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Irrigazione sostenibile, con la tecnologia si può

Un risparmio medio del 10% delle risorse idriche e un "tetto verde" per il Dipartimento di ingegneria: Università di Catania e Distretto agrumi Sicilia al lavoro per ottimizzare la gestione dell'acqua tramite le tecnologie della comunicazione ed informazione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un sensore in un agrumeto della Piana di Catania, dove si sperimenta l'ottimizzazione dell'utilizzo dell'acqua
Fonte foto: © Distretto Agrumi di Sicilia

Tecnologie dell’informazione e della comunicazione applicate a pratiche di irrigazione sostenibile in alcune aziende agrumicole associate al Distretto Agrumi di Sicilia con un duplice obiettivo: un risparmio medio del 10% delle risorse idriche e una copertura verde (cosiddetto "tetto verde") di 812 metri quadrati sull'edificio 15 del Dipartimento di ingegneria civile e architettura dell'Università di Catania, alla Cittadella Universitaria. Si tratta di un intervento pilota per accrescere le infrastrutture verdi-blu, usando la tecnologia Non conventional water resources per la raccolta e la gestione delle acque piovane ed attenuare il rischio di alluvioni urbane.

Sono questi gli interventi sul fronte agricolo e su quello urbano messi in campo in Sicilia dal programma internazionale Non conventional water resources program in the Mediterranean, presentati il 22 novembre 2018 al Dicar dell'Ateneo catanese. Il Programma internazionale Ncwr, infatti, promuove pratiche sostenibili per l'approvvigionamento e l'utilizzo dell'acqua e per facilitare l'adattamento ai cambiamenti climatici.

In Italia il programma Ncwr è stato avviato nel 2017 e progettato dalla Global Water Partnership - Mediterranean (Gwp-Med) in collaborazione con il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici ed è realizzato in Sicilia in partnership con il Distretto Agrumi di Sicilia e l'Università degli studi di Catania e con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.
 
Una iniziativa pilota, quella del programma Ncwr, che coinvolge un selezionato gruppo di agrumicoltori della Piana di Catania per promuovere una cultura di sostenibilità, a partire dall'irrigazione, attraverso tecnologie che rendono facile la verifica e la valutazione del consumo e dell'utilizzo idrico.

Gli agricoltori, infatti, riceveranno informazioni personalizzate sulle proprie necessità di irrigazione, attraverso una serie di sensori installati nel terreno che raccolgono e veicolano le informazioni ad una piattaforma online: ascoltando la sete dei propri alberi, potranno migliorare l'uso di acqua, verificare la qualità delle proprie coltivazioni e – non meno importante – ridurre i costi energetici legati all'irrigazione, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza idrica ed energetica.
 
Accanto a questa iniziativa, gli stessi partner hanno sviluppato un programma a livello urbano, mirando ad accrescere le infrastrutture verdi-blu che incentiva la raccolta e la gestione delle acque piovane realizzando un "tetto verde" negli edifici dell'Ateneo catanese: lo spazio, come già avviene nelle aree interessate da questo genere di progetti, ha l'obiettivo di migliorare l'efficienza energetica del palazzo coinvolto, mitigare il calore che si produce in modo particolare nelle città isolane e migliorare la qualità dell'aria, contribuendo ad una generale trasformazione positiva. Inoltre, il posizionamento all'interno di uno spazio educativo permette una diretta sensibilizzazione degli studenti e specialisti di ingegneria idraulica, che potranno utilizzare lo spazio per approfondimenti e ulteriori progetti didattici.

Il tetto verde alla Cittadella universitaria di Catania

 
Konstantina Toli, coordinatrice del Programma Ncwr, ha detto: "Il Programma delle risorse idriche non convenzionali nel Mediterraneo è stato lanciato da GWP-Med in Grecia nel 2008, con l'obiettivo di dimostrare pratiche sostenibili di gestione dell'acqua per la sicurezza idrica locale e l'adattamento ai cambiamenti climatici. Da allora ha realizzato più di 110 progetti in quattro paesi del Mediterraneo, rispondendo alle esigenze locali. Potersi confrontare con partner che operano in diversi paesi ci permette di avere una visione più ampia. Due di questi progetti sono realizzati in Italia e affrontano due aree chiave: l'agrumicoltura sostenibile e le infrastrutture urbane verde-blu. La domanda media di acqua nel settore agricolo è di circa il 70%. Pertanto, in Italia abbiamo optato per il miglioramento del consumo idrico in agricoltura, con un impatto diretto anche sull'utilizzo di energia per l'irrigazione. Attraverso questa partnership multi-stakeholder in Sicilia e il supporto di The Coca-Cola Foundation, siamo orgogliosi di continuare il nostro lavoro proponendo soluzioni che possono essere ulteriormente replicate e potenziate per creare un impatto positivo".
 
"La gestione delle risorse idriche in agricoltura e nello specifico in agrumicoltura – ha detto Federica Argentati, presidente del Distretto agrumi di Sicilia - è uno dei punti chiave per lo sviluppo delle nostre produzioni. Il Distretto ha risposto prontamente alla richiesta del programma Ncwr, invitando tutte le aziende associate presenti sul territorio individuato dai responsabili del progetto, ovvero la zona etnea, su cui Ncwr ha interesse ad effettuare la sperimentazione. L'acqua è un bene fondamentale e una sua corretta gestione, sia da parte degli enti di competenza sia da parte dei produttori, è sempre più necessaria per ottenere elevati standard qualitativi e affrontare la competizione sui mercati nazionali e internazionali. Imparare ad utilizzare l'acqua al meglio, evitare gli sprechi, garantirne la disponibilità lungo tutto il periodo produttivo è improcrastinabile e la tecnologia Ict oggi può essere un prezioso alleato su questo fronte".
 
"Il Dipartimento di Ingegneria civile e architettura - ha dichiarato Enrico Foti, professore ordinario di Idraulica e direttore del Dicar - è da sempre impegnato nella promozione di soluzioni ingegneristiche e architettoniche innovative. In particolare, il tema della gestione sostenibile delle acque è oggetto di numerose attività didattiche, di ricerca e di supporto al territorio. Il tetto verde realizzato alla Cittadella universitaria, anche attraverso l'installazione di una rete di monitoraggio, favorirà la conduzione di attività didattiche e di ricerca finalizzate alla diffusione di tali soluzioni costruttive nel nostro territorio particolarmente vulnerabile al rischio di alluvione in ambito urbano; e ciò non solo tra gli studenti ma anche tra i professionisti del settore".
 
"Le infrastrutture verdi in ambito urbano – ha aggiunto Antonio Cancelliere, professore ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia al Dicar, che segue da vicino la realizzazione del tetto verde - rappresentano una componente importante all'interno di una strategia più ampia di gestione sostenibile delle acque. Negli ultimi decenni si è assistito infatti ad una crescita significativa delle aree impermeabili del territorio, principalmente a causa dell'urbanizzazione, che ha comportato un incremento delle acque meteoriche che defluiscono in superficie, con conseguente aumento del rischio di allagamento, specie in ambito urbano".

"La realizzazione di infrastrutture verdi contribuisce ad invertire questa tendenza, attraverso il ripristino totale o parziale del ciclo idrologico naturale, ovvero la cosiddetta invarianza idraulica e idrologica
- ha aggiunto Cancelliere - Il tetto verde, realizzato presso il nuovo edificio della Cittadella Universitaria è un intervento che va in tale direzione, poiché esso consente, di accumulare nel terreno gran parte dell'acqua piovana in ingresso, e di restituirla alla superficie stradale in maniera ridotta e dilazionata nel tempo rispetto a un tetto tradizionale".

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