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I russi alla scoperta di Geoplant, berry al centro dell'attenzione

Una giornata per imparare, approfondire le tecniche di breeding, conoscere nuove varietà e lanciare un ponte con l'Ue. Questi i principali obiettivi della delegazione facente parte della Russian berry union: le videointerviste

Barbara Righini di Barbara Righini

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Geoplant vivai punta ad allargare il bacino di vendita in Russia

Una giornata per imparare quanto più possibile sul breeding, con un focus particolare sulla fragola. Con l'occasione di Macfrut 2018, a Rimini, settimana scorsa, sono molte le delegazioni di altri paesi che sono arrivate in Romagna, fra queste anche una russa composta da produttori di berry. Il gruppo di imprenditori agricoli, facente parte della Russian berry union (neonata organizzazione) ha deciso di arrivare un po' in anticipo per visitare Geoplant vivai, nel ravennate.

I produttori russi, provenienti dalla zona Sud della Russia, sul Mar Nero, sono stati accolti da Lucilla e Secondo Danesi, dai breeders dell'azienda e da Gianluca Pasi, responsabile commerciale per il miglioramento genetico delle piante da frutto. La delegazione ha visitato i vivai, i campi sperimentali e i campi madre delle piante da frutto, prima di essere accompagnata a Cesena per vedere la fase della lavorazione della frutta, alla Cooperativa Agrintesa, e concludere il giro con una visita a un produttore di fragole, sempre nel cesenate.

Geoplant vivai punta ad allargare il bacino di vendita in Russia. Nonostante una politica di permessi fitosanitari che funziona da barriera all'ingresso del mercato russo, le piantine di alberi da frutto e di berry non sono infatti coinvolte nell'embargo che vige, verso i paesi Ue e verso gli Usa, dal 2014.

"Per quanto riguarda la fragola - ci ha raccontato Lucilla Danesi, socia di Geoplant vivai e responsabile proprio del settore fragola - esportiamo per il 60-65%. Lavoriamo molto con Polonia, Germania, Ungheria e Serbia. La Russia, ad oggi, vale intorno al 3% ma è un mercato molto interessante, in grande espansione". "Rispetto al 2010 - ha continuato Lucilla Danesi - la quota di mercato russo è stabile ma c'è da considerare che, in coincidenza con l'anno dell'embargo, il 2014, c'è stato il crollo del rublo che ha condizionato pesantemente le vendite. Il mercato russo, potenzialmente, potrebbe essere anche più importante per noi, il problema è che loro vorrebbero calibri molto alti".
Se si guarda invece alle piante da frutto, l'estero conta per il 10-15%.
 

I gusti dei russi, in fatto di fragole, sono un po' diversi rispetto a quelli europei e italiani. "Le nostre varietà che vanno per la maggiore, sul territorio della Federazione Russa, sono Alba e Roxana, due varietà da noi costituite. La prima è precoce, super-attraente, è luminosa e brillante e ha un brix accettabile. In Russia sono molto soddisfatti. Ha una facilità di raccolta incredibile. In quattro o cinque stacchi posso raccogliere tutta la capacità della pianta. Roxana è medio-tardiva ed è una macchina da guerra, produce moltissimo, è anche una varietà rustica, perfetta per quel territorio", ha aggiunto la Danesi.
Oltre ad Alba e Roxana, Geoplant vivai sta brevettando, per il mercato russo, anche Olympia, Tea e Fragolaurea, compresa la protezione del marchio.

Il motivo della visita della delegazione di produttori facente parte della Russian berries union era proprio conoscere nuove varietà di fragola, approfondire le tecniche di breeding e lanciare un ponte con l'Italia e, più in generale, gli Stati dell'Ue.

"Come associazione - ci ha raccontato Irina Koziy, direttrice della Russian berry union, voluta da Alecsandr Bota - siamo giovanissimi. E' stata fondata a febbraio 2018 e ancora non stiamo contando i nostri soci. Alcuni membri dell'associazione sono ricercatori. Fra gli scopi infatti c'è quello di scambiarsi conoscenza e tecnologia e di aumentare la capacità di produzione.
Purtroppo le nostre tecnologie, per quanto riguarda i berry, sono ferme ai tempi dei Soviet. Valutiamo che ci sia un grande mercato da esplorare per i berry, in Russia. Secondo una stima, i russi consumano fra le 150 e le 200mila tonnellate di berry annue mentre produciamo solo 30-40mila tonnellate"
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Fonte: Agronotizie

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Tag: frutticoltura macfrut piccoli frutti formazione

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