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A Caserta si torna a coltivare pomodoro da industria

Syngenta ha proposto le varietà più adatte e le strategie di difesa migliori per gli areali di Terra di Lavoro in un convegno tenutosi lo scorso dicembre a Villa Literno

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Info aziende
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Importante la lotta a Tuta absoluta e agli acari in un contesto meteo che ne favorisce la riproduzione
Fonte foto: © illustrez-vous - Fotolia

Il Piano campano - dalla riva sinistra del fiume Garigliano alla sponda sinistra del canale dei Regi Lagni - è sempre stato tradizionalmente vocato per la produzione di pomodoro da industria.
E dopo due decenni di abbandono quasi totale, questa coltura sta tornando proprio negli areali della provincia di Caserta che in passato avevano dato i migliori risultati, con epicentro a Villa Literno, dove l'11 dicembre 2017 si è tenuto un incontro - promosso da Syngenta Italia, in collaborazione con l'Anicav - sulle opportunità offerte ai coltivatori sia dalle nuove varietà di pomodoro da industria che dal nuovo approccio alla difesa sviluppato dalla multinazionale svizzera che sviluppa semi e prodotti chimici per l'agricoltura.

Soluzioni da impiegare a patto di fare squadra: costruendo una filiera forte in nome della tracciabilità del prodotto, che sarà esaltata dall'entrata in vigore della nuova normativa sull'etichettatura dei derivati del pomodoro.

Gennaro Bruno, responsabile vendite per il Sud Italia di Syngenta ha introdotto l'incontro parlando dello sviluppo e della evoluzione del mercato del pomodoro da industria, che ha conosciuto in tempi recenti una sempre più forte competizione tra le aziende trasformatrici sul mercato mondiale, dove la marginalità delle imprese italiane è stata fortemente compressa.

L'agricoltore oggi, per fornire all'industria un pomodoro che ne aumenti la capacità di competere sui mercati internazionali, deve pertanto puntare ad un prodotto che al tempo stesso si qualifichi per maggiore resa industriale, buon colore ed elevato grado brix ed al contempo venga incontro alle esigenze di chi coltiva: resa in campo, resistenza alle virosi.

Questi aspetti sono stati altresì confermati dalle impressioni riprese dall'intervento del responsabile Anicav per le problematiche agronomiche, la qualità e la gestione prodotti, Bonaventura Giuliano, che inoltre ha salutato con favore la ripresa della coltivazione del pomodoro da industria nel casertano: un'areale strategico e vicino a molte aziende di trasformazione.

Su come ottimizzare nell'areale casertano le soluzioni offerte dalla ricerca genetica Syngenta sul pomodoro da industria ha parlato Raffaele D'Alessandro, technical crop advisor dell'azienda, che ha ricordato come pur in un'annata agraria siccitosa come quella 2017, con condizioni di aridità e caldo forte decisamente fuori scala, le varietà prismatiche sperimentate nel casertano in questa fase di ritorno al pomodoro da industria hanno offerto ottime performance.

In particolare stanno prendendo piede le cultivar Suomy e Miceno.

La prima è un ibrido per trapianti medio-tardivi e tardivi. Pianta compatta e coprente, si adatta senza problemi ai diversi tipi di terreno – che in zona oscillano tra l'argilloso e il medio impasto – presenta bacche di media grandezza (70 - 75 grammi) prive di piccioli aderenti. Di ottima colorazione rossa, Suomy presente un'elevata tolleranza alle spaccature ed ottima consistenza, vantaggi per l'industria di trasformazione a cui si abbinano quelli per l'agricoltore: tenuta in campo e alte rese.

Miceno è invece un ibrido per trapianti medio precoci e medi. Pianta rustica di buon vigore e coprente, presenta bacche tonde uniformi di ottima consistenza e colore rosso del peso medio di 50 - 60 grammi e associa un'ottima allegagione alla eccellente resa produttiva. Il plus di Miceno è dato dalla resistenza Tomato spotted wilt virus (Tswv).

Sulle strategie di difesa del pomodoro da industria ha invece relazionato Dario Spaccatrosi, field crop expert – Syngenta.
E tra i temi ha ricordato la strategia per combattere Tuta absoluta che è possibile innanzitutto prevenire con Karate Zeon® nella fase di ovodeposizione e comparsa delle prime larve su piante nella fase iniziale e con almeno due interventi posti a 7/14 giorni l'uno dall'altro. Sempre per la prevenzione, ma su piante in fase di pieno accrescimento, Spaccatrosi ha illustrato il protocollo basato su Ampligo® (una o 2 applicazioni a 7 – 14 giorni l'una dall'altra) oppure Affirm® (3 applicazioni a 7-10 giorni l'una dall'altra). E' possibile anche utilizzare con quest'ultima frequenza il Primial WG®, anche se più verso la fase di pre-raccolta.

Altra tematica affrontata, la lotta agli acari: ragnetto rosso comune e ragnetto giallo, da condurre con tempestività, utilizzando presidi fitoiatrici adulticidi ed ovicidi, e con bagnature complete delle aree focolaio.

Infine conclusioni affidate ad Alfonso Di Massa – responsabile vendite sulla provincia di Caserta – ha affermato come Syngenta si pone in Terra di Lavoro come collante tra agricoltori e aziende di trasformazione per rendere più forti e coesi i rapporti di filiera, elemento essenziale per condurre in porto positivamente la prossima campagna 2018.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: innovazione varietale difesa pomodoro tracciabilita virus

Temi caldi: pomodoro da industria

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