Agrumi, la ripresa è possibile. Ma serve un cambio di rotta

Si è tenuto il 10 ottobre a Corigliano Calabro (Cs) il convegno "Evoluzione e prospettive dell'agrumicoltura di domani", promosso dall'associazione Lameta

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Un momento del convegno sugli agrumi tenutosi in Calabria ed organizzato da Lameta
Fonte foto: Lameta - Libera associazione mediterranea tecnici in agricoltura

Si è svolto Il 10 ottobre a Corigliano Calabro il convegno "Evoluzione e prospettive dell'agrumicoltura di domani" promosso dall'associazione Lameta, con il patrocinio degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali delle province di Cosenza, Matera e Taranto, nonché del Comune ospitante e dalla Camera di Commercio Iaa della provincia di Cosenza. I partner dell'evento sono state le aziende Biolchim e Dow Agro Science, leader nel settore dei fertilizzanti e degli agrofarmaci.
 
"Per far s' che il settore agrumicolo possa avere un futuro - ha spiegato in apertura Francesco Perri, agronomo e socio Lameta - è necessario apportare un forte cambiamento, che vede coinvolti i tecnici e le imprese produttrici, per andare incontro alle sfide di un mercato sempre più competitivo. La ricerca ha svolto un ruolo chiave".
"L'areale agrumicolo dell'arco Jonico è riuscito a fare sistema - spiega Dino Marchitelli, presidente di Lameta -, in modo da non pensare più ad un mercato prettamente locale. Occorre necessariamente organizzarsi per una produzione che riguardi i mercati globali".

Il rappresentante della Camera di Commercio ha ribadito il sostegno e l'interesse dell'ente nell'agrumicoltura, viste anche le iniziative intraprese verso le produzioni di qualità. Da segnalare il recente deposito a Bruxelles del nuovo Psr da parte della Regione Calabria.
 
Dino Marchitelli, presidente dell'associazione Lameta, durante la presentazione del convegno sugli agrumi di Corigliano Calabro
(© Lameta)

"Dobbiamo comunque continuare a guardare avanti - continua Francesco Perri, agronomo e socio Lameta -, per migliorare ulteriormente quanto fatto fino ad oggi. E' sicuramente necessario fare rete di imprese, utilizzare portainnesti resistenti alla Tristezza e utilizzare le varietà Spinoso e Caffin
Sono state individuate selezioni più precoci e più tardive della specie capostipite che è il clementine comune. Ciò ha permesso di triplicare l'epoca di produzione e quindi la disponibilità di prodotto sul mercato: si è passati dai circa 45 giorni a ben quasi 5 mesi (da ottobre a febbraio). Un aspetto fondamentale è inoltre la vocazione del territorio, cioè individuare gli areali che meglio esaltano le peculiarità delle diverse varietà. Si segnala il lavoro di ricerca fatto su arance Navel e pigmentate. Man mano che si diffondono nuove varietà di agrumi, uno dei principali compiti è quello di individuare le migliori combinazioni con i portinnesti".

 
Tra le novità più interessanti alcuni ibridi triploidi, incroci tra il Clementine e il Tarocco, facilmente sbucciabili (easy peeler), completamente senza semi (apireni), con caratteristiche gustative molto particolari. Alcuni di questi sono anche pigmentati. Uno in particolare è il Mandared, che matura nel periodo di febbraio e presenta polpa pigmentata.

Si presentano infine due nuove varietà. Si tratta di una mutazione spontanea di Clementine Spinoso, molto promettente che matura in ottobre, e una mutazione spontanea di Clementine Comune, individuata con la sigla SZ, che matura in gennaio.
 
Franceso Perri, ricercatore ed agronomo, esperto di agrumi e clementina, durante il convegno di Corigliano Calabro
(© Lameta)

“L'Italia è l'unico Paese del Mediterraneo ad aver ridotto la sua produzione di agrumi negli ultimi dieci anni - spiega Marco Eleuteri, direttore commerciale dell'Aop Armonia - Si stima che la contrazione sia circa del 40%. Al contrario i nostri competitors sono tutti cresciuti. Questo è il risultato della mancanza di una strategia condivisa. Per risalire la china dobbiamo essere in grado di affrontare il mercato internazionale delle clementine con varietà italiane adeguate. Oggi con le due novità presentate questo non è più un sogno, a patto di regolamentarne e controllarne la diffusione. E' inoltre importante mettere in atto adeguate strategie di marketing e di packaging”.

Al termine dell'incontro è intervenuto Josè Vercher, direttore generale della Bollo International Fruit di Valencia, un'importante azienda cooperativa spagnola di ortofrutta e di agrumi in particolare.
"In Spagna per anni Nardcott è stata la varietà di punta. Quest'anno però ha registrato un calo di prezzo. Bene si è comportata invece Orri, diventando la regina delle clementine, per la quale alcune aziende spagnole hanno fatto un grande investimento economico che vogliono preservare. La clementina comune che voi avete ha qualità gustative straordinarie. Lavorare su questa varietà per estenderne la gamma potrebbe essere un'ottima soluzione per voi. E' necessario però modificare le strategie, rendendole più moderne e predisposte all’innovazione e al cambiamento”.