Contro la siccità in vigneto: si parte dalla caratterizzazione dei suoli

I risultati del progetto Drive sulle caratteristiche fisiche, chimiche e idrologiche dei vigneti dimostrativi

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A sinistra lo scavo di un profilo di suolo presso l’azienda Piaggi e a destra la raccolta di campioni di suolo in uno scavo presso l'azienda Ottina
Fonte foto: Università di Pavia

Il progetto Drive Life, Drought resiliente improvement in vineyard ecosystem (Life19 Env/It/000035), finanziato dal programma Life dell'Unione Europea per il periodo 2021 - 2023, mira a individuare strumenti e tecniche di coltivazione della vite più in linea con i futuri scenari climatici, in particolare quelli legati alla siccità.

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L'individuazione di queste tecniche può essere efficace se esse vengono scelte in linea con le caratteristiche principali del suolo in cui le piante di un vigneto vengono coltivate. Di conseguenza, è fondamentale descrivere le caratteristiche principali dei suoli, con particolare riferimento alle proprietà fisiche, chimiche e idrologiche.

In questo articolo, vengono quindi presentati i risultati della caratterizzazione dei suoli analizzati all'interno dei vigneti dimostrativi scelti nell'ambito di questo progetto come rappresentativi delle caratteristiche geologiche e geomorfologiche dei contesti vitivinicoli studiati.

Analisi di laboratorio e di campo per ricostruire le caratteristiche dei suoli

Le attività sono state svolte dal gruppo di ricerca dell'Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente (Dsta).

L'approccio seguito è stato multidisciplinare per poter descrivere sotto tutti i punti di vista i suoli indagati.


Le aziende dove sono state svolte le analisi di caratterizzazione dei suoli sono le stesse aziende dimostrative individuate nei distretti vitivinicoli partner del progetto fra i soci della Cantina di Vicobarone e della cantina Terre d'Oltrepò. Le prime tre aziende sono situate sui Colli piacentini (Pc) e le altre tre nell'areale dell'Oltrepò pavese (Pv):

  • azienda Sartori, Creta di Castel San Giovanni (Pc);
  • azienda Ampeli, Vicobarone (Pc);
  • azienda Braghieri, Genepreto Val Tidone (Pc);
  • azienda Piaggi, Canevino (Pv);
  • azienda Dacarro, Borgo Priolo (Pv);
  • azienda Ottina, Santa Maria della Versa (Pv).

Nel periodo tra aprile e giugno 2021, all'interno di ciascun vigneto analizzato, sono state scavate delle trincee, fino alla profondità massima di 1,5 e 2 metri dal piano campagna. I profili di suolo sono stati descritti a partire da una delle pareti di questo scavo allo scopo di distinguere i vari orizzonti presenti e di raccogliere campioni a diverse profondità per effettuare le analisi di laboratorio necessarie per la loro caratterizzazione.

A partire dai campioni raccolti, sono state misurate le principali caratteristiche fisiche (percentuale di sabbia, limo e argilla; densità e porosità), chimiche (contenuto in sostanza organica; contenuto in carbonati; pH; capacità di scambio; contenuto negli elementi chimici maggiori come sodio, calcio, potassio, magnesio e fosforo) e idrologiche (caratteristiche di ritenzione idrica, ovvero la capacità del terreno di trattenere l'acqua senza perderla a seguito di processi di evaporazione).

Queste analisi sono state svolte presso il laboratorio di Geologia Applicata e Geotecnica dell'Università di Pavia e il Caar-Laboratori Regionali Analisi Terreni, Produzioni Vegetali e Fitopatologico (Sarzana, Sp).

Sempre all'interno degli stessi scavi realizzati, sono stati raccolti dati relativi alla densità delle radici di vite presenti nel terreno. Questa misura, realizzata ogni 10 centimetri a partire dal piano campagna fino alla massima profondità alla quale le radici sono state rinvenute, è stata realizzata contando quante radici erano presenti all'interno di una finestra di 30 per 30 centimetri, che veniva progressivamente spostata verso il basso lungo il profilo del suolo. La misura di densità radicale è stata ripetuta, in ciascuno scavo, a diverse distanze dalla pianta allo scopo di valutare questo effetto sullo sviluppo delle radici.

Nel mese di luglio 2021, sono state svolte delle misure della permeabilità dei suoli dei vari vigneti dimostrativi, attraverso un permeametro a carico costante, per comprendere la capacità dei terreni analizzati di immagazzinare acqua. Queste misure sono state svolte in varie interfile di ciascun vigneto studiato, per tenere conto della forte eterogeneità spaziale del parametro misurato e della presenza di diverse modalità di gestione agricola.

La permeabilità è stata misurata a due profondità rappresentative lungo un profilo di suolo, corrispondenti all'orizzonte più superficiale (da 0 a 20 centimetri dal piano campagna) e all'orizzonte immediatamente sottostate (da 20 a 40 centimetri dal piano campagna).

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Esecuzione di una prova di valutazione della permeabilità del suolo presso l'azienda Piaggi
(Fonte foto: Università di Pavia)


Caratteristiche fisiche dei suoli degli areali studiati

I suoli di tutti i vigneti dimostrativi presentano una struttura poliedrica e sono caratterizzati da un numero di orizzonti tra quattro e sette. Inoltre, è sempre presente un primo orizzonte, compreso tra il piano campagna e tra i 10 e i 17 centrimetri di profondità, soggetto maggiormente alle pratiche agricole che si svolgono nell'interfila e dotato di un elevato tenore in materia organica e di radici.

La tessitura dei suoli studiati riflette le caratteristiche geologiche del substrato roccioso da cui questi derivano. Tutti i profili analizzati sono caratterizzati da una tessitura fine che si mantiene costante lungo la profondità, prevalentemente argillosa nel caso di suoli derivati da alternanze di rocce calcaree e arenacee e prevalentemente limosa nel caso di suoli derivati da marne sabbiose e da depositi fluviali. I suoli che derivano invece da rocce marnoso calcaree e da argille varicolori presentano una simile percentuale di limo e argilla e una tessitura franca o franco limoso argillosa.

In tutti i terreni analizzati, il contenuto in sabbia è molto subordinato a quello di limo e argilla.

I terreni dei vigneti dimostrativi sono, inoltre, mediamente densi e porosi, con differenze limitate tra suoli con diverse caratteristiche tessiturali. Queste proprietà si mantengono anch'esse costanti lungo la profondità, con differenze limitate tra gli orizzonti più superficiali (i primi 20 centimetri dal piano campagna) e il resto del profilo di suolo.

Proprietà idrologiche dei suoli degli areali studiati

Le caratteristiche tessiturali influenzano le caratteristiche di ritenzione idrica dei terreni. I terreni più limosi o con tessitura prevalentemente franca hanno minore capacità di ritenzione idrica rispetto a terreni prevalentemente argillosi, i quali tendono a trattenere l'acqua al loro interno più facilmente.

Tuttavia, questi terreni risultano anche essere quelli che meno facilmente riescono a immagazzinare acqua, a seguito ad esempio di un periodo piovoso, in quanto caratterizzati da una permeabilità più bassa rispetto a suoli maggiormente franchi o limosi.

Queste differenze sono particolarmente evidenti negli orizzonti più profondi, nei quali la permeabilità dei terreni principalmente argillosi è in media circa due volte più bassa rispetto a terreni franchi e limosi. Invece, nell'orizzonte più superficiale, i valori di permeabilità misurati in suoli con caratteristiche fisiche diverse sono simili, anche per la presenza nei suoli argillosi di fessure tipiche dei periodi secchi estivi che tendono a far aumentare la loro permeabilità.

In generale, tutti i terreni analizzati risultano avere comunque una permeabilità non elevata, come testimoniato da valori medi compresi tra 2 e 5 centimetri di acqua infiltrata in un'ora.

 

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Profilo di suolo ricostruito in uno scavo presso l'azienda Piaggi
(Fonte foto: Università di Pavia)

 

Caratteristiche chimiche dei suoli degli areali studiati

Dal punto di vista chimico, i suoli analizzati hanno valori elevati di capacità di scambio cationico data la tessitura fine, e sono calcarei e basici. Soltanto il suolo dell'azienda Sartori è risultato essere acido e privo di calcare lungo l'intero profilo.

Il tenore in sostanza organica è limitato per tutti i suoli analizzati e tende a diminuire con la profondità. Nell'orizzonte superficiale, tra 10 e 17 centimetri dal piano campagna, la sostanza organica è mediamente del 2 - 3,5%. Sotto il primo orizzonte, fino circa a 50 centimetri di profondità, la sostanza organica è compresa tra 1 e 2%, mentre scende sotto l'1% al di sotto di questa profondità.

Le radici di vite occupano meno dell'1% del volume del suolo, con densità simile a diverse distanze dalla pianta. La densità radicale massima si rinviene tra i 30 e i 60 centimetri dal piano campagna, dove è circa due volte maggiore rispetto alla densità misurata nei primi 30 centimetri di suolo e al di sotto il livello di 60 centimetri. La massima profondità a cui sono state rivenute radici varia tra 0,8 e 1,3 metri dal piano campagna.

Necessità di caratterizzare i suoli

La caratterizzazione multidisciplinare dei suoli dei contesti vitivinicoli studiati in questo progetto ha fornito indicazioni importanti sulle proprietà dei terreni presenti nell'areale studiato e dati utili per gli obiettivi delle altre attività progettuali.

Per altre informazioni si può fare riferimento presso il sito internet di progetto e la pagina Facebook

 

di Claudia Meisina e Massimiliano Bordoni del Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell'Università degli Studi di Pavia 


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Il progetto DRIVE LIFE ha ricevuto finanziamenti dal Programma Life dell'Unione Europea
Grant LIFE19 ENV/IT/000035

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