Macchine agricole nuove, leggi da aggiornare

Le novità introdotte sui mezzi agricoli impongono una revisione delle normative. Se ne è parlato al convegno "La legislazione del futuro e gli effetti in agricoltura" a cura del Servizio Tecnico di FederUnacoma

Serena Giulia Pala di Serena Giulia Pala

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Il nuovo Codice della Strada consente ai professionisti di usare convogli con lunghezza fino a 18,75 metri (Foto di archivio)
Fonte foto: © Otto Durst - Adobe Stock

Se le macchine agricole cambiano, i legislatori devono tenerne conto. "La legislazione del futuro e gli effetti in agricoltura" sono i temi trattati dagli ingegneri Lorenzo Iuliano e Domenico Papaleo del Servizio Tecnico di FederUnacoma e dall'agronomo Mattia Trevini di Agroingegno nel corso di un convegno tenutosi lo scorso 20 ottobre ad Eima 2021.

Durante l'incontro, gli ingegneri hanno illustrato le aree d'intervento del legislatore europeo e le attività della Federazione presso le istituzioni, mentre Trevini ha messo in luce le sfide che gli utenti affrontano nell'impiego delle nuove macchine in campo. Al centro della discussione nuove motorizzazioni ed elettrificazione, regole di circolazione, transizione e conversione dei mezzi alla Mother Regulation (MR), sburocratizzazione, formazione e tecnologie 4.0.

Motori tra Stage V ed elettrificazione

Il Regolamento 2016/1628 ha introdotto per i motori agricoli lo standard Stage V che concretizza i limiti più restrittivi sulle emissioni di NOx e PM (ora ridotte del 95%) voluti dalla Commissione Europea. Standard raggiunti dalle case costruttrici con l'introduzione dei dispositivi di post trattamento SCR e DPF che, però, rendono i propulsori più ingombranti e quindi più difficili da installare sotto il cofano delle trattrici. Soprattutto per i trattori stretti e isodiametrici.

Il cambiamento ha quindi rappresentato una grande sfida tecnologica soprattutto per i costruttori che, sempre per la corsa alla riduzione delle emissioni, sono impegnati sul fronte della ricerca di energie alternative come l'elettrificazione.

A questo proposito, in attesa di sapere quali legislazioni seguiranno lo Stage V, il Cema sta elaborando una proposta per consentire l'omologazione di trattrici elettriche, poiché la comparsa dei primi concept di trattori ibridi o elettrici e la messa in produzione di trattori a metano e telescopici full electric impongono un adeguamento delle normative vigenti.

Circolazione, alcuni cambiamenti

Le macchine agricole sono sempre più green ma anche sempre più grandi per rispondere alle richieste di riduzione del compattamento del terreno in pieno campo e di ottimizzazione delle operazioni di trasporto.

La circolazione su strada di cantieri con dimensioni maggiori, ha richiesto un aggiornamento dei limiti previsti dal Codice della Strada (Cds).

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.267 il nuovo testo del Cds che - accogliendo due emendamenti proposti da FederUnacoma allinea il Codice della Strada italiano agli standard europei - contiene modifiche agli articoli 110 e 105 e, oltre a consentire agli hobbisti l'immatricolazione di mezzi agricoli, porta il limite dei convogli agricoli da 16,5 metri a 18,75 metri.

Ancora in fase di valutazione, altre proposte di aggiornamento del Cds presentate da varie associazioni di categoria: la rivalutazione della velocità massima di 40 chilometri orari per i cantieri agricoli, il ripensamento degli indennizzi per mezzi con peso superiore alle 44 tonnellate e l'aggiornamento della mappatura delle strade per permettere la circolazione dei complessi eccezionali.

Mother Regulation: come favorire la transizione

Altro argomento che scalda il settore è il collegamento di macchinari pre Mother Regulation e mezzi MR, soprattutto per quanto riguarda i dispositivi di frenatura del sistema trattore-rimorchio. La mancanza di soluzioni alla problematica mette in difficoltà gli operatori che vorrebbero investire in moderni rimorchi Mother Regulation, ma non possono abbinarli a trattori conformi alla Direttiva 2003/37/CE.

Per collegare i due tipi di mezzi si potrebbero usare adattatori per sistemi di frenatura a doppia linea idraulica MR su trattori con singola linea idraulica pre MR. Tuttavia, occorre definire i requisiti tecnici degli adattatori in un documento e prevedere la loro omologazione a livello comunitario e nazionale.

Più formazione e meno burocrazia

Anche la riduzione del numero di incidenti e l'aumento delle conoscenze sulle tecnologie 4.0 di trattrici o attrezzature sono azioni cruciali per il comparto. A tal fine è necessario prevedere corsi di formazione sull'uso sicuro dei macchinari e sui nuovi sistemi 4.0, come ad esempio il corso Digital Farming Specialist.

Inoltre, per limitare le pratiche burocratiche che frenano l'operatività del settore, sono sul tavolo delle proposte la standardizzazione e lo snellimento dell'allegato tecnico, la digitalizzazione delle pratiche di omologazione, l'omologazione comunitaria eccezionale e la MR obbligatoria per i mezzi R e S (rimorchi e attrezzature trainate) dal 2025. Per semplificare l'allegato tecnico e digitalizzare le pratiche, FederUnacoma intende avviare gruppi di lavoro con i costruttori e il Ministero dei Trasporti.

FederUnacoma, super attiva

Con l'evoluzione dei dispositivi e degli accessori montati sulle macchine, sono necessari altri interventi legislativi. FederUnacoma partecipa ai tavoli europei per modificare le norme riguardanti i caricatori frontali e fare chiarezza sul primo equipaggiamento e sull'installazione aftermarket. Inoltre, è coinvolta nella definizione di una norma che introduca regole standard a livello europeo per l'installazione dei dispositivi di illuminazione e dei pannelli di segnalazione per attrezzature portate/semiportate.
 
"Abbiamo anche presentato al Cema proposte di modifica degli atti delegati della MR per rivedere i requisiti di omologazione dei trattori cingolati tradizionali, attualmente impossibilitati a ottenere l'omologazione comunitaria" fanno sapere Iuliano e Papaleo. "Partecipiamo ai tavoli Cema per migliorare gli atti delegati e introdurre nuovi requisiti per i macchinari, come pure per gestire al meglio la transizione dalla vecchia Direttiva macchine a un nuovo regolamento che conterrà novità riguardanti le tecnologie digitali".

Non finisce qui. La Federazione prosegue il dialogo con la filiera agricola e il Ministero dei Trasporti per adeguare il quadro normativo nazionale alle normative europee più evolute. Da segnalare anche la collaborazione con l'Aef per standardizzare lo scambio dati macchina-macchina o macchina-cloud e garantire l'interoperabilità tra mezzi o sistemi di diversi costruttori, nonché l'attività di sensibilizzazione dei costruttori sulle potenzialità delle batterie nel mondo agricolo.

Nuove macchine: cosa cambia per gli utilizzatori?

I sistemi di propulsione e le grandi dimensioni impattano sull'adattabilità alle condizioni di campo, sulla performance agronomica - intesa come tempestività, efficienza, rispetto del suolo - e sulla gestione del parco. Inoltre, le maggiori portate determinano cambiamenti nell'organizzazione dei cantieri e delle attività di trasporto.

Secondo Trevini, "chi utilizza macchine con maggiori masse deve valutare attentamente l'aumento degli oneri, riorganizzare le operazioni e considerare la disponibilità di operatori formati come pure i costi di gestione". Chi invece possiede trattori pre MR ancora in buono stato deve capire come usarli: vie percorribili sono l'uso degli adattatori sopra citati e l'aggiornamento con tecnologie 4.0. Se oggi la sfida è far "convivere" mezzi pre MR e MR, in futuro gli operatori saranno chiamati a gestire sia macchinari molto grandi sia mezzi piccoli che operano in gruppo secondo la logica a sciame.

In ogni caso, l'emanazione di nuove norme condiziona in modo significativo la gestione delle operazioni di trasporto e i costi, oltre a incentivare l'adozione di soluzioni più efficienti e l'interazione tra strumenti provenienti da settori diversi. Fondamentale per il progresso futuro sarà lo scambio di conoscenze tecniche tra agronomi e ingegneri e il miglioramento dell'agroingegneria.

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