Difesa della fragola, un modello di approccio integrato - 3. Fitopatie e fitofagi

Dall'esperienza in campo in territorio campano, i consigli agronomici relativi a tecnica colturale e difesa - parte 3 - a cura di Antesia

Tecnica
Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Maculatura zonata - Zythia fragariae - su Fragola

Continua da 'Fragola - Spray plan'

 

Fitopatie

Nella fase vegetativa iniziale, con le piante esposte all'azione della pioggia battente in assenza del film plastico di copertura, si prediligeranno fungicidi di contatto, vedi il rame, per la prevenzione di malattie secondarie come la vaiolatura (Ramularia tulasnei) e le batteriosi (Pseudomonas spp., Xanthomonas spp.).

Dal momento della posa del telo di copertura bisognerà prendere in seria considerazione l'oidio o mal bianco (Oidium fragariae) e la muffa grigia (Botrytis cinerea) che sono i patogeni chiave della coltura.

Da segnalare, negli ultimi anni, la comparsa della maculatura zonata (Zythia fragariae) e del leaf blight (Phomopsis obscurans).

 

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Oidio su frutto e su foglia

Oidio su frutto e foglia - fragola

Nel periodo autunno-invernale, trattando con una frequenza di tre-quattro settimane, la scelta cadrà sui p.a. con profilo tossicologico più sfavorevole, carenza più lunga, r.m.a. più basso e degradazione più lenta. Man mano che ci si avvicina alla raccolta e nelle sue prime fasi, ogni tre settimane, si opterà per i p.a. di classe più blanda, con i.s. più breve, r.m.a. più alto e degradazione più rapida. Nel periodo di piena raccolta bisognerà obbligatoriamente puntare su p.a. ammessi in agricoltura biologica come lo zolfo oppure su strumenti di lotta alternativi alla chimica.

E' fondamentale, per ogni p.a., fissare una data iniziale ed una data finale di possibile applicazione.

E' bene, inoltre, tener presente che tutti gli antibotritici ammessi su fragola hanno una lunghissima curva di degradazione pertanto è opportuno interrompere i trattamenti contro la muffa grigia appena le condizioni meteorologiche lo consentano e comunque non oltre la prima settimana di marzo per non incorrere in livelli elevati di residui.

 

Fitofagi

Discorso a parte va fatto per i fitofagi. La fragola, infatti, è una delle poche colture sulle quali l'impiego di ausiliari è applicabile con successo per la lotta alle avversità chiave: il ragnetto rosso bimaculato (Tetranychus urticae) ed il tripide occidentale (Frankliniella occidentalis) il cui controllo chimico risulta particolarmente problematico.

In autunno gli insetti da monitorare sono la nottua mediterranea (Spodoptera littoralis) e la moschetta bianca (Trialeurodes vaporariorum, Bemisia tabaci) che negli ultimi anni in alcuni areali interni hanno assunto carattere endemico. Mentre il controllo della prima, nonostante l'elevato numero di generazioni che si accavallano, risulta piuttosto agevole, molto più complesso è il controllo degli aleurodidi contro i quali pochissimi p.a. sono registrati su fragola. Tra questi il più efficace è sicuramente imidacloprid impiegabile solo in fertirrigazione e nella collocazione del quale bisogna tener conto del lungo periodo di carenza (30 giorni) e della ormai tristemente nota pericolosità per gli imenotteri apidi.

 

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Un bombo e un'ape

Bombo e ape - Fragola 

Questi ultimi vengono di norma introdotti a partire dalla metà di Dicembre sotto forma di bombi (Bombus terrestris) e a partire dall'ultima settimana di Febbraio sotto forma di api (Apis mellifera). Si approfitta quindi, intorno alla metà di Febbraio, dell'intervallo tra l'esaurimento delle colonie di bombi e l'ingresso delle api per effettuare l'unico trattamento ovo-adulticida contro il ragnetto rosso per abbassare la popolazione iniziale del fitofago prima dei lanci di ausiliari. 

In concomitanza dell'introduzione delle arnie di api si procede anche all'inizio del programma di lancio di Orius laevigatus e Phytoseiulus persimilis come predatori rispettivamente del tripide e del ragnetto rosso. I lanci, di tipo inoculativo, si effettuano a cadenza settimanale e si protraggono per quattro settimane.

 

Frutto di fragola cat-facedOvviamente, dall'inizio dei lanci non è più possibile effettuare trattamenti insetticidi e acaricidi, per tale motivo risultano particolarmente indesiderate le infestazioni di fitofagi occasionali quali gli afidi (Chaetosiphon fragaefolii, Myzus persicae, Aphis gossipii, e Macrosiphum euphorbiae), che normalmente sono scongiurate dal trattamento invernale con imidacloprid, e i miridi (Lygus spp., Calocoris spp.) che negli ultimi anni si sono rivelati particolarmente virulenti causando la caratteristica deformazione del frutto (cat-faced strawberries). Per questi ultimi è necessario predisporre un piano di monitoraggio e di intervento tempestivo sui confini degli appezzamenti dai quali l'emittero proviene. Infestazioni tardive di acaro pallido (Phytonemus pallidus) possono presentarsi a macchia di leopardo in un fragoleto non trattato da diversi mesi. 

Laddove sia sfuggito di mano l'inoculo primario, per il controllo delle popolazioni di aleurodidi è consigliabile l'impiego di oli, saponi e gelatine vegetali in alternanza tra loro ed a cadenza settimanale.

Con un andamento climatico stagionale regolare lo spray plan proposto consente di ottenere in fase di piena raccolta un prodotto con requisiti sanitari che permetterà di fornire i più importanti marchi di filiera della GDO italiana ed estera*.

In fase di fine raccolta è possibile ottenere prodotto a residuo zero trasformabile in alimenti per l'infanzia. 

 

*tra i criteri più restrittivi riportiamo:

il prodotto analizzato deve rispettare contemporaneamente le condizioni seguenti:

  1. n4;
  2. rn/lmrn0,3;
  3. (r1/lmr1)+(r2/lmr2)+(r3/lmr3)+(r4/lmr4) 0,4

dove

n = numero di p.a. rilevati in analisi multiresiduale;

r = livello del residuo di p.a. rilevato in mg/Kg di fragole;

lmr = livello massimo del residuo del p.a. in mg/Kg su fragola.

 

 

A cura di Pierluigi Pugliano - socio di Antesia

Antesia, l'Associazione Nazionale Tecnici Specialisti In Agricoltura
I soci di Antesia sono dottori agronomi e forestali, periti agrari, agrotenici, tecnologi alimentari che svolgono assistenza tecnica agronomica a centinaia di produttori agricoli e agroalimentari, svincolati dalla vendita di qualsivoglia prodotto materiale alle aziende agricole. Antesia contribuisce alla formazione dei soci ed al loro continuo aggiornamento, promuovendo il reciproco scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze di campo. Se vuoi conoscere le iniziative di Antesia, vai su www.antesia.it. Se vuoi diventare socio di Antesia, vai su www.antesia.it

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Associazione Antesia

Speciale: Colture protette II

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