pomodoro, prodotto principe dell'azienda, vengono coltivati anche i cetrioli
Oltre al pomodoro, prodotto principe dell'azienda, vengono coltivati anche i cetrioli
(Fonte foto: Azienda agricola F.lli Lapietra)


Hi-tech, quando la tecnologia entra in serra

"Tutte le serre sono monitorate attraverso diversi sensori per controllare umidità, calore, temperatura, ecc…" spiega Enzo. I sensori sono "tutti collegati a software di alta generazione che insieme ad analisi quotidiane sia dell'acqua che dei pomodori, da parte dei laboratori, ci consentono di capire più velocemente di cosa ha bisogno la pianta nella sua fase di crescita e di produzione". In questo modo si tiene monitorato l'ecosistema della serra e l'elaborazione giornaliera dei dati raccolti permette di adattare il microclima delle serre hi-tech per dare ai pomodori e ai cetrioli un habitat ottimale in cui crescere.

Il sistema di controllo del microclima in serra è basato su un sistema di riscaldamento e di cogenerazione: nell'azienda in provincia di Bari l'energia elettrica utilizzata viene prodotta in modo pulito e le serre sono alimentate con fonti a basso impatto ambientale.

Ogni risorsa dunque è estremamente preziosa e non deve essere sprecata: l'acqua, per esempio, viene accuratamente dosata con un sistema computerizzato e se si evidenziano degli eccessi viene recuperata per essere poi reimmessa nel sistema e quindi riutilizzata. "La nutrizione delle piante è composta semplicemente da acqua e sali minerali" afferma Enzo. Mentre il substrato utilizzato, che va a sostituire il suolo, "può essere composto da lana di roccia, perlite, fibra di cocco, tutti prodotti naturali che permettono alla pianta di creare su di essi le radici dopo pochi giorni dal trapianto e da cui ricavano la giusta nutrizione per poi crescere e svilupparsi in verticale".

Dall'azienda agricola a stampo familiare ci tengono però a precisare che tutta questa tecnologia deve essere sempre affiancata dall'esperienza e dalla conoscenza dell'uomo in quanto "l'occhio umano e la conoscenza umana continuano ad avere un ruolo fondamentale, sicuramente più importante della tecnologia. E' difficile - ritiene Enzo - produrre un buon pomodoro che ha gusto solo con la tecnologia".

"Il monitoraggio continuo e i numerosi investimenti in tecniche di prevenzione naturali come ad esempio le trappole cromotropiche collanti, che hanno come obiettivo quello di catturare in massa gli insetti dannosi, le reti antinsetto poste su tutte le serre per evitare l'ingresso di possibili insetti, e altre tecniche naturali o di prevenzione, ci permettono di rendere la serra un ambiente asettico e quindi di abbattere le possibilità che le piante si ammalino e di conseguenza l'utilizzo di prodotti chimici" afferma il titolare Enzo.

L'ecosistema della serra è continuamente monitorato
L'ecosistema della serra è continuamente monitorato
(Fonte foto: Azienda agricola F.lli Lapietra)

Nell'azienda agricola F.lli Lapietra hanno abbracciato il principio della lotta biologica ai parassiti e, nel corso del tempo, hanno affinato le tecniche di contenimento per assicurare prodotti con residuo chimico quasi pari a zero. "Residuo zero - spiega Lapietra - significa non aver nessuno residuo di prodotti chimici al momento dell'acquisto. In questo momento è diventato un po' una moda commerciale, ma la nostra azienda ha sempre prodotto nel corso degli anni a residuo zero. Sul prodotto c'è il nostro nome e i primi clienti sono i nostri parenti, amici: come potremmo offrire un prodotto non di qualità e genuino?".

Inoltre i processi di fecondazione delle piante avvengono tramite l'utilizzo di colonie di bombi che nel vagare da una pianta all'altra permettono il naturale svolgimento del ciclo produttivo e di vita delle stesse.


La qualità che fa rima con la sostenibilità

Qualità, innovazione e sostenibilità sono da sempre le tre parole chiave dell'azienda agricola.

L'idea di coltivare in serra "nasce trenta anni fa: abbiamo capito - spiega Enzo - che il mondo avrebbe avuto bisogno di nuovi sistemi di coltivazione per ridurre l'inquinamento, lo spreco d'acqua e per aumentare la qualità dei nostri prodotti; così è nata l'idea di innovarci attraverso nuovi sistemi di coltivazione fuori suolo". Dalla prima serra di 1.200 mq, realizzata su idea del padre Antonio e del fratello maggiore Giovanni, nel corso degli anni l'azienda è crescita e si è ampliata arrivando ad oggi con una superficie di 11 ettari di serre hi-tech, di cui 2 ettari sono in vetro, "una delle serre più tecnologiche al mondo, completamente illuminata".

A differenza delle meno recenti che hanno coperture in plastica, le nuove strutture sono in vetro e presentano maggiori vantaggi. "Rispetto alla serra in plastica fanno entrare molta più luce e sono adatte soprattutto al ciclo invernale dove si ha meno luce, producendo pomodori saporiti e di qualità anche nel periodo invernale e quindi fuori stagione. I costi di gestione - precisa Enzo - sono però molto più alti". Ad ogni modo le serre in plastica continuano ad essere ottimali per la produzione estiva soprattutto nel Sud Italia. Hanno inoltre costi di costruzione e di gestione molto più bassi, oltre ad essere più facili da gestire.

L'innovazione e l'uso delle più moderne tecniche di automazione sono i punti di forza dell'azienda agricola
L'innovazione e l'uso delle più moderne tecniche di automazione sono i punti di forza dell'azienda agricola
(Fonte foto: Azienda agricola F.lli Lapietra)

"La nostra mission - afferma - è quella di offrire un prodotto sempre più gustoso e genuino per i nostri consumatori, rispettando l'ambiente nell'intero ciclo produttivo". L'innovazione del metodo di coltivazione permette di sperimentare e coltivare diverse varietà di pomodori come il datterino, il datterino giallo e il ciliegino. "Il numero delle piante varia in base alla varietà del pomodoro: abbiamo una densità di due piante a metro quadrato fino a cinque piante a metro quadrato. Produciamo oltre 2mila tonnellate all'anno". Senza tralasciare i cetrioli come il cetriolo liscio barese.

I prodotti hi-tech sono raccolti quotidianamente e ogni giorno arrivano nei punti vendita della Gdo del Sud Italia, in modo tale da garantire un prodotto a chilometro zero. "Inoltre, un ulteriore progetto che partirà in primavera, data la nostra attenzione verso la sostenibilità, sarà quello di consegnare ai punti vendita locali nella nostra provincia la nostra merce con furgoni completamente elettrici per abbattere ulteriormente l'inquinamento, anche nella fase del trasporto", conclude Enzo Lapietra.

I fratelli Lapietra Enzo e Pasquale
I fratelli Lapietra Lino ed Enzo
(Fonte foto: Azienda agricola F.lli Lapietra)
 


Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi a redazione@agronotizie.it.
Leggi tutte le altre testimonianze nella rubrica AgroInnovatori: le loro storie

 

Azienda agricola F.lli Lapietra
C. da Stomazzelli 82/C
Monopoli
Bari Puglia 70043
Tel: +39 080 6903204
E-mail: info@fratellilapietra.com

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 258.674 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner